Pagamento TARI. Ecco una recente novità

La gestione dei rifiuti è un problema che diventa sempre più rilevante. Una continua crescita dei consumi, l’urbanizzazione e lo sviluppo economico hanno incrementato la produzione dei rifiuti. Basti pensare che solo 50 anni fa, in città, ogni abitante produceva 200 grammi di rifiuti al giorno, mentre oggi la produzione è di circa un chilo e mezzo.

I comuni hanno sempre più, dunque, elevate quantità di spazzatura da raccogliere e smaltire. Con la TARI (tassa rifiuti) – che sostituisce, a decorrere dal 1° gennaio 2014, i preesistenti tributi (noti con l’acronimo di TARSU, e successivamente di TIA e di TARES) – ogni cittadino, ente o azienda contribuisce proprio al pagamento del suddetto servizio di raccolta, trasporto, recupero e smaltimento dei rifiuti. o assimilati, spazzamento compreso.

La nuova tassa conserva tuttavia taluni presupposti e modalità di determinazione della precedente tassa soppressa, alla quale la legge rimanda per la determinazione del nuovo tributo. In particolar modo, in una recente sentenza della Cassazione (n. 12035 del 10.06.2015) si riferisce che tutti sono tenuti a pagare la tassa rifiuti per il semplice fatto di avere la detenzione di un immobile, anche se poi non si utilizza il servizio di smaltimento (la vicenda si riferisce a una cartella di pagamento per la Tarsu, ma, posta la semi-identità delle discipline, lo stesso discorso può farsi per l’attuale Tari) . La tassa TARI è dovuta indipendentemente dal fatto che l’utente utilizzi il servizio, ma per il semplice fatto che possieda locali o aree scoperte idonei a produrre rifiuti.

Quando avviene la riduzione

Si può avere una riduzione del servizio se questo non è svolto nella zona di residenza, di dimora o dove viene esercitata l’attività del contribuente. In particolare la tassa sui rifiuti è dovuta nella misura del solo 20% in caso di mancato svolgimento del servizio e in misura non superiore al 40% nelle zone in cui non è effettuata la raccolta, da graduare in relazione alla distanza dal più vicino punto di raccolta. È il contribuente che deve dare la prova delle condizioni per usufruire eventualmente della riduzione della tassa.

 

 

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