Deduzioni e detrazioni fiscali per i familiari a carico

Ciascun contribuente può beneficiare di agevolazioni fiscali sotto forma di deduzioni e detrazioni per alcune spese sostenute in favore di familiari a carico

Dalle spese sanitarie e mediche ai contributi previdenziali, fino ad arrivare alle detrazioni fiscali per i carichi di famiglia: tutte le possibilità per diminuire il peso delle imposte o aumentare il credito.

In ciascun nucleo familiare, soprattutto in quelli più numerosi, la presenza di soggetti minori, disabili o ancora privi di una stabile occupazione comporta in capo al contribuente con una qualsiasi tipologia reddituale, una serie di agevolazioni fiscali derivanti dal semplice fatto di aver sostenuto annualmente delle spese per il soggetto a suo carico.

Bisogna, innanzitutto, chiarire quali sono i soggetti che l’amministrazione finanziaria considera come familiari a carico del contribuente e quali sono le deduzioni in diminuzione del reddito imponibile e le detrazioni dall’imposta lorda, previste dalla normativa attualmente in vigore. Iniziamo dalle detrazioni sia quelle per carichi di famiglia sia per il sostenimento delle spese in favore dei familiari a carico.

Detrazioni fiscali per carichi di famiglia

Tra i familiari a carico rientrano, anche se non conviventi col contribuente:

  • il coniuge, fino alla sentenza di separazione;
  • i figli, siano essi naturali riconosciuti, adottivi, affidati o affiliati e senza alcun limite di età.

Sono considerati a carico, purché conviventi col contribuente:

  • il coniuge separato;
  • i nipoti e i pronipoti;
  • i genitori naturali e adottivi;
  • i generi e le nuore;
  • il suocero o la suocera;
  • i fratelli e le sorelle;
  • i nonni e le nonne.

Per essere considerati a carico, ciascuno di questi soggetti non deve superare il limite annuo di reddito pari ad euro 2.840,51 al lordo degli oneri deducibili.
La misura delle detrazioni fiscali per i figli a carico e per i figli portatori di handicap a partire dal 1° gennaio 2016 è stata così stabilita dall’ultima Legge di Stabilità:

  • da 800 a 950 euro, per ogni figlio dai tre anni in su;
  • da 900 a 1.220 euro, per ogni figlio sotto i tre anni;
  • da 220 a 400 euro, l’importo aggiuntivo per ogni figlio portatore di handicap.
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La  detrazione familiari a carico 2016 effettiva che spetta ai genitori per ogni figlio a carico, va calcolata sulla base dell’importo della detrazione base, moltiplicata per il quoziente tra 95.000 euro reddito teorico meno il reddito complessivo, il tutto diviso per 95.000 euro. In presenza di più figli, l’importo di 95.000 euro è aumentato per tutti di 15.000 euro per ogni figlio successivo al primo. Pertanto, il beneficio della detrazione fiscale per i figli a carico diventa inversamente proporzionale al reddito complessivo, fino ad azzerarsi in presenza di redditi elevati.

Per meglio capire il meccanismo, ad esempio, la detrazione spettante in presenza di un figlio a carico con età inferiore a tre anni ed un reddito annuo pari ad euro 25.000, sarà pari ad euro 898,90 calcolata nel seguente modo:

euro 1.220,00 x [(euro 95.000 – euro 25.000,00) / euro 95.000,00] = 898,90

Altre detrazioni per familiari a carico

In aggiunta alle detrazioni fiscali per carichi familiari che, come abbiamo visto, dipendono dal reddito lordo annuo, è ammessa una ulteriore detrazione mediante applicazione dell’aliquota del 19% sulle spese sostenute dal contribuente a favore dei soggetti a carico, per le seguenti tipologie di spesa:

1. spese sanitarie, oltre la franchigia di euro 129,11;
2. spese di istruzione;
3. spese per asili nido, fino ad un massimo di euro 632 per ciascun figlio;
4. premi assicurativi sul rischio morte o invalidità permanente, sulla vita ed infortuni;
5. canoni di locazione per gli studenti universitari;
6. spese per l’iscrizione annuale ad attività sportive per i ragazzi di età compresa tra i 5 ed i 18 anni, fino ad un massimo di euro 210 per ciascun figlio.

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Per quanto riguarda la ripartizione della spesa sostenuta per i figli da parte dei genitori, la Legge di Stabilità ha provveduto a confermare le attuali regole: in particolare, in caso di genitori non legalmente ed effettivamente separati, la detrazione può essere suddivisa al 50% oppure attribuita interamente al genitore che possiede un reddito complessivo più elevato.

In caso di separazione legale ed effettiva o di annullamento, o in caso di divorzio, la detrazione d’imposta spetta al genitore affidatario, salvo un diverso accordo tra le parti. Nel caso di affidamento congiunto o condiviso, la detrazione è ripartibile tra i genitori nella misura del 50%, salvo un diverso accordo che attribuisca l’intera detrazione al genitore che ha il reddito più elevato.

Deduzioni dal reddito complessivo

Gli oneri deducibili sono quelle spese che, sostenute per i familiari fiscalmente a carico, permettono di abbattere il reddito imponibile e, di conseguenza, diminuire l’IRPEF.

Sono considerate deduzioni le seguenti voci di spesa:

a. contributi previdenziali ed assistenziali obbligatori, facoltativi e volontari;
b. contributi versati ai fondi integrativi del Servizio Sanitario Nazionale, fino ad un massimo di euro 3.615,20;
c. premi per l’assicurazione contro gli infortuni domestici delle casalinghe;
d. contributi per la previdenza complementare ed individuale, fino ad un massimo di euro 5.164,57;
e. assegno di mantenimento all’ex coniuge, in caso di separazione o annullamento del matrimonio o divorzio;
f. assegno per gli alimenti.

 

Info: Legge di Stabilità 2016 – Articolo 12 del D.P.R. 917/1986 (Testo Unico Imposte sui Redditi)

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