Quando vado in pensione? Ecco come scoprire la risposta

Il servizio “La mia pensione futura” messa a disposizione dall’INPS, permette di simulare la data e l’importo dell’assegno di pensione.

Il sistema pensionistico italiano è pubblico (uno dei pochi che ha resistito negli anni al passaggio alla previdenza privata), fondato sull’idea che la popolazione attiva, quella degli occupati, potesse supportare coloro che per anni avevano con costanza “messo da parte” la propria pensione.

Col tempo questo meccanismo, che sembrava inizialmente funzionare, si è inceppato: a causa della crisi che ha ridotto gli occupati, dell’aumento dell’età media di vita e della mala gestione delle risorse, i debiti sono aumentati rendendo il sistema non più sostenibile.

Quando ci si è resi conto che il sistema previdenziale non stava più funzionando sono partite le riforme, che se da un lato hanno tentato di evitare l’accumularsi del debito, dall’altro hanno portato non poca confusione in coloro che si sono ritrovati a fare dei conti che non tornavano più.

Come un cane che si morde la coda, le riforme hanno allungato i tempi di pensionamento e ridotto ulteriormente le possibilità di occupazione.

A partire dal 2013, infatti, i requisiti relativi all’età pensionabile sono stati adeguati in base alle aspettative di vita che certifica L’INPS; ciò avviene ogni tre anni ma dal 2019 l’adeguamento avverrà ogni due.

Nel 2016 una riforma ha introdotto, inoltre, il part-time agevolato con l’obiettivo di rendere l’uscita dal lavoro maggiormente flessibile. A tre anni dal conseguimento dei requisiti per lasciare l’impiego, il lavoratore ha la possibilità di ottenere un part-time al 50% senza però perdere i contributi previdenziali che gli verrebbero versati in parte dal datore di lavoro ed in parte dallo Stato.

In questo modo potrebbe ricevere il 65% dello stipendio iniziando il progressivo ritiro, senza perdere nulla sull’assegno INPS che riceverà a partire da 63 anni e 7 mesi di anzianità.

Tra aumento dell’età pensionabile, part-time agevolato, scomparsa della pensione di anzianità sostituita con quella anticipata, molti si sono posti la fatidica domanda: Quando vado in pensione?

La mia pensione futura

Con l’arrivo all’INPS del presidente Tito Boeri, l’Istituto ha provato a rispondere a questa domanda, istituendo “La mia pensione futura”, servizio che permette di simulare quale sarà presumibilmente la pensione al termine dell’attività lavorativa. Il calcolo si basa sulla normativa in vigore e su tre elementi fondamentali: età, storia lavorativa e retribuzione/reddito.

Questo servizio è rivolto ai lavoratori con contribuzione versata al Fondo pensioni lavoratori dipendenti o alla Gestione Separata, agli iscritti alla Gestione Dirigenti di aziende industriali e ai lavoratori con contribuzione versata agli altri fondi e gestioni amministrate dall’INPS. Permette di effettuare varie operazioni tra cui: controllare i contributi che risultano versati all’INPS, conoscere la data in cui si matura il diritto alla pensione, ottenere una stima del rapporto fra la prima rata di pensione e l’ultimo stipendio, calcolare l’importo stimato della pensione.

Per spiegare bene il funzionamento del servizio “La mia pensione futura” offerto dall’INPS, noi di Magevola abbiamo realizzato un video tutorial per supportarvi nell’utilizzo di questo applicativo, che speriamo, vi fornirà le risposte che cercate.

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