Lavoro notturno: chi può anticipare la pensione?

Il momento del tanto sospirato pensionamento è stato recentemente modificato per coloro che appartengono alla categoria del lavoratori notturni; essi sono inclusi tra i lavori usuranti qualunque sia la mansione svolta, per il semplice fatto di prestare attività lavorativa tra le 24 e le 5 del mattino. L’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale ha chiarito quali debbano essere i requisiti per poter andare in pensione anticipata sia per quanto riguarda il 2015 sia per quanto riguarda il 2016.

Requisiti lavoratori notturni per andare in pensione nel 2015

I parametri per stabilire il momento dell’uscita anticipata dal lavoro notturno sono, oltre l’età e gli anni di contribuzione, anche il numero di giorni di lavoro notturno prestato per almeno 7 negli ultimi 10 anni. Vi sono i seguenti casi:

  • con almeno o più di 78 giorni all’anno di lavoro notturno, bastano 35 anni di contributi e almeno 61 anni e 3 mesi di età anagrafica per i lavoratori dipendenti oppure 62 anni di età per i lavoratori autonomi;
  • dalle 72 alle 77 giornate all’anno di lavoro notturno, bastano sempre 35 anni di contributi ma 62 anni e 3 mesi, se dipendenti, e 63 anni e 3 mesi, se si è lavoratori autonomi;
  • dalle 64 alle 71 giornate all’anno di lavoro notturno, bastano sempre 35 anni di contributi ma 63 anni e 3 mesi, se dipendenti, e 64 anni e 3 mesi, se si è lavoratori autonomi.

Requisiti lavoratori notturni per andare in pensione nel 2016

Come è facile immaginare adeguando i parametri pensionistici alla speranza di vita calcolata dall’Istituto di Statistica, l’ISTAT, a partire dal 1° gennaio 2016, il requisito dell’età anagrafica si innalza leggermente. Precisamente avremo che:   

  • con almeno o più di 78 giorni all’anno di lavoro notturno, bastano 35 anni di contributi e almeno 61 anni e 7 mesi di età anagrafica per i lavoratori dipendenti oppure 62 anni e 7 mesi di età per i lavoratori autonomi;
  • dalle 72 alle 77 giornate all’anno di lavoro notturno, bastano sempre 35 anni di contributi ma 62 anni e 7 mesi, se dipendenti, e 63 anni e 7 mesi, se si è lavoratori autonomi;
  • dalle 64 alle 71 giornate all’anno di lavoro notturno, bastano sempre 35 anni di contributi ma 63 anni e 7 mesi, se dipendenti, e 64 anni e 7 mesi, se si è lavoratori autonomi.

Bisogna segnalare che il lavoro usurante nel suo complesso permette di andare in pensione considerando il sistema delle quote, ovvero raggiungendo la quota numerica data dalla somma dell’età anagrafica e dal numero di anni di contribuzione versati.

Info: INPS   INPS – Lavori usuranti  

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