Buoni lavori INPS: boom nel settore turismo

I buoni lavori INPS, nati per regolarizzare in qualche maniera il lavoro saltuario (soprattutto in agricoltura e nel campo del lavoro domestico), hanno trovato largo impiego, nel corso degli ultimi anni, anche in altri settori, come ad esempio nel settore turismo.

Cosa sono e a cosa servono?

I buoni lavori INPS, o più semplicemente voucher lavoro, sono un sistema di pagamento utilizzato per retribuire le prestazioni di lavoro accessorio, ovvero lavoro occasionale e discontinuo e pertanto non coperto da un regolare contratto.

Offrono degli indubbi vantaggi sia al committente, sia al lavoratore, in quanto il datore di lavoro può beneficiare della manodopera del lavoratore occasionale (privo di contratto) dormendo “sonni tranquilli” giacché i buoni offrono:

  • copertura INAIL ai prestatori d’opera, cioè i lavoratori che sono coperti da assicurazione in caso di infortunio;
  • semplificazione burocratica, in quanto il datore di lavoro non ha bisogno di fare la comunicazione anticipata al centro per l’impiego, ma deve semplicemente registrarsi al sito INPS e dare la comunicazione obbligatoria dell’inizio della prestazione, tramite un’apposita sezione Servizi INPS.

Il lavoratore – senza perdere lo stato di disoccupazione o inoccupazione – può arrotondare le entrate senza ulteriori imposizioni fiscali godendo:

  • della contribuzione previdenziale;
  • dell’assicurazione INAIL.

I buoni lavori INPS possono essere usati da:

  • imprese del settore agricolo (come scritto in un precedente articolo Arrivano i voucher anche in agricoltura);
  • imprese familiari nei settori commercio, turismo e servizi;
  • settore domestico per lavori tipo baby sitter, ed altro ancora come ad esempio piccoli lavori di giardinaggio, di doposcuola privato, o di volantinaggio porta a porta.

E sono utilizzati per pagare ad esempio le seguenti categorie di lavoratori:

  • pensionati;
  • studenti;
  • cittadini stranieri con regolare permesso di soggiorno;
  • o casalinghe.

I buoni lavori INPS hanno un costo per il datore di lavoro di 10 Euro, e un importo netto corrisposto al lavoratore di 7,50 euro.
Facili anche le modalità di acquisto, si possono infatti acquistare in tabaccheria, nelle sedi INPS, alla posta o in banca.

Inutile negare la facilità di utilizzo dei voucher, che sicuramente insieme agli altri vantaggi illustrati in precedenza ne spiegano sicuramente il boom, specialmente nel settore turismo.

Ma l’abuso dei buoni, nati nelle intenzioni per contrastare il lavoro nero, in concomitanza con la diminuzione dei regolari contatti di lavoro osservata soprattutto nel settore turismo, fa supporre che stiano contribuendo ad aumentare la già esasperante precarietà del lavoro. Ricordiamo, infatti, che le attività di lavoro occasionale e accessorio non danno titolo a prestazioni di malattia, maternità, disoccupazione né ad assegno per il nucleo familiare come riportato nella circolare INPS n° 104 del 1° dicembre 2008.
Nel caso di lavoratori stagionali, non più assunti come tali, ma pagati in buoni lavoro INPS, non viene riconosciuta loro la stagionalità e la tutela offerta dal relativo contratto di lavoro.

Info: circolare INPS n° 104 del 01/12/2008

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