Contributi per lavoratori domestici: modalità di calcolo 2017

Spetta al datore di lavoro il versamento degli oneri previdenziali.

Le necessità della vita familiare hanno portato, già da molti anni, ad un incremento dell’utilizzo di figure lavorative per le mansioni più svariate e per venire incontro alle esigenze di quelle famiglie con la presenza di anziani, bambini, disabili o, in generale, di persone non autosufficienti. L’ampia platea dei lavoratori domestici comprende colf, camerieri, baby sitter, assistenti familiari, cuochi, governanti e altre figure, in prevalenza ricoperte da soggetti stranieri europei ma anche extraeuropei.

Il livello raggiunto da questa categoria di lavoratori, sia in termini numerici sia come ammontare di introiti per gli Enti Previdenziali, ha portato la legislazione nazionale a regolamentare la materia in modo preciso e puntuale, prevedendo anche pesanti sanzioni per i datori di lavoro che non regolarizzano i propri “dipendenti”.

I contributi dei lavoratori domestici si pagano per ciascun trimestre solare e precisamente entro le seguenti scadenze:

  • entro il 10 gennaio di ciascun anno, per il quarto trimestre dell’anno precedente (ottobre – novembre – dicembre).
  • entro il 10 aprile di ciascun anno, per il primo trimestre (gennaio – febbraio – marzo);
  • entro il 10 luglio di ciascun anno, per il secondo trimestre (aprile – maggio – giugno);
  • entro il 10 ottobre di ciascun anno, per il terzo trimestre (luglio – agosto – settembre);

Il versamento dei contributi spetta al datore di lavoro in due diverse modalità:

  1. la parte a suo carico può essere pagata o mediante bollettino postale MAV precompilato inviato dall’INPS o con carta di credito chiamando il contact center INPS al numero 803 164 o direttamente on line sul sito dell’INPS, dopo essersi muniti di codice PIN;
  2. la parte a carico del lavoratore domestico viene trattenuta direttamente dalla busta paga mensile.

L’importo del contributo da versare ogni trimestre da parte del datore di lavoro è calcolato moltiplicando il contributo orario per il numero delle ore retribuite del trimestre di riferimento. Per individuare qual è l’esatto contributo orario si devono consultare le tabelle che annualmente l’INPS rende note dove sono riportati, in base alla retribuzione oraria effettiva, i coefficienti corrispondenti. Per l’anno 2017 le modalità di calcolo dei contributi INPS sono riportate nella circolare INPS n. 13 del 27 gennaio 2017. Individuato il giusto coefficiente orario, bisogna quantificare le ore retribuite nel trimestre: tale numero è ottenuto moltiplicando le ore settimanali per le settimane del trimestre di riferimento, tenendo presente che la settimana lavorativa va dalla domenica al sabato e che le ore retribuite successive all’ultimo sabato di un trimestre, vengono conteggiate nel trimestre successivo.

Per meglio capire la modalità di calcolo facciamo un esempio numerico:

Supponiamo una colf assunta per 25 ore settimanali (5 ore dal lunedì al venerdì). Il contributo orario corrispondente ad una retribuzione con oltre 24 ore settimanali è pari a €. 1,01 (come specificato nella circolare). Per quanto riguarda il calcolo delle ore e delle settimane abbiamo:

  • mese di gennaio: 4 settimane con 25 ore retribuite;
  • mese di febbraio: 4 settimane con 25 ore retribuite (compresi i giorni 30 e 31 gennaio);
  • mese di marzo: 5 settimane con 25 ore retribuite (compresi i giorni 27 e 28 febbraio).

Riepilogando avremo i seguenti contributi:

  • per il mese di gennaio: €. 1,01 moltiplicato 25 ore, moltiplicato 4 settimane = 101,00 euro;
  • per il mese di febbraio: €. 1,01 moltiplicato 25 ore, moltiplicato 4 settimane = 101,00 euro;
  • per il mese di marzo: €. 1,01 moltiplicato 25 ore, moltiplicato 5 settimane = 126,25 euro.

In definitiva, il contributo da versare entro il 10 aprile dal datore di lavoro sarà pari a 328,25 euro.

Fonte: INPS

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