La Regione Emilia Romagna punta sull’export

Nuovi finanziamenti previsti per le piccole imprese che vogliono internazionalizzarsi.

Per le imprese di piccole dimensioni riuscire a conquistare piccole fette di mercato estero rappresenta una vera e propria difficoltà, perché a volte non ci sono i mezzi necessari, i capitali, le giuste competenze per riuscirci. Le cose però potrebbero cambiare per le piccole aziende emiliane, grazie ad un nuovo bando indetto dalla Regione per progetti di promozione dedicati all’export o alla partecipazione a fiere internazionali. Si tratta di contributi volti ad aumentare il numero di imprese esportatrici, rafforzare la propensione alle esportazioni del sistema produttivo romagnolo, ed aumentare il livello occupazione. Vediamo insieme i dettagli del bando, che mette in atto l’azione 3.4.1 del POR FESR 2014 – 2020.

Chi sono i beneficiari del bando export Emilia Romagna?

Possono partecipare al bando le micro, piccole e medie imprese non esportatrici o esportatrici non abituali. Per non esportatrici si intende quelle aziende che negli ultimi 2 anni non hanno svolto vendita diretta di prodotto o servizi con l’estero. Fanno parte della seconda categoria, quelle aziende che negli ultimi due anni hanno venduto all’estero i propri servizi o prodotti per meno del 10% del loro fatturato oppure che non hanno esportato in uno degli ultimi 2 anni di attività. Attenzione però, perché queste aziende devono operare in settori specifici:

  • attività manifatturiere;
  • fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata;
  • fornitura di acqua, rete fognarie e gestione dei rifiuti;
  • edilizia;
  • trasporto e magazzinaggio;
  • servizi di informazione, comunicazione;
  • attività di tipo professionale.

Di cosa tratta il bando export Emilia Romagna?

Il bando prevede la possibilità di realizzare due tipi di progetti diversi, ma purtroppo è possibile accede solo ad uno di essi, e devono concludersi entro e non oltre il 31/12/2018.

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Progetto A: I finanziamenti prevedono la copertura delle spese sostenute per l’internazionalizzazione in due paesi stranieri scelti dall’azienda attraverso un piano d’azione export che non superi i 2 anni per la realizzazione. Si tratta, più che altro, di servizi di consulenza prestata da professionisti esterni (cioè non da persone dipendenti o collegate con l’azienda richiedente), tra cui:

  • la valutazione della fattibilità, ricerca e sviluppo di potenziali clienti o distributori sui nuovi mercati;
  • l’acquisizione di manager che possano curare tutto il processo di crescita aziendale, dalla presentazione della domanda alla realizzazione del progetto;
  • l’ottenimento delle certificazioni necessarie per autorizzare le esportazioni;
  • la creazione di siti internet, soprattutto in lingua straniera.

Viene lasciata alle imprese la possibilità di nominare al proprio interno un rappresentante legale che segua l’andamento dei vari iter. Il bando stabilisce un valore minino di 50 mila euro ed un valore massimo di 100 mila euro come costo totale del progetto, di cui il 40% è a fondo perduto.

Progetto B: I costi finanziabili riguardano la partecipazione a fiere internazionali, e nello specifico:

  • la partecipazione come espositore al almeno 3 fiere;
  • l’organizzazione di eventi promozionali, visite aziendali o sfilate;
  • i servizi di consulenza prestati da professionisti esterni necessari per la registrazione del marchio.

Anche in questo caso è stato indicato un valore minimo di 20 mila euro ed uno massimo di 30 mila euro, di cui il 30% a fondo perduto.

Come e dove presentare la domanda per il bando export Emilia Romagna?

La domanda di partecipazione deve essere presentata in via telematica sul portale della Regione in due chiamate differenti: dal 15 maggio al 15 giugno 2017 per il 50% delle risorse e successivamente dall’11 settembre all’11 ottobre 2017 per la restante parte fino ad esaurimento del fondo disponibile stimato in 9 milioni 900 mila euro da divide nel biennio 2017-2018.

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I documenti da allegare sono, tra gli altri:

  • la domanda di contributo scaricabile anche sul sito della regione;
  • la descrizione dettagliata del progetto con i relativi costi da sostenere e la tempistica della realizzazione;
  • la carta dei principi di responsabilità sociale;
  • la dichiarazione delle dimensioni dell’azienda;
  • la procura del rappresentante legale, se nominato.

È sempre possibile chiedere maggiori informazioni presso lo sportello impresa della Regione Emilia Romagna o affidarsi ad un professionista per scongiurare il pericolo di commettere errori nella presentazione della domanda stessa.

In un mercato sempre più libero e rivolto all’abbattimento delle barriere territoriali, sarebbe un peccato farsi scappare l’opportunità di crescere e farsi conoscere in paesi stranieri, aumentare il volume delle proprie vendite, che si traducono in maggiori guadagni, che non guastano mai!

Fonte: Bando azione 3.4.1

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