Bonus ristrutturazione riconosciuto anche al convivente di fatto

Ora anche il convivente di fatto ha diritto alle detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie

Il bonus ristrutturazione fiscale per le edilizie è considerato un grande successo e nel corso degli anni ha permesso al settore delle costruzioni di tenere testa ad una crisi che non sembra volerne sapere di cedere il passo alla ripresa.
Se nel corso del 2016 i bonus sulle ristrutturazioni continueranno ad attestarsi sui valori molto alti degli ultimi anni, va però ricordato come a partire dal 2017 sia previsto un loro ritorno all’originario 36%, circostanza che consiglierebbe dunque ad approfittare senz’altro dell’agevolazione prevista anche per l’anno in corso.

Estensione del Bonus Ristrutturazione 2016

Il 2016, ha già portato con sé una succosa novità, quella relativa all’estensione del bonus per le ristrutturazioni ai conviventi di fatto.
A precisarlo è stata l’Agenzia delle Entrate tramite la risoluzione 64/E emanata il 28 luglio. La risoluzione va in pratica a spiegare nel dettaglio le novità scaturite dall’approvazione della legge 76 del 2016, ovvero quella approvata in sede parlamentare dopo lunghe polemiche il cosiddetto decreto Cirinnà sulle unioni civili.

È proprio l’Agenzia a rendere noto come, ove vengano a verificarsi interventi di recupero del patrimonio edilizio, anche chi convive può essere associato al godimento della detrazione fiscale prevista per i familiari conviventi, pur non essendo titolare di diritti di proprietà sull’immobile interessato e non avendo diritti da vantare su un contratto di comodato d’uso, a patto che ne sostenga i costi delle lavorazioni effettuate.

Una novità non da poco, e non soltanto sul piano squisitamente politico, considerata la ricaduta pratica che essa potrebbe avere per le imprese. Secondo l’Agenzia, infatti, la legge 76, nonostante non abbia di fatto provveduto a decretare la parità giuridica tra matrimonio e convivenze di fatto, ha inteso comunque attribuire una ben determinata e specifica rilevanza giuridica alle seconde, dalla quale discende in linea diretta il legame creatosi tra il convivente e l’abitazione destinata a fungere da residenza comune.
Il tutto senza alcuna necessità che sia presente un contratto di comodato, facendo riferimento a quanto stabilito dall’articolo 16 bis del Testo Unico Imposte sui Redditi (TUIR).

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Proprio grazie a questa risoluzione, viene di conseguenza ad operarsi un sensibile ampliamento della potenziale platea delle detrazioni fiscali concesse per i lavori di ristrutturazione edilizia.
Se infatti la normativa applicata sinora attribuiva il diritto di godere dei bonus ristrutturazione soltanto nel caso dei costi sostenuti dai contribuenti in possesso di titoli sull’abitazione interessata, ovvero a chi detenga la proprietà o la nuda proprietà dell’immobile sul quale sono effettuati gli interventi in questione, ai titolari di diritti reali sullo stesso, al comodatario e all’inquilino, ora anche i conviventi possono esservi associati.

Come ottenere il Bonus Ristrutturazione

La condizione che rende effettivo il diritto è naturalmente l’aver partecipato alla ripartizione delle spese relative ai lavori di ristrutturazione. Il ragionamento in base al quale il convivente non familiare del titolare dell’immobile possa avere diritto alla detrazione solo nel caso in cui oltre a sostenere i costi detenga l’immobile grazie ad un contratto di comodato, viene a cadere proprio sulla base della legge 76.
Va anche ricordato come il diritto non riguardi solo l’abitazione principale, ma anche le eventuali spese necessarie per lavori di ristrutturazione relativi a immobili che non siano adibiti ad abitazione principale.

Naturalmente quanto stabilito dall’Agenzia delle Entrate costituisce una buona notizia per le imprese edilizie, andando ad ampliare ulteriormente la possibile platea dei beneficiari.
Si tratta di una novità positiva che potrebbe presto saldarsi con l’intenzione dell’esecutivo di prolungare anche nel 2017 l’attuale livello delle detrazioni, senza riportarle al 36%, come originariamente previsto.

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Info: Agenzia delle Entrate

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