Crediti d’imposta del quadro G: ecco quelli relativi ai fabbricati

Il quadro G del modello 730 è destinato ad accogliere i crediti d’imposta riconosciuti al contribuente e si compone di 10 sezioni:

  1. il credito d’imposta relativi ai fabbricati;
  2. il credito d’imposta per il reintegro anticipazioni sui fondi pensione;
  3. il credito d’imposta per i redditi prodotti all’estero;
  4. il credito d’imposta per gli immobili colpiti dal sisma in Abruzzo;
  5. il credito d’imposta per l’incremento dell’occupazione;
  6. il credito d’imposta per le mediazioni;
  7. il credito d’imposta erogazioni liberali a sostegno della cultura – Art bonus;
  8. il credito d’imposta per lo school bonus;
  9. il credito d’imposta per negoziazione e arbitrato;
  10. il credito d’imposta per la videosorveglianza

In questa sede andremo ad analizzare i crediti d’imposta relativi ai fabbricati.

La sezione I del quadro si compone di due crediti:

  • credito per riacquisto prima casa;
  • credito per canoni di locazione non percepiti.

Credito d’imposta per riacquisto prima casa

Il credito d’imposta spetta ai contribuenti che tra il 01.01.2016 e la data per la presentazione della dichiarazione dei redditi abbiano acquistato un immobile, usufruendo delle agevolazioni prima casa entro un anno dalla vendita di un altro immobile acquistato con le stesse agevolazioni. Per avvalersi del credito d’imposta la vendita dell’immobile deve avvenire entro un anno dalla data dell’acquisto del nuovo immobile.

Quali sono i requisiti necessari per l’agevolazione?

L’immobile deve avere caratteristiche non di lusso:

  • deve essere ubicato nel comune in cui l’acquirente abbia o stabilisca la residenza entro 18 mesi dalla data di acquisto;
  • l’acquirente non deve essere titolare esclusivo o in comunione con il coniuge di diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione su altra casa di abitazione nel territorio del comune in cui è situato l’immobile oggetto dell’acquisto agevolato;
  • l’acquirente non può essere titolare (anche in regime di comunione legale) su tutto il territorio nazionale di diritti di proprietà, usufrutto, uso o abitazione di altro immobile per il quale si sia fruito dell’agevolazione prima casa.
Leggi anche:  Prestazione professionale gratuita a favore di parenti e amici: è legittima?

Come può utilizzare il contribuente il credito d’imposta?

Il contribuente può utilizzare il credito d’imposta:

  • in diminuzione dell’imposta di registro, ipotecarie e catastali, sulle successioni e donazioni dovute sugli atti e sulle denunce presentate dopo la data di acquisizione del credito (dichiarazione espressa nell’atto di acquisto della nuova casa);
  • in diminuzione delle imposte dei redditi delle persone fisiche;
  • in compensazione utilizzando il modello F24.

Quando non compete il credito d’imposta?

Il credito non compete a coloro che:

  • abbiano alienato un immobile con aliquota ordinaria, senza usufruire della agevolazione prima casa;
  • abbiano alienato un immobile pervenuto per successione o donazione;
  • nell’acquisto del nuovo immobile decadono dal beneficio della aliquota agevolata;
  • per il precedente acquisto non confermata in sede di accertamento, l’agevolazione prima casa

Credito d’imposta per canoni non percepiti

Secondo l’art.26 del Testo Unico delle imposte sui redditi, i canoni di locazione immobiliare concorrono alla formazione del reddito imponibile del locatore indipendentemente dalla loro percezione.

Tuttavia, per i canoni non corrisposti riguardanti le locazioni ad uso abitativo escluse le A/10 è riconosciuto un credito d’imposta. Il credito viene riconosciuto nell’ambito del procedimento giurisdizionale di convalida di sfratto per morosità.

Il locatore di immobili ad uso abitativo dopo la conclusione del procedimento può:

  • recuperare la maggiore imposta versata per i canoni di locazione non incassati, assoggettati a tassazione negli anni precedenti;
  • non assoggettare a tassazione il canone di affitto non percepito ma solo la rendita catastale rivalutata.

Cosa occorre fare per determinare il credito d’imposta?

È necessario riliquidare la dichiarazione dei redditi di ciascuno degli anni per i quali in base all’accertamento avvenuto nell’ambito del procedimento sono state pagate le maggiori imposte rispetto a quelle dovute in quanto commisurate in base ai canoni di locazione, anziché alla rendita. La prescrizione del credito è di 10 anni.

Leggi anche:  Art bonus: credito d’imposta per le erogazioni liberali a sostegno della cultura

Fonte: Agenzia delle Entrate

Hai dei dubbi sull'argomento appena letto?
Chiedi ad un esperto.

Hai ancora domande? compila i campi sottostanti e i migliori professionisti del settore ti risponderanno.
Registrati o accedi per visualizzare il contenuto.

Per visualizzare il contenuto o Registrati.


Vuoi rimanere sempre aggiornato?
Clicca "mi piace" sulla nostra pagina Facebook