Dal 2016 arriva l’ IRI

Rilanciare l’economia delle piccole e medie imprese si può. O almeno è quello che ci si attende dall’Imposta sul Reddito Imprenditoriale (IRI). Il debutto di questa imposta è ormai giunto al terzo tentativo…

La sua introduzione, infatti, era stata proposta, per la prima volta, nel 2008 e, in seconda battuta, con la riforma fiscale del 2012; in entrambe le occasioni non fu, però, mai attuata, nonostante il parere favorevole di tutto il mondo imprenditoriale che vedeva in essa il primo tassello per il rilancio economico delle piccole e medie aziende.

Il Governo, nell’ambito della semplificazione fiscale, vuole applicare la nuova tassazione sia al reddito d’impresa, che attualmente è gravato dall’IRES, sia al reddito di lavoro autonomo, che, invece, paga l’IRPEF.

In altre parole, si vuole assoggettare ad un’unica imposta, l’IRI appunto, tutto ciò che oggi viene, invece, tassato con due tributi molto diversi tra loro; inoltre si passerebbe all’applicazione di un’unica aliquota, molto presumibilmente il 27,50%, anziché le aliquote progressive per scaglione di reddito previste dall’IRPEF, che, come sappiamo, possono arrivare, per i redditi più alti, fino alla soglia del 43%.

Tale nuova forma di tassazione consentirà una netta separazione tra il reddito dell’impresa ed il reddito personale e, quindi, una maggiore spinta per gli imprenditori a reinvestire i proventi conseguiti nella propria azienda o nella propria professione, rafforzando, così, il patrimonio delle piccole imprese.

Infatti, mentre la parte di reddito reinvestito nell’azienda sarà tassato con l’IRI al 27,50%, quello prelevato per il soddisfacimento dei bisogni personali dell’imprenditore o del lavoratore autonomo sarà tassato con le aliquote progressive dell’IRPEF come avviene e continuerà ad avvenire per i redditi di lavoro dipendente, per i redditi da pensione e per gli utili distribuiti ai soci.

Restano esclusi da quanto appena affermato, con una seria possibilità di ulteriori proroghe per gli anni seguenti, tutte le tipologie di contribuenti che hanno scelto o opteranno per i regimi agevolati attualmente previsti: il regime dei contribuenti minimi, con tassazione al 5% ed il regime forfettario con tassazione al 15%.

Fonte: Disegno di legge di riforma fiscale – Previsioni Legge di stabilità 2016

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