Arriva l’assicurazione per grano tenero e duro: se i prezzi precipitano, ci sono indennizzi per mancato reddito

Uno strumento sperimentale messo in atto dal Ministero delle Politiche Agricole per tutelare dai rischi i produttori del settore cerealicolo.

La polizza salva-grano è una novità assoluta per il settore agricolo. L’Italia è il primo Paese in Europa a proporla in via di sperimentazione. Uno strumento innovativo presentato il 16 febbraio a Roma, dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, in collaborazione con Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare). Obiettivo di questa misura, per la quale il Governo ha stanziato ben 10 milioni di euro, è quello di far fronte alle esigenze di un settore in crisi e soprattutto di proteggere i ricavi dei suoi lavoratori.

Cos’è l’assicurazione grano e come funziona

L’assicurazione grano prevede la stipulazione da parte di un produttore agricolo di grano di una polizza ricavo, pagando solo il 35% del premio, mentre il rimanente 65% viene coperto dall’agevolazione del Ministero. Tale polizza dà diritto a ricevere un risarcimento per la perdita di reddito subita in caso di diminuzione dei ricavi di vendita del grano; in particolare, per poter accedere all’indennizzo, è necessario che i guadagni dell’agricoltore diminuiscano del 20% rispetto alla media triennale del ricavo per ettaro.
La polizza grano può essere sottoscritta presso tutte le compagnie assicurative; ed è proprio per sostenere queste ultime che è prevista anche la riassicurazione di Ismea,  una misura utile per proteggere le aziende assicurative dalle perdite nelle fasi iniziali di lancio di questa iniziativa.
Questo tipo di polizza, però, non sostituisce quelle contro le calamità naturali, il gelo, la siccità, le alluvioni, la neve o gli sbalzi termici, ma si aggiunge alle garanzie tradizionali allo scopo di tutelare un comparto che negli ultimi anni ha messo in notevole difficoltà i produttori e che hanno subito rilevanti perdite.

Qual è lo scopo dell’assicurazione sul grano?

La produzione cerealicola è esposta non solo ai normali rischi ambientali e legati alle condizioni meteorologiche, ma anche alle fluttuazioni di mercato, alla concorrenza e all’influenza di variabili internazionali, elementi che negli ultimi tempi hanno generato un notevole calo dei prezzi, tanto che i produttori non sono riusciti neanche ad ammortizzare i costi di produzione. L’assicurazione grano è una misura pensata proprio per aiutare i lavoratori a programmare la produzione e avere uno strumento di protezione in caso di drastica discesa dei prezzi.

Altre misure per la filiera grano-pasta

Accanto all’assicurazione il Ministero ha previsto altre misure volte a tutelare i produttori di grano e pasta, e in particolare ha pensato ai contratti di filiera e all’etichetta di origine. I primi sono diretti ad aumentare l’estensione delle superfici coltivate, attraverso dei contratti tra agricoltori e produttori di pasta; il governo è pronto ad investire 10 milioni di euro sugli accordi di filiera, per spingere i produttori di pasta ad approvvigionarsi sempre dallo stesso coltivatore di grano italiano; inoltre, per garantire la qualità del grano, è stato presentato a Bruxelles un decreto per introdurre un’etichetta sull’origine del grano e della semola sulle confezioni di pasta italiane.
Entrambi gli interventi hanno come scopo di salvaguardare la qualità dei prodotti italiani e le loro coltivazioni, incrementare i consumi interni ma anche l’esportazione.
La filiera grano-pasta è uno dei comparti più importanti del settore agroalimentare italiano; il nostro Paese, infatti, con più di tre milioni di tonnellate di pasta l’anno, è il principale produttore al mondo, oltre che il maggiore esportatore, primati che devono essere tutelati attraverso interventi che sostengano i lavoratori e le aziende interne. Questi fattori hanno spinto il governo e il Ministero a varare l’assicurazione e le altre misure per cercare di salvaguardare gli interessi di un settore che porta alta la bandiera del made in Italy nel mondo.

Fonte: Ministero delle Politiche Agricole, alimentari e forestali

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