Le procedure, i tempi ed i costi del divorzio breve

La legge n. 55 del 6 maggio 2015 ha introdotto importanti novità sulla separazione. Vediamo quali.

Il divorzio breve è stato inserito all’interno dell’ordinamento nel 2015 e questo è stato un successo, data la lentezza con cui l’Italia tende troppo spesso a mettersi al pari con gli altri paesi europei in termini di diritti.

La novità nell’ambito del divorzio interesserà molte persone, poiché il provvedimento permetterà soprattutto a coloro che si sono accordati consensualmente di evitare i lunghi tempi delle tradizionali procedure per il divorzio.

Ma è possibile divorziare anche senza fare ricorso ad avvocati e farlo in maniera breve anche quando sono coinvolti dei figli, soprattutto se minori?

La risposta è un sì, poiché il divorzio approvato nel 2015 è molto diverso e più moderno di quello che era stato introdotto nell’ormai lontano 1974.

Le nuove tempistiche ad esempio prevedono di realizzare un divorzio in:

  • 6 mesi per coloro che si sono accordati su una separazione consensuale;
  • 12 mesi per chi non si è accordato ed è dovuto procedere con la separazione giudiziale.

I periodi suddetti partono dal momento in cui il Presidente valida l’avvenuta separazione della coppia; nel caso della separazione consensuale, inoltre, la presenza o meno di figli minorenni non comporta differenze.

Considerando che prima del divorzio breve era possibile sciogliere il matrimonio solo dopo 3 anni dalla convalida del presidente si può dedurre che la procedura è stata decurtata di due anni e mezzo per la separazione consensuale e di due anni per quella giudiziale.

Come si deve procedere?

La prima possibilità è quella costituita dalla negoziazione assistita da un avvocato, con un accordo che deve essere redatto e prodotto tramite l’assistenza di due diversi avvocati e che riguarda sia la fase di separazione che del successivo divorzio.

Si tratta di un’alternativa che permette di restringere i tempi e di ridurre i costi e dà la possibilità di redigere un accordo che poi gli stessi avvocati si preoccuperanno di trasmettere al Pubblico Ministero; quest’ultimo, nel caso di assenza di figli minori, avrà il compito di effettuare solo un controllo formale sulla validità dell’accordo.

Diverso è il discorso se invece si è in presenza di figli minori: in questo caso il PM analizzerà anche la tutela dei figli per poter poi esprimere un parere in merito.
Quando il PM avrà espresso parere positivo trasmetterà il testo dell’accordo al Presidente del Tribunale; questa procedura deve avvenire entro 10 giorni.

Quanto costa?

Una stima ragionevole si aggira intorno a un importo di circa 800-2000 euro a testa, se ci si rivolge ovviamente a professionisti efficienti e preparati.

Ma sarebbe possibile abbattere i costi facendo a meno di un avvocato? Ebbene sì: il provvedimento del divorzio breve ha introdotto anche la possibilità di divorziare davanti al sindaco del Comune di competenza, effettuando il cosiddetto “divorzio breve in Comune” e pagando solamente l’imposta di bollo pari a 16 euro. Si tratta tuttavia di una strada percorribile solo nel caso in cui non siano presenti figli minori o maggiorenni bisognosi di tutela.

Parlando di tempistiche anche nel caso di divorzio breve in Comune devono rigorosamente passare 6 mesi dall’attestazione di separazione del Presidente.

Si ricorda inoltre che non è possibile divorziare senza aver effettuato prima la separazione, che il divorzio breve ha sostituito tutti i tipi di divorzio precedenti ed è l’unico percorribile; nel caso in cui la situazione risulti complessa anche riguardo a beni da dividere è comunque consigliabile rivolgersi ad avvocati: risulterà una pratica maggiormente costosa ma permetterà di evitare qualsiasi tipo di strascico futuro.

Fonte: Gazzetta Ufficiale

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