Unire due mutui: come fare?

“Consolidamento dei debiti” e “procedura di composizione della crisi”, questi sconosciuti.

Al giorno d’oggi è davvero difficile comprare o ristrutturare casa. Con o senza crisi non è facile arrivare dal notaio con la borsa piena di soldi pronta all’acquisto.

Nella stragrande maggioranza dei casi l’acquisto di una casa o la ristrutturazione avvengono accendendo un mutuo in banca, con tutte le conseguenze che ne derivano.

Alla soddisfazione di poter acquistare ciò che si desidera si contrappongono infatti interessi passivi e rate pluriennali, che devono essere onorate alle banche con puntualità svizzera e guai se non fosse così.

E se successivamente all’acquisto volessimo ristrutturare quell’immobile ma siamo ancora senza contanti? La soluzione è accendere un ulteriore mutuo con la stessa banca o con una banca diversa.

Quindi alla fine dei conti ci si ritroverà con due mutui accessi, per i quali abbiamo sostenuto dei costi e per i quali bisognerà pagare interessi passivi sicuramente per più anni.

E se ad un certo punto decidessimo di voler unire i due mutui, per esempio quando ci rendiamo conto di non poter pagare le rate concordate?

La risposta è affermativa e la soluzione si chiama consolidamento dei debiti, che significa unire più prestiti in un’unica piccola rata il cui importo è sicuramente inferiore alla somma dei due o più debiti.

I mutui possono essere stati accesi in un’unica banca oppure in due banche diverse. Per unire i due mutui quindi il debitore dovrà fare richiesta ad un unico istituto finanziario e quindi nel primo caso sarà la stessa banca a rinegoziare il mutuo, mentre nel secondo caso sarà necessario che la banca mutuante ceda il proprio credito all’istituto che si occuperà della procedura di consolidamento. Volendo il consolidamento dei debiti potrà essere richiesto ad una terza banca la quale avvierà l’iter di rinegoziazione sempre successivamente alla cessione dei crediti da parte delle altre banche.

A questo punto la rinegoziazione prevedrà una nuova rata più piccola e tempistiche più dilatate, ma di contro prevede nuovi costi di gestione e la perdita di tutti i costi sostenuti per la gestione dei debiti precedenti. Inoltre gli interessi passivi non possono più essere scaricati perché questa è un’agevolazione riservata all’acquisto o alla ristrutturazione della prima casa.

La nostra normativa prevede poi un’altra strada per l’unione di due o più debiti. In questo caso l’iter è seguito direttamente dalla legge per il tramite di alcuni istituti deputati a farlo e non entrano più in gioco le banche. Questa procedura si chiama procedura di composizione della crisi ed è disciplinata dal D.L. n. 212 del 22.12.2011. In questo caso si dà una soluzione estrema al debitore nei confronti dei propri creditori prima di procedere al pignoramento dei debiti. Anche in questo caso verrà rinegoziato il mutuo, depositato presso il tribunale dove ha la residenza il debitore e reso noto ai vari creditori mediante un decreto emanato da un giudice. Da qual momento in poi il debitore avrà 120 giorni per accettare o meno la rinegoziazione ed in quel periodo ogni procedura forzata nei suoi confronti sarà congelata.

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