Ferie e riposi: ecco come funziona la cessione

Disciplinata da una nuova legge la cessione di giorni di riposo e di ferie a titolo gratuito tra colleghi di lavoro

Novità assoluta nel mondo del lavoro a favore della solidarietà tra i dipendenti di uno stesso datore di lavoro: da oggi è possibile la cessione di ferie e riposi maturati durante l’anno ai propri colleghi di lavoro.

Tra i tanti decreti attuativi del Jobs Act infatti, troviamo quello, chiamato Decreto Semplificazioni, che introduce, tra gli altri, un’importante novità nel panorama lavorativo italiano, avvicinandolo a quanto già previsto dalla legislazione francese. Grazie a tale normativa, da oggi, è possibile la cessione dei permessi, di ferie e riposi maturati nell’ambito del proprio rapporto di lavoro, ad un proprio collega per le urgenti necessità personali o per assistere i suoi familiari.

Bisogna però ben attenzionare le nuove disposizioni normative per comprendere come la cessione di ferie e riposi non può avvenire liberamente ma sono necessari precisi requisiti e sempre il tutto dovrà avvenire nel pieno rispetto dei diritti del lavoratore.

Condizioni necessarie per la cessione di ferie e riposi

La condizione principale per l’applicazione della normativa in materia di cessione di ferie e riposi è che la regolamentazione della materia deve essere, per prima cosa, inserita nei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL): questo significa che, soltanto dopo aver previsto le modalità operative della materia in questione nella contrattazione collettiva, si potranno attuare le nuove norme sulla cessione delle ferie e dei permessi. In secondo luogo, la cessione di ferie e riposi non può, in nessun caso, andare contro quanto dettato dal Decreto Legislativo 66/2003 in tema di orario di lavoro. Infatti, come anche ricorda l’articolo 36 della Costituzione, almeno quattro settimane di ferie all’anno costituiscono un diritto irrinunciabile del lavoratore, al fine di recuperare le energie psico-fisiche venute meno durante la propria attività lavorativa.

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Fatta questa importante premessa, è facile intuire come la cessione possa riguardare soltanto ed esclusivamente:

  • le giornate di ulteriori ferie, oltre le quattro settimane, previste dal contratto collettivo;
  • i permessi di natura contrattuale.

Scopo della cessione di ferie e riposi

L’obiettivo principale delle cosiddette ferie solidali è quello di consentire, al collega che li riceve, di poter assistere i figli minorenni che si trovano in delicate condizioni di salute e che necessitano di cure costanti e continue. Bisogna subito dire che la norma non è vincolante al riguardo e che il contratto collettivo può prevedere tipologie diverse di soggetti coinvolti: ad esempio, si possono cedere ferie e permessi a chi deve prestare assistenza anche a soggetti maggiorenni o ad altri familiari anche per patologie diverse.

Non è chiaro, invece, come debba essere certificato lo stato di salute delle persone oggetto dell’assistenza da parte del dipendente: questo aspetto, insieme ai tanti altri ancora senza una soluzione, saranno chiariti in sede di contrattazione collettiva per ciascun comparto lavorativo.

Info: Decreto Legislativo 14 settembre 2015 n. 151 (Decreto Semplificazioni)

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