Credito d’imposta per mediazioni, negoziazioni e arbitrato

Il quadro G del 730 precompilato riguarda i diversi crediti di imposta che vengono riconosciuti al contribuente… oggi parliamo di mediazioni, negoziazioni e arbitrato.

Come abbiamo detto precedentemente, ogni anno i percettori di reddito possono presentare il modello 730 per dichiarare i propri redditi e valersi delle agevolazioni fiscali. Il modello permette anche di usufruire dei crediti d’imposta indicati nel quadro G; tra questi sono presenti quelli relativi alle mediazioni, alle negoziazioni e all’arbitrato.

Credito d’imposta per mediazioni

Per i soggetti che si sono avvalsi, durante il 2016, dell’istituto della mediazione (attività svolta da un terzo per la risoluzione di una controversia civile e fiscale) in caso di successo, hanno diritto a un credito d’imposta commisurato all’indennità corrisposta ai soggetti abilitati a svolgere il procedimento.

L’ articolo 20 del Dlgs 28/2010 ha stabilito che l’entità massima del credito è pari a 500 euro in caso di vittoria, mentre in caso di insuccesso è pari al 50% ossia a 250 euro.

Come si usufruisce di tale credito?

  • il credito deve essere comunicato dal Ministero al soggetto interessato entro il 30 maggio di ciascun anno;
  • il credito deve essere indicato nella prima dichiarazione dei Redditi utile dal giorno del ricevimento della comunicazione da parte del ministero;
  • il credito d’imposta può essere portato in compensazione mediante il modello F24 nel caso di titolari di partita iva, o in detrazione delle imposte sui redditi nei soggetti titolari un rapporto di lavoro dipendente;
  • il credito d’imposta non è in alcun caso rimborsabile.

Credito d’imposta per negoziazioni e arbitrato

Possono presentare istanza per il riconoscimento del credito d’imposta i soggetti che hanno corrisposto, nell’anno precedente la presentazione della domanda, un compenso agli avvocati abilitati ad assisterli nel procedimento di negoziazione assistita concluso con successo o agli arbitri nel caso di conclusione dell’arbitrato con lodo.

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Come si richiede il credito?

La parte interessata deve presentare apposita richiesta in un’area dedicata del sito del Ministro della Giustizia di attribuzione del credito d’imposta, alla quale devono essere allegati i seguenti documenti:

  • copia dell’accordo di negoziazione assistita e prova della trasmissione dello stesso al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati oppure copia del lodo arbitrale che ha concluso il procedimento, nonché copia per immagine dell’originale o della copia autentica del provvedimento giudiziale di trasmissione del fascicolo);
  • copia della fattura, inerente la prestazione professionale, rilasciata dall’avvocato o dall’arbitro;
  • copia della quietanza, del bonifico, dell’assegno o di altro documento attestante l’effettiva corresponsione del compenso nell’anno precedente la presentazione della richiesta;
  • copia del documento di identità del richiedente.

Il Ministero della Giustizia, entro il 30 aprile dell’anno in cui è presentata la richiesta, comunica al richiedente, con le modalità pubblicate nella ricordata area dedicata, l’importo del credito d’imposta effettivamente spettante.

Come si utilizza il credito?

Il credito d’imposta deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi per l’anno in cui è avvenuto il pagamento del compenso ed è utilizzabile:

  • in compensazione a decorrere dalla data di ricevimento della comunicazione ai beneficiari dell’importo spettante;
  • in alternativa, le persone fisiche non titolari di redditi di impresa o di lavoro autonomo possono utilizzare il credito spettante in diminuzione delle imposte dovute in base alla dichiarazione dei redditi.

Misura del credito d’imposta

Il credito d’imposta, riconosciuto in caso di successo della negoziazione oppure di conclusione dell’arbitrato con lodo, è commisurato, secondo criteri di proporzionalità, al compenso corrisposto all’avvocato o all’arbitro fino alla concorrenza di 250 euro ed è determinato in misura corrispondente alle risorse stanziate.

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Approfondisci la mediazione con il Decreto Legislativo 4 marzo 2010, n. 28 e la negoziazione e l’arbitrato con il decreto 30 marzo 2017.

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