Agevolazioni prima casa: un bonus che non si estingue

Agevolazioni prima casa: la Corte di Cassazione chiarisce il credito d’imposta per l’acquisto degli immobili destinati ad uso abitativo

Il 3 febbraio scorso la Corte di Cassazione, con la sentenza n°2072, ha chiarito i nodi sul credito d’imposta della prima casa. Il contribuente che si è avvalso della agevolazioni fiscali per l’acquisto della prima casa e vende l’immobile nei primi cinque anni d’acquisto, può avvalersi, nell’anno seguente, dell’ “agevolazione prima casa” a catena per l’acquisto di un immobile destinato a prima casa, appunto.

Ai sensi della legge 448/1998 nasce il credito d’imposta in capo a chi vende un’abitazione comprata con le agevolazioni prima casa e ne riacquisti un’altra entro un anno dalla vendita. In breve il contribuente che, per l’acquisto dell’immobile destinato all’uso abitativo di prima casa (che chiameremo Casa A), abbia speso 800 € per l’imposta di registro, nel momento in cui effettui la vendita dell’immobile e ne riacquisti un altro destinato all’uso abitativo di prima casa (che chiameremo Casa B) pagherà la differenza, qualora ci sia, per l’imposta di registro.
Quindi, per la Casa A sono stati spesi 800€ per l’imposta di registro, mentre la Casa B ha un imposta di registro uguale a 1.200€, il contribuente andrà a pagare le restanti 400€ di differenza.

Con le agevolazioni prima casa, la Corte di Cassazione ha chiarito il problema del credito d’imposta “a catena” qualora il contribuente venda la Casa B e ne acquisti una terza, la Casa C, sempre adibita a uso abitativo di prima casa “il contribuente può avvalersi del credito d’imposta, anche se tale credito si era formato non già con il pagamento di una somma, ma in virtù di utilizzo di altro credito d’imposta relativo al precedente acquisto”.

L’essenza della normativa sul credito d’imposta “mira a incentivare l’acquisto della prima casa beneficiando il contribuente autorizzandolo ad avvalersi più volte sempre del medesimo credito d’imposta, anche qualora quest’ultimo per motivi personali sia indotto a rivedere l’immobile acquistato per acquistarne un altro più adatto alle mutate condizioni personali o familiari”.

Se la Casa C presenta un costo pari a 1.800€ per l’imposta di registro, il contribuente può agevolarsi del credito d’imposta e andrà a pagare la somma di differenza pari a 600€.
“Il contribuente “ chiariscono i giudici della Corte di cassazione “può godere del credito d’imposta vantando in forza del primo acquisto anche più volte, fino a concorrenza dell’intera somma, qualora rivenda e acquisti più volte nel rispetto delle condizioni previste dalla norma (immobile non di lusso ed acquisto infrannuale)”.

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