Risarcimento da licenziamento illegittimo: quanto spetta al lavoratore?

In attesa di conoscere le motivazioni con cui la Corte Costituzionale ha dichiarato l’incostituzionalità dell’art. 3 Jobs Act, il Tribunale di Bari fornisce una prima risposta sui criteri di calcolo dell’indennizzo.

In caso di licenziamento illegittimo, quello cioè comminato da un datore di lavoro ad un singolo lavoratore senza una giusta causa o un giustificato motivo, la legge ammette il lavoratore a godere di determinate tutele appositamente previste.

Per gli assunti a partire dal 7 marzo 2015, l’art. 3 del Jobs Act – modificato dal Decreto Dignità (D.L. 87/2018) – prevede che il lavoratore illegittimamente licenziato ha diritto a ricevere un’indennità risarcitoria, di importo pari a due mensilità dell’ultima retribuzione per ogni anno di servizio, in misura comunque non inferiore a sei e non superiore a trentasei mensilità. Per gli assunti prima del 7 marzo 2015, invece, l’indennità va da un minimo di 12 e un massimo di 24 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto.

Con la riforma del Jobs Act, le ipotesi in cui è ammessa la reintegra sul posto di lavoro sono, infatti, divenute del tutto residuali. Il diritto alla reintegra sussiste solo quando il licenziamento è discriminatorio, per causa di matrimonio, irrogato oralmente o durante il periodo maternità o paternità, durante la malattia o, ancora, se la causa addotta dal datore di lavoro è, in realtà, del tutto inesistente.

Licenziamento illegittimo: cosa ne pensa la Corte Costituzionale?

La Corte Costituzionale ha, però, dichiarato costituzionalmente illegittimo il citato art. 3 del Jobs Act, nella parte in cui determina in modo rigido l’indennità spettante al lavoratore illegittimamente licenziato.

Leggi anche:  È valida la busta paga come prova del pagamento?

Secondo la Corte, infatti, la previsione di un’indennità crescente in ragione della sola anzianità di servizio del lavoratore, senza tenere conto di una serie di ulteriori circostanze concrete da valutare di volta in volta, è contraria ai principi di ragionevolezza e di uguaglianza, oltre a contrastare con il diritto e la tutela del lavoro sanciti dagli articoli 4 e 35 della Costituzione.

Attesa l’illegittimità dei criteri fissati nell’art. 3, in base a quali elementi il giudice dovrà quindi calcolare l’entità dell’indennizzo spettante al lavoratore in caso di licenziamento illegittimo?

In attesa di leggere la motivazione della decisione della Corte Costituzionale, di cui ancora si attende il deposito, il Tribunale di Bari ha fornito una propria risposta sul punto, essendosi trovato a dover giudicare una causa di licenziamento illegittimo con richiesta di indennizzo da parte del lavoratore.

Licenziamento illegittimo: il parere del Tribunale di Bari

Secondo il Tribunale di Bari, l’indennità spettante al lavoratore ingiustamente licenziato deve essere parametrata sulla base dei criteri già enunciati dall’art. 18, comma 5, dello Statuto dei Lavoratori, vale a dire “in relazione all’anzianità del lavoratore e tenuto conto del numero dei dipendenti occupati, delle dimensioni dell’attività economica, del comportamento e delle condizioni delle parti ”.

Il lavoratore si è visto così riconoscere un’indennità superiore a quella determinata dalla normativa, giustificata dalla considerevole gravità della violazione procedurale, contemperata con le ridotte dimensioni dell’attività economica ed il basso numero di lavoratori occupati.

Si resta, dunque, in attesa del deposito della pronuncia della Corte Costituzionale, che ha segnato un ritorno alla discrezionalità giurisdizionale in materia, vale a dire alla valutazione del caso per caso, con l’abbandono di rigidi e predeterminati criteri legali. Il diritto all’uguaglianza comporta, infatti, che situazioni diverse ricevano un diverso trattamento.

Vuoi approfittare delle opportunità contenute nell'articolo?

Contattaci e un membro del nostro team ti spiegherà come fare




[wpgdprc "Accetto esplicitamente che i miei dati vengano trattati secondo le indicazioni espresse dal GDPR ed indicate nell'informativa"]Policy e privacy