Regione Veneto: nuove opportunità per l’imprenditoria femminile

Sono quasi 3 milioni di euro i fondi che la Regione Veneto ha destinato per contributi alle PMI a prevalenza femminile che operano nei settori dell’artigianato, dell’industria, del commercio e dei servizi.

È di qualche tempo fa la notizia di una class action avviata nei confronti del colosso Google: l’accusa è discriminazione nei confronti delle dipendenti donne, relegate a ruoli marginali e a stipendi più bassi. Storie di questo tipo non sono rare, purtroppo, i dati sono palesi: nel nostro paese le donne guadagnano il 10,9% in meno degli uomini (dato medio nazionale italiano rilevato dall’Osservatorio JobPricing che rilascia ‘Gender Gap Report 2016’).

Perché, allora, non puntare ad una propria attività? Anche qui i dati sono chiari: secondo uno studio di Confcommercio, le aziende rosa del nostro territorio hanno retto meglio la crisi rispetto ai colleghi uomini. Cos’è allora che blocca l’imprenditoria femminile? Sempre uno studio, questa volta dell’Osservatorio nazionale sul credito per le piccole e medie imprese (PMI), ci fornisce una parziale risposta: le porte dell’accesso al credito faticano ancora a spalancarsi per le donne imprenditrici.

La Regione Veneto, attraverso il bando di contributi destinati alle PMI a prevalente partecipazione femminile, prova a sostenere le donne che vogliono intraprendere un’attività nei settori dell’artigianato, dell’industria, del commercio e dei servizi.

A chi sono rivolti i contributi per l’imprenditoria femminile della Regione Veneto?

Possono accedere ai contributi le PMI dei settori dell’artigianato, dell’industria, del commercio e dei servizi, che:

  • siano imprese individuali che abbiano come titolari donne residenti in Veneto da almeno 2 anni;
  • siano società cooperative, i cui soci o organi di amministrazione, siano per almeno due terzi donne residenti nel Veneto da almeno 2 anni con un capitale sociale per il 51% di proprietà di donne.
  • siano regolarmente iscritte come “Attiva” al Registro delle Imprese;
  • esercitino un’attività economica classificata con codice ISTAT ATECO 2007 primario e/o secondario nei settori indicati nell’Allegato B;
  • abbiano un’unità operativa in cui si realizza l’intervento in Veneto;
  • non siano sottoposte a procedure concorsuali, liquidazione coatta o concordato preventivo;
  • osservino le norme dell’ordinamento giuridico italiano.
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In cosa consistono i contributi per l’imprenditoria femminile della Regione Veneto?

Il bando destinato a sostenere l’imprenditoria femminile ha una dotazione finanziaria iniziale di oltre 800 mila euro e una successiva di oltre 2 milioni di euro entro dicembre 2017.

L’agevolazione è emessa sottoforma di contributo a fondo perduto, pari al 30% delle spese rendicontate nel limite massimo di 45 mila euro per spese pari o superiori a 250 mila euro e limite minimo di 6 mila euro per spese ammissibili pari a 20 mila euro.

Sono ritenute ammissibili, tutte le spese relative all’acquisto di beni materiali, immateriali e servizi che rientrano nelle seguenti categorie:

  • macchinari, impianti produttivi, hardware, attrezzature ed arredi nuovi di fabbrica;
  • spese di progettazione, direzione lavori e collaudo;
  • mezzi di trasporto ad uso interno o esterno;
  • opere edili o murarie e di impiantistica;
  • programmi informatici.

Come si presenta la domanda per accedere ai contributi per l’imprenditoria femminile della Regione Veneto?

La domanda dovrà essere indirizzata alla Direzione Industria Artigianato Commercio e Servizi e compilata secondo il modello previsto nell’apposita sezione del sito Internet della Regione.

La domanda dovrà essere inviata, esclusivamente tramite Posta Elettronica Certificata (PEC), all’indirizzo industriartigianatocommercioservizi@pec.regione.veneto.it; tutta la documentazione, in formato pdf, dovrà essere firmata digitalmente e inviata dal 6 novembre 2017 fino al 16 novembre 2017.

Tra i documenti da inviare a corredo della domanda, ci sono:

  • relazione sull’intervento realizzato e sugli obiettivi raggiunti;
  • documentazione attestante la disponibilità dell’unità operativa in cui è stato realizzato l’intervento ammesso all’agevolazione per un periodo di almeno tre anni dalla data del decreto di erogazione del contributo;
  • documenti giustificativi di spesa;
  • in caso di opere edili/murarie, titoli abilitativi edilizi;
  • in caso di opere impiantistiche, dichiarazione di conformità dell’impianto;
  • dichiarazione circa gli aiuti “de minimis”;
  • documentazione fotografica attestante la realizzazione dell’intervento.
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I contributi alla PMI che la Regione Veneto ha destinato all’imprenditoria femminile potrebbero essere l’occasione della vita. I dati parlano chiaro, le donne sono migliori imprenditrici; se avete un’idea che volete realizzare non esitate: rivolgetevi subito ad un professionista e mettetela in pratica.

Approfondisci il Bando per l’erogazione di contributi alle PMI a prevalente partecipazione femminile.

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