TASI 2017: quali sono gli immobili tassati?

La TASI sulla prima casa è abolita. Sono previsti casi di esclusione, esenzione e riduzione.

Non è certo una tassa particolarmente amata dagli italiani, la TASI, ma, anche a malincuore, va comunque pagata. Bisogna però considerare che non tutti sono tenuti al pagamento e che sono previste anche delle riduzioni in particolari casi. Di anno in anno vengono apportate delle modifiche che possono portare all’inclusione, all’esclusione o all’esenzione di alcuni immobili dal pagamento del tributo. Anche per il 2017 ci sono alcune novità e possiamo dire fin da subito che per le abitazioni principali, le “prime case”, anche in affitto, la TASI è abolita.

Cos’è la TASI?

La TASI (acronimo di Tributo per i Servizi Indivisibili) è un tributo locale, che insieme con l’IMU e la TARI, costituisce l’Imposta unica comunale. La sua funzione è quella di finanziare i “servizi comunali indivisibili”, come la manutenzione del verde pubblico, delle strade comunali, l’arredo urbano, l’illuminazione pubblica e l’attività della polizia locale. Il presupposto per il suo pagamento è il possesso o la detenzione di fabbricati o aree edificabili, salvi i casi di esclusione, esenzione e riduzione.

L’ammontare della TASI dipende sia dalla rendita catastale del fabbricato, sia dal territorio in cui si trova l’immobile. Infatti sono i singoli Comuni a stabilire le aliquote da applicare nel calcolo della TASI.

Chi deve pagare la TASI 2017?

La TASI si applica agli immobili ad uso residenziale (seconde case e abitazioni di lusso), negozi, uffici, fabbricati rurali ad uso strumentale, locali d’impresa.

Sono esclusi dal pagamento i terreni agricoli e tutti gli immobili non edificati o edificabili e, dal 2016, anche l’abitazione principale (prima casa) non di lusso, insieme alle sue pertinenze.

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Sono assimilati alla prima casa anche i seguenti immobili:

  • appartamenti di proprietà delle cooperative edilizie a proprietà indivisa;
  • casa coniugale assegnata a uno dei due coniugi a seguito di separazione legale;
  • abitazioni di cittadini italiani residenti all’estero, purché non siano affittate;
  • abitazioni di anziani o disabili residenti presso case di cura o di ricovero, purché non siano affittate.

Sono esenti dal pagamento di questo tributo gli immobili degli enti pubblici impiegati per compiti istituzionali, i fabbricati inagibili o inabitabili, quelli ad uso culturale o religioso, quelli appartenenti a nazioni estere o a organizzazioni internazionali e altri tipi di immobile indicati dalla legge.

Inoltre è prevista una riduzione della TASI del 50% nei casi in cui una casa venga data ad un familiare con contratto di comodato d’uso gratuito registrato.

Altre riduzioni o esenzioni possono essere riconosciute dai singoli Comuni nei casi di:

  • abitazioni con un unico occupante;
  • abitazioni usate solo per alcuni periodi all’anno;
  • abitazioni rurali.

Quando e come va pagata la TASI 2017?

La TASI va pagata normalmente il 16 giugno e il 16 dicembre di ogni anno, ma è anche consentito il pagamento in un’unica soluzione entro il 16 giugno di ciascun anno. Per quanto riguarda la TASI 2017, quindi, entro il prossimo 16 giugno.

Per effettuare il pagamento si può utilizzare il modello F24, oppure il bollettino di conto corrente postale.

Non sempre è facile capire se si ha diritto all’esenzione o, eventualmente, ad una riduzione del pagamento della TASI, molto dipende da quello che decidono i singoli Comuni.

Nel caso in cui dovessero sorgere dei dubbi riguardanti la sussistenza dell’obbligo di pagare converrebbe rivolgersi ad un consulente fiscale (come un commercialista), il quale potrà valutare se in base alla legge e alle disposizioni comunali il vostro immobile può godere di esenzioni o riduzioni. Non sono rari i casi di persone che pagano più del dovuto o pagano il tributo pur avendo diritto all’esenzione.

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Fonte: Legge di Stabilità 2016 

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