I diritti dei viaggiatori aerei: intervista all’avvocato Gaetano Bianca

Diritto del trasporto e normativa europea, ecco quando i viaggiatori hanno diritto ad essere risarciti. Cancellazioni, ritardi e overbooking.

Da giorni non si sente parlare d’altro. Voli annullati e richieste di risarcimento.
La vicenda Ryanair, finita sulle prime pagine dei giornali, ha coinvolto molti passeggeri italiani creando disagi e disservizi. La compagnia irlandese, a causa di un calcolo errato delle ferie dei piloti, ha fatto saltare 18 mila voli tra novembre e marzo 2018.
Numerosi i passeggeri italiani che hanno richiesto il risarcimento o chiesto la sostituzione con un altro volo. L’escamotage utilizzato da Ryanair, per evitare di incorrere nel risarcimento ai passeggeri, è stato quello di annullare il volo con largo anticipo (due settimane), scongiurando così le richieste di compensazioni pecuniarie.

Ecco che sorgono quindi da parte dei consumatori dubbi sulla possibilità di ottenere un indennizzo nel caso di disagi.
Quali sono le garanzie per chi viaggia? Quando i consumatori hanno diritto ad essere risarciti? In quali circostanze è possibile chiedere una compensazione pecuniaria?
Chi paga le spese dell’avvocato?

Magevola ha incontrato Gaetano Bianca, avvocato siciliano specializzato in diritto del trasporto, uno dei primi a qualificarsi nella città di Catania in questo settore. L’avvocato Bianca ha subito chiarito una questione:

“I passeggeri sono tutelati grazie al regolamento Europeo 261/2004, entrato in vigore nel febbraio del 2005, ma è ovvio che bisogna valutare caso per caso le circostanze”.
Il regolamento, ci spiega l’avvocato, ha un ambito di applicazione duplice. I criteri per l’applicazione sono due: la compagnia aerea deve essere europea o in alternativa l’aeroporto (luogo del disservizio) deve trovarsi in territorio europeo. “La legge europea ha sancito il diritto al risarcimento in alcuni casi -afferma l’avvocato e continua- i casi più importanti possono essere tre:

  • cancellazione voli;
  • ritardi;
  • overbooking.
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Quando un viaggiatore può far valere i propri diritti?

Cancellazione voli:
“La cancellazione del volo si verifica quando un volo, originariamente previsto dalla compagnia aerea, viene, in un momento successivo, cancellato. I passeggeri devono essere informati delle eventuali alternative di trasporto possibili”.

Ritardi:
“Nel caso del ritardo, il diritto al risarcimento scatta alla terza ora rispetto all’orario di arrivo. Quindi tre ore di ritardo -chiarisce l’avvocato- vanno considerate sempre rispetto all’arrivo previsto del volo. È possibile, infatti che in alcuni casi il volo recuperi i tempi nell’arco del viaggio”.

Overbooking:
“Si tratta della circostanza in cui si arriva in aeroporto con il biglietto aereo, ci si presenta all’imbarco, ma il volo in realtà non è disponibile. Capita infatti che le compagnie vendano più biglietti rispetto a quelli cedibili e nonostante si sia muniti di regolare ticket, il viaggiatore viene lasciato in attesa costretto molte volte ad aspettare che la compagnia aerea riprogrammi altri voli”.

A quanto ammonta il risarcimento?

  • voli nazionali: 250 euro a persona;
  • voli sopra 1500 km (es. Catania – Parigi): 400 euro;
  • voli sopra 3500 km (es. Catania – New York): 600 euro.

“Oltre a questi risarcimenti base – afferma l’avvocato Bianca- sarà possibile ottenere il rimborso delle spese documentate (cena, albergo, spese extra) necessarie in caso di disagi causati dal disservizio”.

Cosa succede nel caso di coincidenze?

“Se si tratta della stessa compagnia aerea e un volo fa saltare la coincidenza, con un ritardo della compagnia che causa la perdita del secondo volo si ha diritto al risarcimento. Diverso il caso di due compagnie aeree perché il cliente deve calcolare dei margini con almeno due o tre ore tra le coincidenze ed essere, in quel caso, diligente”.
Volare è sempre più frequente per gli italiani e molte volte i passeggeri, per evitare di pagare le spese legali e perdere del tempo, si affidano alla compilazione di moduli forniti dalle compagnie aeree stesse che molte volte però non producono nessun risultato.

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Ma chi paga le spese legali al viaggiatore?

“Molti hanno paura di rivolgersi ad un avvocato – afferma l’avvocato Bianca – ma compilare moduli molte volte potrebbe essere solo una perdita di tempo. Il risarcimento, infatti, avviene il più delle volte solo dopo un atto di citazione. Con un avvocato si è sicuramente più tutelati, anche perché il professionista è in grado di capire se un risarcimento può essere richiesto o meno. Le spese legali sono sempre a carico della compagnia aerea nel caso di risarcimento al passeggero”.

Quando non si può fare causa?

“Quando la compagnia non ha colpa né di un ritardo né della cancellazione del volo. Avviene per esempio nel caso di Catania, quando l’Etna emette cenere vulcanica; in questo caso, se l’aeroporto è chiuso la compagnia non può volare per cause atmosferiche determinate da circostanze gravi o per problemi di sicurezza, pertanto è esonerata.”

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