Riforma del Terzo Settore: arriva finalmente il via libera del Governo

AGGIORNAMENTO 29 AGOSTO

Il nuovo Codice del Terzo Settore è in vigore dal 3 agosto. Leggi il Codice in Gazzetta Ufficiale

Il Consiglio dei Ministri ha approvato gli ultimi tre decreti necessari all’attuazione della legge delega, riguardanti codice del Terzo Settore, impresa sociale e cinque per mille.

Fin da piccoli, a scuola, ci hanno spiegato che il Terzo Settore identifica tutte quegli Enti che non sono riconducibili né al Mercato né allo Stato. Abbiamo dovuto aspettare la legge numero 106 del 6 giugno 2016, per avere una riforma del Terzo Settore grazie alla quale s’intende regolare una volta per tutte le organizzazioni non profit del Belpaese.

A circa tre anni dal lancio delle linee guida di riforma, il Consiglio dei Ministri ha deciso di approvare gli ultimi tre decreti che consentiranno finalmente l’attuazione della legge delega. Ma vediamo insieme nello specifico di cosa si tratta.

L’iter della Riforma del Terzo Settore

Innanzitutto partiamo con illustrare brevemente le varie tappe che hanno portato alla Riforma del Terzo Settore:

  • 12 aprile 2014 Matteo Renzi annuncia la Riforma del Terzo Settore;
  • 9 aprile 2015 la Camera dei Deputati approva in prima lettura il disegno di legge delega;
  • 30 marzo 2016 il Senato della Repubblica approva in seconda lettura il disegno di legge delega;
  • 25 maggio 2016 la Camera approva in via definitiva il disegno di legge delega.

Codici del Terzo Settore e impresa sociale

I provvedimenti riguardanti la Riforma del Terzo Settore, che coinvolge oltre 6 milioni di cittadini, avranno il compito di regolare il nuovo Codice del Terzo Settore, la disciplina dell’impresa sociale e la riforma dei criteri per l’accesso al cinque per mille.

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In particolar modo, grazie al decreto sull’impresa sociale, l’Italia presenterà una normativa particolarmente innovativa, ovvero:

  • ampliamento dei campi di attività (commercio equo, alloggio sociale, nuovo credito, agricoltura sociale, ecc.);
  • possibile, seppur parziale, distribuzione degli utili;
  • incentivi all’investimento di capitale per le nuove imprese sociali: il 30% dell’investimento potrà essere fiscalmente deducibile o detraibile analogamente a come avviene oggi per le startup innovative tecnologiche.

Risorse a sostegno del Terzo Settore

Grazie alla Riforma del Terzo Settore saranno messe a disposizione risorse pari a 190 milioni di euro che saranno investite in:

  • nuovi incentivi fiscali;
  • un Fondo progetti innovativi;
  • sviluppo del Social bonus;
  • lancio dei Titoli di solidarietà;
  • incremento della dotazione del Fondo per il Servizio Civile universale in modo da accrescere, anche per il 2018, i posti disponibili.

Nel mese di luglio sarà inoltre avviato il Fondo di garanzia e per il credito agevolato dedicato proprio alle imprese sociali, per un ammontare di risorse pari a 200 milioni.

Registro Unico del Terzo Settore e cinque per mille

Da evidenziare la volontà del Governo di informatizzare attraverso una banca dati nazionale il Registro Unico del Terzo Settore. Uno strumento che sarà avviato, gestito e aggiornato dalle Regioni, utilizzando un’unica piattaforma nazionale a cui bisognerà iscriversi per poter accedere a tutti i servizi.

Ogni ente di Terzo Settore dovrà indicare almeno un minimo di informazioni, come forma giuridica, sede legale, oggetto dell’attività di interesse generale, eventuale patrimonio minimo, generalità dei soggetti che hanno la rappresentanza dell’ente e che ricoprono cariche sociali, modifiche dell’atto costitutivo e dello statuto, rendiconti e bilanci, rendiconti delle raccolte fondi svolte nell’esercizio precedente e il rendiconto relativo ai contributi pubblici percepiti.

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Per quanto riguarda il cinque per mille (guarda il video su come donare il cinque per mille) invece, il decreto porta a compimento la riforma strutturale iniziata con la Legge di Bilancio 2015, che ha attribuito risorse in modo stabile per 500 milioni all’anno.

A questo punto non resta che attendere che la Riforma del Terzo settore si realizzi non solo a livello di legge, ma anche a livello pratico, rendendo finalmente disponibili le risorse enunciate ai legittimi beneficiari. Il Terzo Settore, infatti, non deve essere visto come un comparto marginale, bensì come il motore del nostro Paese, grazie al quale è possibile tenere unita la popolazione e aumentare il livello generale di benessere.

Guarda le slides di riepilogo dei decreti attuativi.

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