Impresa sociale: ecco cosa cambia con le nuove norme

Nuove procedure e chiarimenti sulla documentazione da presentare e gli adempimenti necessari per ottenere il riconoscimento di impresa sociale. Queste le novità del decreto interministeriale.

Le imprese sociali nel nostro Paese rappresentano una realtà molto importante per lo sviluppo del cosiddetto “terzo settore”, nel quale sono raggruppate quelle attività che non sono riconducibili a quelle svolte dalle istituzioni pubbliche né tanto meno alle attività rivolte al mercato. Si tratta di attività che rispondono comunque ad un interesse generale di natura sociale, economica o culturale.

Ci sono delle recenti novità riguardanti le imprese sociali stabilite con il decreto del 16 marzo 2018, del Ministero dello Sviluppo economico.

Che cos’è l’impresa sociale?

Le imprese sociali, pur svolgendo attività di tipo imprenditoriale, non perseguono finalità di lucro, ma di interesse generale in settori come l’assistenza sociale e sanitaria, l’educazione e la formazione, la tutela dell’ambiente e dei beni culturali, il turismo sociale, ecc…

La legge ha previsto delle agevolazioni speciali per queste imprese, tra cui la possibilità di avere fino a metà del personale composto da volontari e la responsabilità patrimoniale limitata dei soci (che rispondono solo per le quote possedute e non con il proprio patrimonio) per le imprese con almeno 20 mila euro di patrimonio.

Per avere il riconoscimento di impresa sociale occorre rispettare determinati requisiti di natura contabile e formale, ma soprattutto devono avere una struttura democratica, coinvolgere nella gestione i lavoratori e i destinatari delle attività, mentre la maggioranza degli amministratori devono essere anche soci ed infine gli utili non possono essere distribuiti ai soci, ma devono essere destinati all’attività dell’impresa o all’incremento del suo patrimonio.

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Che struttura devono avere le imprese sociali?

Secondo la legislazione in materia possono essere qualificate come imprese sociali qualsiasi tipo di società o organizzazione privata, come associazioni (anche non riconosciute), fondazioni, comitati, cooperative e consorzi, purché non abbiano come fine principale lo scopo di lucro.

Sono escluse, oltre alle pubbliche amministrazioni, le imprese che svolgono servizi o forniscono beni in favore dei soci stessi e le imprese con un unico socio rappresentato da una persona fisica.

Le ultime novità normative in materia di impresa sociale

Come accennato ci sono alcune novità normative riguardanti le imprese sociali, stabilite dal decreto interministeriale del 16 marzo 2018 del Ministero dello Sviluppo Economico, emanato di concerto con il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali.

In particolare con questo decreto sono stati stabiliti i documenti che dovranno essere presentati presso il Registro delle imprese e le modalità con cui deve essere fatto.

I documenti principali da presentare sono i seguenti:

  • atto costitutivo;
  • statuto;
  • eventuali modifiche a statuto e atto costitutivo;
  • bilanci (sociale e civilistico);
  • nomina dei sindaci nell’atto costitutivo.

Sono previste, inoltre, delle norme più specifiche che dipendono dalla natura dell’attività svolta e da altri fattori. Ad esempio, gli enti religiosi civilmente riconosciuti, dovranno depositare l’atto di costituzione del “patrimonio destinato” per lo svolgimento delle attività ed uno specifico regolamento che adegui l’attività a regole e principi stabiliti dal decreto legislativo n. 112/2017 “Revisione della disciplina in materia di impresa sociale”.

In caso di gruppi di imprese che condividano lo svolgimento di determinate attività, è previsto il deposito dell’accordo di partecipazione e dei bilanci consolidati.

Il decreto dello scorso marzo stabilisce anche delle altre norme destinate alle imprese e alle pubbliche amministrazioni competenti. In particolare entro il 20 luglio 2018 le imprese sociali già iscritte dovranno adeguarsi, se non l’hanno già fatto, a quanto stabilito dal decreto legislativo 112/2017.

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Viene stabilita inoltre una procedura attraverso la quale le cooperative sociali verranno qualificate d’ufficio come imprese sociali.

Un’altra novità importante riguarda l’introduzione di una procedura per evitare che l’ente richiedente possa risultare iscritto in più sezioni del Registro unico nazionale del Terzo settore.

Ricordiamo che, secondo quanto previsto dal Codice del Terzo settore (D.lgs 117/2017), le imprese sociali possono essere iscritte solo ad una sezione del Registro, ad eccezione delle reti associative.

Per questo l’Ufficio delle imprese d’ora in avanti, al momento dell’iscrizione, chiederà al rappresentante legale, di dichiarare se l’ente è già iscritto in un’altra sezione di questo Registro.

In questo modo l’Ufficio del registro delle imprese, una volta riconosciuta la qualifica di impresa sociale all’ente richiedente, potrà comunicare all’Ufficio del Registro unico nazionale del terzo settore la richiesta di cancellazione dall’altra sezione alla quale l’ente era iscritto in precedenza.

Per conoscere tutte le novità del decreto si raccomanda di consultare il testo integrale, eventualmente facendosi assistere da un professionista esperto.