Finanziamenti agevolati al femminile per il 2015

Tra i vari strumenti che si stanno adottando per stimolare l’economia (ormai stagnante da anni), ne esiste uno in particolare che favorisce l’erogazione del credito da parte delle banche per il sostegno economico non solo delle imprese, ma anche dei professionisti: il Fondo di garanzia, che ha lo scopo di garantire per i prestiti effettuati dalle banche.

Adesso grazie ad una circolare del MCC (Medio Credito Centrale) questa garanzia sarà estesa alle professioniste che hanno difficoltà ad accedere ai finanziamenti bancari.

Beneficiari

  • Professioniste, iscritte ad un ordine professionale riconosciuto,
  • Professioniste aderenti ad un’associazione professionale iscritta all’apposito elenco del Mise

La garanzia, vale per mutui e prestiti necessari per avviare un’attività (il 50% del fondo è riservato, alle donne che iniziano una nuova attività), ma anche per nuovi investimenti, spese per la formazione professionale, ristrutturazione per crisi, o liquidità.

Il prestito va richiesto direttamente alla banca o ad una finanziaria, che valuteranno le condizioni del prestito (ad esempio l’importo, la durata, il tasso d’interesse), la fattibilità dell’operazione, e la solvibilità della professionista. Dietro segnalazione della cliente, sarà poi la banca stessa ad adoperarsi per la concessione della garanzia da parte del Fondo, occupandosi dell’iter burocratico. E’ possibile comunque rivolgersi ad un consorzio fidi, il quale a sua volta girerà la domanda di garanzia al Fondo.

Il fondo da garanzia per l’80% del prestito, il rimanente 20% rimane a carico della professionista, per cui la situazione economica della richiedente verrà sottoposta ad attente valutazioni, quindi saranno vagliate almeno le due ultime dichiarazioni dei redditi, e potrebbe essere domandato anche un business plan, che tenga conto perlomeno della previsione di ricavi e costi futuri. Nel caso in cui la banca o l’intermediario non si occupino direttamente dell’elaborazione del documento, è bene rivolgersi ad un commercialista o un consulente del lavoro.

Fonte: Circolare MCC n.11/2015

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