Affitti brevi, le novità del Decreto Sicurezza: esteso alle locazioni brevi l’obbligo di comunicare i dati dell’inquilino alla Questura

Il decreto sicurezza convertito in legge lo scorso 28 novembre, chiarisce che l’obbligo dei gestori delle strutture recettive di comunicare alla Questura le informazioni sulle persone alloggiate riguarda anche le locazioni di durata inferiore a 30 giorni.
 
Il decreto sicurezza vuole avere voce in capitolo anche negli affitti brevi. E lo fa attraverso l’articolo 19 bis, con il quale pone fine ad una situazione di incertezza da troppo tempo avvertita nel nostro ordinamento e più volte denunciata dalle associazioni di categoria. Dal 4 dicembre 2018 infatti – data di entrata in vigore del decreto Sicurezza, puntualmente convertito in legge – chi affitta per periodi inferiori a 30 giorni dovrà comunicare alla Questura le generalità dell’inquilino.

Affitti brevi, ecco cosa cambia con il decreto sicurezza

Il decreto sicurezza n. 113/2018, convertito in legge n. 132/2018, interviene anche sulla materia degli affitti brevi, contribuendo a risolvere un enigma che riguarda proprio le locazioni e sublocazioni brevi, cioè quelle di durata inferiore a 1 mese.

In buona sostanza, il decreto sicurezza chiarisce che l’obbligo già previsto dall’art. 109 del Tulps per i gestori di alberghi e strutture recettive di comunicare alla Questura le informazioni relative alle persone ospitate, adesso riguarda anche gli affitti brevi. Prima dell’approvazione del decreto sicurezza – come ricorderemo – l’obbligo di segnalazione degli ospiti era limitato dalla legge solamente al caso di affitto a cittadini extracomunitari o per le permanenze superiori a 1 mese (registrazione del contratto). Con la nuova norma, invece, si è obbligati a registrare l’ospite in ogni caso.

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Questo significa che a partire dal 4 dicembre 2018 se la locazione o la sublocazione di un immobile o di una parte dello stesso (una camera ad esempio) è di durata inferiore a 30 giorni, l’inquilino deve necessariamente essere munito di valido documento di riconoscimento così da consentire al padrone di casa (o locatore in caso di sublocazione) di potere comunicare tali dati alla Questura. Se l’inquilino è uno cittadino extracomunitario, sarà sufficiente esibire il passaporto o altro documento ritenuto equipollente da accordi internazionali, purché sia presente la fotografia del titolare.

Affitti brevi, come si comunicano i dati dell’inquilino alla Questura

La comunicazione deve essere effettuata entro 24 h dall’arrivo dell’inquilino nell’immobile, o immediatamente se la permanenza è di una sola notte. La comunicazione dovrà avvenire telematicamente attraverso il sistema “Alloggiati Web”, che è un portale gestito dalla Polizia di Stato nel quale dal 2006 devono obbligatoriamente registrarsi tutte le strutture recettive per l’invio giornaliero delle schedine delle persone ospitate.
 
Naturalmente, per consentire l’applicazione dell’obbligo in questione anche ai locatori sarà necessario modificare la modulistica del sito “Alloggiati Web”, posto che l’ospitalità fondata sugli affitti non presuppone alcuna autorizzazione pubblica, come invece previsto per le strutture recettive.

Affitti brevi, cosa rischia chi non effettua la comunicazione alla Questura

Chi affitta una casa o una camera senza avere comunicato alla Questura i dati delle persone alloggiate, rischia le sanzioni previste dall’art. 17 del Tulps, vale a dire l’arresto fino a 3 mesi o l’ammenda sino a 206 euro.

Tuttavia, se la violazione dell’obbligo di segnalazione degli ospiti è dovuta ad un cattivo funzionamento del portale o del computer, bisognerà immediatamente informare la Questura per concordare un’altra modalità di trasmissione dei dati dell’inquilino.

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Tirando le fila del discorso, con le novità introdotte dal decreto sicurezza chi vuole concedere ad altri il godimento di un proprio immobile usando la formula degli affitti brevi, deve sapere che adesso è obbligato a trasmettere online i dati dell’inquilino al portale “Alloggiati Web” della Polizia di Stato. La violazione di questo obbligo, potrebbe costare molto cara essendo previste per i trasgressori della norma sanzioni penali.

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