Agricoltura sociale: attive le nuove agevolazioni

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, dallo scorso 23 settembre 2015 sono entrate in vigore le nuove norme in materia di agricoltura sociale e con esse la possibilità per tanti imprenditori agricoli di poter beneficiare di agevolazioni per lo svolgimento di precise iniziative.

La nuova legge (18 agosto 2015 n° 141) ha, innanzi tutto, stabilito la definizione tassativa di attività rientranti nell’agricoltura sociale e, allo stesso tempo, ha individuato i soggetti che la possono esercitare.

Soggetti interessati

Si tratta degli imprenditori agricoli, così come vengono definiti dal codice civile, sia che esercitano l’attività in forma individuale sia in forma associata. Ad essi si aggiungono le cooperative sociali, individuate dalla legge 381/1991, purché il loro fatturato sia prevalentemente composto dall’esercizio di attività agricola.

Attività esercitata

Per poter beneficiare delle agevolazioni previste i soggetti interessati devono avere l’obiettivo di:

  • inserire dal punto di vista socio-lavorativo soggetti diversamente abili o svantaggiati oppure minori di età lavorativa in progetti di riabilitazione e sostegno sociale;
  • svolgere attività sociale per le comunità locali con i prodotti agricoli a disposizione, allo scopo di promuovere e realizzare azioni mirate allo sviluppo di abilità e capacità, all’inclusione sociale e lavorativa, alla ricreazione e alla realizzazione di servizi utili alla vita quotidiana;
  • supportare le terapie mediche, psicologiche e riabilitative mediante servizi mirati al miglioramento della salute e delle funzioni sociali, emotive e cognitive e con l’utilizzo di animali da allevamento e la coltivazione delle piante;
  • sensibilizzare l’educazione ambientale ed alimentare e la salvaguardia delle biodiversità mediante l’utilizzo di fattorie didattiche e sociali a favore di bambini in età prescolare o in difficoltà fisica, sociale e psichica.

Con tali risorse destinate all’agricoltura sociale si mira ad accrescere il numero di fattorie sociali e imprese agro-sociali biologiche vere e proprie “scuole” per la realizzazione delle attività e degli obiettivi sopra descritti.

 

Fonte: Ministero delle Politiche Agricole e Forestali 

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