Cosa cambia con la Pac 2017: le novità che ogni agricoltore deve conoscere

La Comunità Europea mette a disposizione nuove risorse, modifica la ripartizione del budget e detta nuove regole

L’Europa ha da sempre riconosciuto il ruolo centrale che l’agricoltura riveste nell’economia generale di un paese ed è per questo che dalla nascita dell’Unione Europea è stata definita una Politica Agricola Comune (Pac) con degli obiettivi specifici: ampliare la produttività dell’agricoltura, garantire un tenore di vita equo agli agricoltori, stabilizzare i mercati, assicurare i rifornimenti e garantire prezzi ragionevoli ai consumatori. Negli anni il monitoraggio dei risultati ha permesso di apprezzare i risultati ma, anche, di evidenziare problemi e mancanze, e di migliorare (e in alcuni casi correggere) la rotta; proprio per questo motivo, negli ultimi venti anni la Pac ha subito una serie di riforme, frutto dell’ascolto delle vittorie e delle sconfitte sul campo.

La nuova Pac 2014-2020 è il risultato di questo continuo processo di miglioramento: concede maggiore flessibilità agli Stati membri, ma indica con maggiore chiarezza gli obiettivi da raggiungere. Obiettivi di tipo economico: superare la crisi; di tipo ambientale: ridurre le emissioni di gas serra, migliorare la qualità di aria e acqua; obiettivi territoriali: valorizzare la diversità dei prodotti agricoli in Europa.

La Pac 2014-20, ha inoltre definito la ripartizione del budget nazionale in:

  • pagamento di base: 58%;
  • pagamento ecologico (greening): 30%;
  • pagamento accoppiato: 11%;
  • giovani agricoltori: 1%.

Ogni anno la normativa sulla Pac subisce delle modifiche e l’anno 2017 non fa eccezione. Proviamo a vedere insieme quali sono le novità della Pac 2017.

Ripartizione del budget

La prima variazione riguarda la distribuzione del budget. Variano le percentuali:

  • pagamento di base: scende al 57%, un punto meno rispetto all’anno prima;
  • pagamento accoppiato: sale al 12%, un punto in più rispetto all’anno precedente;
  • greening: scende dell’1%, poiché il suo importo si calcola come percentuale di 50,12 (valore fissato con circolare Agea 2506) dei titoli assegnati.
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Questo punto ha generato non poche polemiche: si contesta che i cambiamenti in termini economici per le aziende saranno minimi; ad aumentare, invece, sarà la burocrazia (Agea dovrà ricalcolare tutti i titoli assegnati).

Pagamento ecologico

Il pagamento ecologico o greening è ottenuto dall’imprenditore se rispetta 3 condizioni:

  • diversificazione delle colture;
  • mantenimento di pascoli e prati permanenti;
  • le aree di interesse ecologico devono occupare il 5% della superficie destinata ai seminativi (condizione necessaria solo per chi ha più di 15 ettari);

La novità 2017 riguardano le sanzioni applicate se le condizioni del greening non vengono rispettate; è prevista, infatti, oltre la perdita del pagamento verde, una riduzione del 20% del pagamento Pac.

Inoltre verrà istituito un Registro dei prati permanenti, per garantire il mantenimento del rapporto tra pascoli o prati e superficie agricola al 5%; questo significa che l’agricoltore non potrà né arare né convertire le aree ecologiche, mentre, per convertire le altre aree, dovrà richiedere l’autorizzazione a Agea, che la rilascia con 30 giorni di silenzio – assenso.

Pagamento accoppiato

Ricordiamo che hanno diritto a questo tipo di pagamento tutti gli agricoltori che coltivano determinati tipi di colture considerate meritevoli di aiuto da parte della Comunità Europea o da parte dello Stato Italiano. Il contributo concesso viene calcolato moltiplicando l’importo unitario per gli ettari in cui si coltiva quel determinato prodotto. Nel 2017 le risorse destinate al pagamento accoppiato aumentano, con conseguente beneficio per il settore del latte che ottiene 14 milioni in più di risorse, del frumento duro con 8 milioni in più e della carne bovina che ottiene l’aggiunta di 16 milioni. Questi fondi aggiuntivi sono assegnati nel rispetto di determinate condizioni, e nello specifico, per il settore latte sono distribuiti per:

  • vacche da latte di allevamenti di qualità: 90 euro a capo; per quelle di montagna con le stesse caratteristiche: 90+45 euro a capo;
  • vacche nutrici iscritte nei registri: 180 euro a capo; quelle italiane 180+45 euro a capo;
  • vacche nutrici in allevamenti non da carne: 25 euro a capo.
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Per il settore frumento sono distribuiti per:

  • grano duro che passa da 67 a 75 euro per ettaro;
  • cartamo per il centro sud, aggiunto tra le piante ammesse con 53 euro per ettaro.

Per il settore carne bovina sono distribuiti per:

  • per i capi bovini macellati, di età tra 12 e 24 mesi, allevati per almeno sei mesi: 50 euro a capo;
  • per quelli che hanno le stesse caratteristiche ma sono allevati per almeno 12 mesi o solo 6 mesi ma aderenti a sistemi di qualità e etichettatura certificata: 80 euro a capo.

Attenzione all’ultima novità! Da quest’anno Agea non darà fondi per importi inferiori ai 300 euro per azienda.

I cambiamenti introdotti dalla Pac 2017 possono non piacere a tutti. Nonostante ciò, i fondi assegnati ogni anno restano un contributo importante per un settore che fatica a rimanere a galla. La scadenza per presentare la domanda potrà sembrarvi lontana ma, se consideriamo tutti i passi burocratici da fare, il 15 maggio è dietro le porte! Se volete accedere ai benefici il consiglio è di rivolgervi al più presto a un professionista.

Fonte: Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali

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