Bando contributi per l’internazionalizzazione delle imprese: puntare ai mercati esteri per essere competitivi

La Regione Toscana finanzia le micro, le piccole e le medie imprese del manifatturiero e del turismo che puntano a diventare globali.

Nell’attuale situazione economica, le aziende provano a “pensare globale” per poter crescere e conquistare nuovi mercati. Durante il loro percorso, però, possono incontrare difficoltà quando decidono di puntare a mercati fuori da proprio territorio: un mercato nuovo, legislazione differente, gusti dei consumatori non chiari, possono diventare scogli insormontabili se non si effettuano adeguati investimenti per arrivare preparati e competitivi all’incontro con il nuovo mercato. Se questo è vero per le imprese in generale, lo è in particolare per quelle di piccole dimensioni.

La Regione Toscana, in attuazione di quanto stabilito dal POR FESR 2014-20, con l’azione 3.4.2 sostiene coloro che vogliono realizzare progetti finalizzati all’internazionalizzazione delle imprese, in paesi non facenti parte dell’Unione Europea. Le agevolazioni saranno concesse sotto forma di contributi in conto capitale.

Proviamo a capire insieme chi può accedere ai finanziamenti e come fare per ottenerli.

A chi è rivolto il bando per l’internazionalizzazione delle imprese?

Il bando è destinato alle micro, piccole e medie imprese della Regione Toscana, o a liberi professionisti in forma singola o associata in RTI (raggruppamenti temporanei di imprese), ATS (associazioni temporanee di scopo), Rete-Soggetto (reti di imprese con personalità giuridica), Reti-Contratto (reti di imprese senza personalità giuridica), Consorzi o Società Consortili che effettuano un’attività rientrante in uno dei codici ATECO ISTAT 2007 (il cui elenco è reperibile all’interno del bando).

Per quanto riguarda la partecipazione al bando in forma aggregata, di qualunque tipo sia il raggruppamento, questa deve avere al suo interno almeno 3 micro, piccole o medie imprese che rispondano ai requisiti richiesti, ossia:

  • essere in regola con gli oblighi imposti dalle normative sul lavoro;
  • essere in regola con la normativa antimafia;
  • possedere la capacità economico-finanziaria in relazione al progetto che si vuole sviluppare;
  • essere regolarmente iscritto nel Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio;
  • non trovarsi in stato di fallimento, liquidazione o “in difficoltà”;
  • non risultare associato o collegato con altra impresa richiedente l’aiuto all’interno dell’aggregazione;
  • non essere stato oggetto di sanzione interdittiva o altro tipo di sanzione;
  • non aver riportato condanne nei dieci anni precedenti la data di pubblicazione del bando;
  • rispettare le norme in materia di contrasto del lavoro nero;
  • non aver ricevuto in precedenza altri aiuti pubblici per lo stesso progetto;
  • rispettare la normativa sul regime “de minimis”.
Leggi anche:  Decreto Milleproroghe: in Gazzetta Ufficiale la legge di conversione 2016

Possono partecipare anche imprese straniere che non hanno una sede o un’unità locale in Toscana se, al momento della presentazione della domanda siano in possesso dei requisiti richiesti dal bando o requisiti equivalenti secondo le norme del Paese di origine; per le imprese che hanno sede in un paese extra UE è necessaria anche la traduzione certificata in lingua italiana, o, in alternativa, accompagnata da attestazione di soggetti iscritti nel registro dei revisori legali mediante una relazione tecnica insieme a un’attestazione rilasciata in forma giurata e con esplicita dichiarazione di responsabilità.

In che cosa consiste il bando per l’internazionalizzazione delle imprese?

Per la sottomisura 3.4.2 del POR FESR, destinata all’internazionalizzazione delle imprese, sono stati stanziati in totale 8,5 milioni di euro finalizzati a due tipologie di azioni: aiuti all’export del settore manifatturiero (cui sono destinati 7,5 milioni) e internazionalizzazione e promozione sui mercati esteri del settore turistico (cui è destinato il restante milione).

La misura è rivolta a coloro che vogliono presentare progetti di internazionalizzazione per paesi non facenti parte dell’Unione Europea e il cui accesso prevede necessariamente la presentazione di una relazione che descriva le varie fasi del progetto di investimento.

Nel dettaglio, il soggetto dovrà illustrare le modalità realizzative, finanziarie e gestionali dell’investimento, nonché prevedere un programma di utilizzo dei risultati, che garantisca il pieno conseguimento degli obiettivi prefissati.

Per ogni tipologia di progetto, i contributi avranno valore variabile in base alle spese che il soggetto deve sostenere per la sua realizzazione. Nello specifico, sono considerate spese ammissibili:

  • la partecipazione a fiere e saloni internazionali;
  • promozione di prodotti e servizi su mercati internazionali mediante utilizzo di uffici o sale espositive all’estero;
  • servizi promozionali;
  • supporto specialistico all’internazionalizzazione;
  • supporto all’innovazione commerciale per la fattibilità di presidio su nuovi mercati.
Leggi anche:  Puntare sull’Export per lo sviluppo economico locale

Come si partecipa al bando per l’internazionalizzazione delle imprese?

La richiesta dei contributi può essere effettuata esclusivamente online, dopo aver richiesto le credenziali di accesso al sistema informativo della Regione Toscana. Una volta compilata la domanda, il sistema genera il pdf della richiesta con tutte le dichiarazioni e le schede presenti online; tutta la documentazione dovrà quindi essere firmata digitalmente dal rappresentante legale e successivamente inviata tramite il sistema informatico di Sviluppo Toscana Spa entro il 7 agosto 2017.

A corredo della domanda dovranno essere presentati specifici documenti, tra i quali:

  • richiesta di contributo;
  • scheda tecnica di progetto e piano finanziario;
  • dichiarazione della dimensione aziendale;
  • scheda per la rilevazione degli indicatori;
  • dichiarazione di consenso al trattamento dei dati personali;
  • dichiarazione “de minimis”;
  • dichiarazione di intenti alla costituzione del consorzio/società consortile/rete-soggetto;
  • documentazione economica;
  • copia dell’atto notarile di aumento di capitale depositato presso il Registro delle Imprese della Cciaa.

I documenti da presentare sono numerosi e tutti di natura tecnica, vi consigliamo quindi di rivolgervi a professionisti del settore se volete provare ad accedere ai contributi per l’internazionalizzazione delle imprese: senza dubbio il bando è un’opportunità da non farsi scappare!

Approfondisci l’azione 3.4.2 del POR FESR della Regione Toscana.

Hai dei dubbi sull'argomento appena letto?
Chiedi ad un esperto.

Hai ancora domande? compila i campi sottostanti e i migliori professionisti del settore ti risponderanno.
Registrati o accedi per visualizzare il contenuto.

Per visualizzare il contenuto o Registrati.


Vuoi rimanere sempre aggiornato?
Clicca "mi piace" sulla nostra pagina Facebook