Ricerca, al via il Po Fesr Sicilia Azione 1.2.3

Ricerca, innovazione e tecnologia. Tre i punti su cui investire per rimettere in moto l’economia della Sicilia, cercando di valorizzare i programmi di partenariato tra aziende.

Dalla Sicilia si parte. Si continua a lasciare questa terra tanto bella quanto segnata da un elevato tasso di disoccupazione. Lo sanno bene i giovani, laureati e non, che con un biglietto solo andata vanno a cercare fortuna all’estero. E lo sanno bene anche i ricercatori che, neanche a dirlo, vengono spesso messi in seconda linea, sempre per lo stesso problema: mancano i fondi da investire alla ricerca.

Ma un barlume di speranza si accende grazie al nuovo avviso che rientra nel PO FESR Sicilia 2014-2020 (Programma Operativo, Fondo Europeo di Sviluppo Regionale), Azione 1.2.3, denominato “Supporto alla realizzazione di progetti complessi di attività di ricerca e sviluppo”. In sostanza, l’obiettivo principale dell’avviso è erogare fondi a favore di progetti di ricerca industriale che forniscano soluzioni altamente tecnologiche in grado di rimettere in moto l’economia della regione Sicilia. Particolare attenzione è data a quei programmi che possano apportare un certo grado di innovazione all’interno delle filiere produttive regionali e che coinvolgano direttamente le imprese interessate a industrializzare i prodotti nati dalla ricerca, nell’ambito della realizzazione di uno dei settori tematici della strategia regionale dell’innovazione per la Specializzazione intelligente (S3).

Il programma si rivolge a diversi ambiti: agroalimentare, economia del mare, energia, scienza della vita, turismo-cultura e beni culturali, smart cities e communites. Su queste linee, dovranno orientarsi i programmi di ricerca per stimolare la competitività siciliana e dovranno contenere, inoltre, una buona prospettiva di sviluppo promozionale, commerciale e un’ottima valorizzazione dei risultati economici.

A chi si rivolgono i contributi messi a disposizione dal PO FESR Sicilia Azione 1.2.3?

I beneficiari dell’avviso sono esclusivamente destinatari in forma associata. Il programma è rivolto a:

  • micro, piccole e medie imprese;
  • grandi imprese;
  • Organismi di Ricerca e diffusione della conoscenza.
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I progetti dovranno essere il risultato di un raggruppamento, anche temporaneo, (come per esempio un Consorzio) tra aziende, contenenti almeno:

  • 5 imprese (piccole, medie o grandi imprese);
  • 3 organismi di ricerca;
  • 2 soggetti aggiunti tra incubatori, PST, aziende sanitarie o distretti tecnologici.

Il capofila del progetto deve essere una Grande Impresa o un Organismo di Ricerca; inoltre, ciascuna azienda potrà partecipare ad un solo raggruppamento di progetto (questo non vale per gli Organismi di Ricerca).

L’accordo di partenariato tra le aziende temporaneamente assemblate in un unico soggetto deve essere formalizzato mediante un contratto, un accordo o qualsiasi forma simile che possa testimoniare il raggruppamento. Naturalmente, la forma scritta deve contenere delle voci importanti, come per esempio: responsabilità sociale delle parti, soggetto capofila, eventuali clausole in caso di recesso e altre informazioni salienti per regolamentare l’accordo. Non sono ammesse le imprese operanti nei settori della pesca e acquacoltura e della produzione primaria di prodotti agricoli, oltre che le imprese di nuova costituzione che non possono dimostrare la propria capacità economico finanziaria.

Di cosa tratta il PO FESR Sicilia Azione 1.2.3?

Sono circa 124 milioni di euro, i fondi messi a disposizione dall’Unione per sostenere gli stati membri, le regioni e valorizzare il loro sviluppo economico e occupazionale. Ogni progetto può ricevere dai 10 ai 20 milioni di euro, parliamo di contributi in conto capitale di cui il 50% per i costi ammissibili per la ricerca industriale e il 25% per i costi ammissibili per lo sviluppo industriale. Per gli Organismi di Ricerca (laddove non svolgano attività economica prevalente) il contributo può arrivare fino al 100% delle spese ammissibili.

Le spese ritenute valide comprendono i costi sostenuti dopo la pubblicazione del bando e riguardano:

  • spese di personale (professori universitari, ricercatori, tecnici, tecnologi e altro);
  • costi per attrezzature e strumenti vari utilizzati soltanto nel periodo di realizzazione del progetto;
  • costi relativi ai fabbricati e ai terreni, (anche qui, devono essere usati soltanto nell’arco temporale corrispondente alla messa in atto del progetto);
  • costi per licenze o brevetti;
  • altri costi di esercizio (spese per materiali e forniture);
  • spese generali che non superino il 7% dei costi sopra elencati.
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Il contributo non è cumulabile con altri finanziamenti pubblici per le stesse spese ammissibili.

Come presentare la domanda per accedere ai contributi del PO FESR Sicilia Azione 1.2.3?

La partecipazione si distingue in due fasi:

Fase 1: i soggetti capofila inviano una domanda preliminare (allegato A presente all’interno del bando) e la Commissione di valutazione trasmette una valutazione di massima tramite PEC; dopodiché ci sarà un confronto negoziale pubblico con i capofila che hanno superato i punteggi minimi. Questa prima fase si concluderà entro 40 giorni dal ricevimento della PEC. Le domande possono essere inviate fino al 26 dicembre 2017.

Fase 2: si presenterà la domanda di contributo (allegato 1 presente all’interno del bando) sul sito della Regione a partire dal giorno successivo alla conclusione della fase 1 per un tempo massimo di 60 giorni.

Come abbiamo già detto, dalla Sicilia, purtroppo, si continua a partire. Ma se anche tu hai un’azienda con una mission rivolta alla ricerca e all’innovazione tecnologica, non perdere l’occasione di ricevere importanti contributi e investire tempo, passione e dedizione alla tua terra.

Approfondisci l’azione 1.2.3 del PO FESR Sicilia.

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