Concessa proroga Opzione Donna per tutto il 2016

Novità relative al regime agevolato per accedere e ottenere la pensione anticipata per le donne

La legge di stabilità 2016 ha confermato la proroga Opzione Donna 2016, il regime agevolato per consentire alle donne lavoratrici del settore pubblico e privato di accedere e ottenere la pensione anticipata.
Vediamo di approfondire come funziona Opzione Donna e quali sono le novità in merito.

Cos’è e come funziona Opzione Donna 2016?

L’Opzione Donna è un regime agevolato che consente alle donne lavoratrici in possesso di specifici requisiti di avere accesso alla pensione con alcuni anni di anticipo rispetto all’età anagrafica.

Le lavoratrici devono aver raggiunto le soglie di contributi e accettare il ricalcolo della prestazione previdenziale con il metodo contributivo, abbandonando definitivamente il metodo retributivo, con una riduzione dell’assegno pensionistico di circa il 20-25%. La riforma Maroni (legge 242/04) istituì per prima l’Opzione Donna (ripresa anche dalla legge Fornero del 2011), come un regime sperimentale in scadenza al 31 dicembre 2015. Entro tale data le interessate dovevano raggiungere i requisiti anagrafici necessari e maturare i contributi richiesti.

I requisiti originari per accedere all’Opzione Donna secondo l’impianto della legge Maroni erano:
• lavoratrici autonome: 58 anni di età, 35 anni di contributi;
• lavoratrici dipendenti, settore privato e pubblico: 57 anni di età, 35 anni di contributi (34 anni, 11 mesi e 16 giorni le dipendenti nel settore pubblico).

Nel corso degli anni però l’Inps, ente che ha il potere di modificare le disposizioni relative alle pensioni secondo calcoli e procedure stabilite per legge, ha rivalutato i requisiti anagrafici di accesso all’Opzione Donna aggiungendo 3 mesi per ogni categoria di lavoratrici ( a seguito dell’aumento delle aspettative di vita), innalzando l’età anagrafica necessaria a 57 anni e 3 mesi per le dipendenti e a 58 anni e 3 mesi per le lavoratrici autonome.

Leggi anche:  Tari e gli errori nel calcolo: come chiedere il rimborso

Quali sono i cambiamenti previsti dalla Legge di stabilità 2016 per l’Opzione Donna?

• I requisiti anagrafici e contributivi per l’Opzione Donna vanno maturati entro il 31 dicembre 2015, viene ripristinata la scadenza originaria. La finestra mobile è di 18 mesi per le lavoratrici autonome e quindi la decorrenza dell’assegno pensionistico parte dal 1° luglio 2017, per le lavoratrici dipendenti, pubblico e privato, per le lavoratrici autonome la decorrenza parte, invece, dal 1°gennaio 2017;
• i 3 mesi in più di età anagrafica aggiunti dall’Inps non sono stati cancellati, per cui possono accedere all’Opzione Donna le lavoratrici autonome nate entro il 30 settembre 1957 e le lavoratrici dipendenti nate entro il 30 settembre 1958;
• si apre una possibilità anche per le lavoratrici nate nell’ultimo trimestre del 1957 o del 1958 ( dal 1°ottobre al 31 dicembre) solamente se avanzeranno dei fondi per un ulteriore prosieguo della sperimentazione e a seguito dell’adozione di provvedimenti specifici di carattere legislativo;
• la domanda di accesso all’Opzione Donna può essere effettuata anche dopo il 31 dicembre 2015 poiché vale il principio della cristallizzazione dei requisiti;
• le lavoratrici del settore scolastico interessate ad accedere alla pensione anticipata per mezzo di Opzione Donna, devono presentare domanda tra il 15 gennaio e il 15 febbraio 2016.

L’Inps attraverso la circolare n.45 del 29 febbraio 2016 comma 281, ha ulteriormente chiarito che è possibile accedere alla pensione anticipata anche qualora la decorrenza del trattamento pensionistico fosse successiva al 31 dicembre 2015 a condizione che i soggetti si trovino in possesso dei requisiti anagrafici e contributivi necessari e optino per il sistema di calcolo contributivo.

Leggi anche:  Arrivata l’attesissima firma sul contratto scuola: importanti novità in dirittura d’arrivo

Come funziona la proroga di Opzione Donna?

L’articolo 1, comma 281 della legge 208/2015 ha aperto anche alla possibilità di proseguire la sperimentazione oltre il 2015 se residuano fondi dalle risorse stanziate dal Governo nella medesima legge di stabilita’ per tale scopo. In particolare si prevede un monitoraggio delle spese sulla base del quale il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, entro il 30 settembre di ogni anno, deve trasmettere alle Camere una relazione sull’attuazione della sperimentazione, con particolare riferimento al numero delle lavoratrici interessate e agli oneri previdenziali conseguenti.

Qualora dall’attività di monitoraggio risulti un onere previdenziale inferiore rispetto alle previsioni di spesa, con successivo provvedimento legislativo verrà disposto l’impiego delle risorse non utilizzate per interventi con finalità analoghe, ivi compresa la prosecuzione della medesima sperimentazione.

Info:  Inps