Il risarcimento danni caduta tegole scatta anche se causata da forte vento

La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità del proprietario o custode dell’immobile, affermano il risarcimento danni da caduta tegole.

Il clima sta cambiando ovunque, anche nel nostro Paese, e sempre più spesso si verificano eventi meteorologici violenti, con forte vento, trombe d’aria, piogge torrenziali, ecc…  che frequentemente provocano grossi danni, anche alle nostre case. Ma che succede se un calcinaccio, una tettoia o una tegola della nostra casa cade addosso ad una persona o ad una macchina?

La condanna al risarcimento danni da caduta tegole è una di queste eventualità, pertanto occorre tener presente quanto segue, per evitare di incorrere in responsabilità civili e – nella peggiore delle ipotesi – anche penali.

In quali casi scatta il risarcimento danni da caduta tegole

Ognuno di noi è responsabile per i danni provocati dalle cose di cui abbiamo la custodia. Ce lo dice l’articolo 2051 del codice civile, il quale esprime uno dei principi fondamentali della responsabilità civile per danni a cagionati a persone o cose. L’unico modo che il custode ha per discolparsi è quello di dimostrare che il danno è stato provocato da un caso fortuito, ossia da un evento eccezionale che nessuna persona diligente è in grado di prevedere ed evitare.

Può considerarsi eccezionale e imprevedibile un forte vento, tale da buttare giù una tettoia?

La questione appare molto delicata e anche se il principio rimane lo stesso, negli anni la considerazione del caso fortuito può cambiare – è proprio il caso di dirlo – in base al vento. Se in alcune zone del Paese, fino a diversi anni fa, le trombe d’aria di una certa intensità erano eventi molto rari e non particolarmente dannosi, oggi non è più così.

Il vento forte, anche se non si prevede con certezza quando soffierà, si può comunque mettere in preventivo che prima o poi potrà manifestarsi. Allora è dovere di ogni proprietario di immobili (o di chi ne ha l’uso) prendere le dovute cautele, fare un’adeguata manutenzione e scongiurare il rischio che le intemperie buttino giù parti dell’immobile, provocando danni e feriti.

Una recente ordinanza della Corte di Cassazione (n. 21539 del 18 settembre 2017) ha confermato la correttezza di una sentenza della Corte d’Appello di Torino, con cui era stata stabilita la responsabilità del proprietario-custode di un edificio, la cui tettoia era caduta in seguito al vento forte, finendo su un manufatto appartenente ad un’altra persona e danneggiandolo.

Come evitare il risarcimento danni per caduta tegole?

Bisogna precisare che nel caso menzionato si parla di un distacco della tettoia avvenuto con “il concorso dell’azione di un vento di forza particolare”, ma sarebbe stato determinante il fatto che la struttura non era fissata in modo adeguato.

Ci sono però dei fenomeni estremi contro i quali né la tecnica, né la conoscenza, né la diligenza possono scongiurare i rischi di rottura. Parliamo di trombe d’aria violente, in grado di ribaltare grossi camion, buttare a terra dei muri e danneggiare anche gli edifici realizzati e manutenuti a regola d’arte. In questi casi il danno conseguente all’evento naturale potrebbe considerarsi come inevitabile e il custode avrebbe la possibilità di discolparsi dimostrando il caso fortuito.

Ad ogni modo, in ultima istanza saranno i giudici a valutare caso per caso se il caso fortuito ricorre o no.

Prevenire è meglio che curare

Chi ha in custodia un immobile (una casa, un capannone, un palazzo, ecc…) non dovrebbe trascurarne la manutenzione, per evitare di incorrere in responsabilità ed essere costretti al risarcimento danni per la caduta di tegole, calcinacci o altre parti dell’edificio. Il conto, altrimenti, potrebbe essere molto caro.

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