Credito d’imposta per ricerca e sviluppo, l’Agenzia delle Entrate chiarisce le modalità di calcolo del bonus per le operazioni straordinarie

La Circolare n. 10/E del 16 maggio 2018 affronta alcuni nodi problematici relativi alla applicazione della disciplina del credito d’imposta per gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo.

La disciplina agevolativa del credito di imposta per attività di ricerca e sviluppo, lascia alcune zone d’ombra che attengono alla quantificazione del bonus nell’ipotesi in cui i soggetti beneficiari realizzino operazioni aziendali cosiddette straordinarie (si pensi a fusioni, scissioni, conferimenti di azienda o rami aziendali) nel corso del periodo di vigenza della agevolazione.

Per sedare gli interrogativi e fornire una chiave di lettura unitaria, l’Agenzia delle Entrate è intervenuta con la Circolare 10/E/2018, della quale esemplifichiamo i tratti salienti.

Credito d’imposta ricerca e sviluppo 2018: un breve riepilogo su come funziona

Il bonus ricerca e sviluppo è un’agevolazione fiscale introdotta dal D.L. n. 145/2013, che riconosce alle imprese che effettuano investimenti in attività di ricerca e sviluppo un credito di imposta di importo pari al 50%. Entrando nei dettagli, il credito di imposta spetta alle imprese che investono sino ad un massimo di 20 milioni di euro nel settore della ricerca e dello sviluppo durante gli anni che vanno dal 2015 al 2020.

Il credito di imposta è erogato a condizione che l’ammontare complessivo degli investimenti in attività di ricerca e sviluppo sia per ciascun anno di imposta di almeno 30 mila euro ed abbia altresì realizzato un incremento delle spese in oggetto rispetto al triennio antecedente la data del 31 dicembre 2014.

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Bonus ricerca e sviluppo 2018: le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate per le operazioni aziendali straordinarie

Dettando nuove specificazioni sul calcolo del bonus nel caso in cui l’impresa beneficiaria sia interessata da operazioni straordinarie, la Circolare prende in considerazione l’eventualità che le imprese possano aver tenuto comportamenti difformi rispetto alle indicazioni da ultimo fornite, acquisendo un credito di imposta in misura maggiore o minore rispetto a quella effettivamente spettante.

In tal caso, se il credito d’imposta riconosciuto è maggiore rispetto a quello dovuto, le imprese potranno regolarizzare la propria posizione senza essere soggette a sanzioni. Se invece il credito riconosciuto risulti minore con il nuovo calcolo, le imprese potranno presentare una dichiarazione integrativa a favore. Venendo alle modalità di determinazione del bonus, la Circolare distingue tra le diverse tipologie di operazioni straordinarie:

  • Trasformazioni: per tali vicende modificative dell’atto costitutivo delle imprese, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che nella determinazione del credito di imposta non si tiene conto della intervenuta trasformazione. In altre parole, la somma dei crediti maturati prima e dopo la trasformazione non sarà diversa dal credito che sarebbe determinabile se non ci fosse stata la trasformazione, considerata la continuità sostanziale tra il soggetto trasformato e quello risultante dalla trasformazione;
  • Fusioni: quanto alle fusioni, la Circolare distingue a seconda che si sia verificata nel corso di uno degli anni rilevanti per il calcolo della media storica di riferimento (quello in corso alla data del 31 dicembre 2014 e i due precedenti) e quelle effettuate nel periodo di vigenza dell’agevolazione. In relazione a queste ultime, sono previsti criteri diversi a seconda che l’operazione abbia o meno effetti retroattivi;
  • Scissioni: per tali fenomeni si applica il criterio della attribuzione analitica della media storica di riferimento e dei costi tra le società beneficiarie e tra queste e la società scissa;
  • Conferimenti di azienda: la Circolare applica al conferimento di aziende effettuato nell’ambito del gruppo o tra parti correlate lo stesso criterio previsto per le operazioni di scissione.
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Le tematiche fiscali non sono tra le più semplici e intellegibili, proprio per il loro inevitabile tecnicismo. Per tale ragione, invitiamo le imprese beneficiarie della disciplina agevolativa sopra trattata, a consultare un esperto in materia per una valutazione più approfondita della propria posizione nei confronti del Fisco.

Approfondisci la Circolare n. 10/E del 16 maggio 2018 dell’Agenzia delle Entrate.