Se il debito è prescritto, addio al pagamento!

Il creditore ha un tempo per chiedere di essere pagato, altrimenti il debito va in prescrizione e non avrà più alcun diritto.

Ci sarà capitato ascoltando la radio o un telegiornale di sentire l’espressione “il debito è stato prescritto, non dovrà più pagare”. Inspiegabilmente monta per chi ascolta un profondo senso di ingiustizia, perché si pensa che qualcuno l’abbia fatta franca. Ma cosa vuol dire prescrizione? Vediamo insieme!

È un mezzo con cui ad un soggetto viene tolto un diritto, se non lo fa valere entro un determinato periodo di tempo previsto dalla legge. Un creditore, di solito, è la persona che pretende un pagamento nei confronti di un altro soggetto detto debitore, ed è tenuto a far valere la sua pretesa entro un termine stabilito dalla legge. Trascorso tale periodo, il debito si estingue.

Quali sono i requisiti per la prescrizione di un debito?

La prescrizione è una norma obbligatoria pertanto non può essere modificata nemmeno da accordi tra le parti. Si parla di prescrizione del debito quando:

  1. esiste un diritto da poter esercitare dalla parte creditrice;
  2. il diritto non è stato esercitato;
  3. è trascorso il periodo di tempo previsto per richiedere il debito;
  4. la persona che è interessata deve farla valere in giudizio.

Ciò significa che non è automatica, ma che occorre rivolgersi ad un giudice e dichiarare espressamente che quel diritto si è prescritto.

Quali sono i tempi della prescrizione di un debito?

La prescrizione ordinaria è di 10 anni e comprende quei crediti per cui la legge non predispone diverse e specifiche regole; ogni debito, però, ha la sua durata. Ecco alcuni esempi:

Prescrizione di 10 anni

  • gli acquisti in genere non pagati;
  • le rate di mutui o finanziamenti (recupero crediti);
  • le fatture ricevute relative a prestazioni artigianali;
  • il canone Rai.

Prescrizione di 5 anni

Si tratta spesso di debiti che fanno riferimento a contratti pluriennali, ma con scadenza di pagamento periodica, annuale, tra cui:

  • i canoni degli affitti;
  • le assicurazioni;
  • le spese condominiali;
  • le controversie stradali;
  • il pagamento degli interessi;
  • le dichiarazioni dei redditi;
  • i contributi INPS.

Prescrizione di 3 anni

Questi diritti riguardano principalmente il compenso dell’opera prestata da parte di professionisti, tra cui:

  • la parcella di avvocato, notai e consulenti;
  • le contestazioni e i danni a vizi di prodotti difettosi;
  • le cambiali;
  • il bollo auto.

Prescrizione di 1 anno

Tre le prescrizioni annuali sono comprese i diritti derivanti da:

  • i pagamenti di rate di premi assicurativi;
  • il diritto alla provvigione del mediatore;
  • le iscrizioni a scuole, palestre e lezioni privati;
  • i danni derivanti da traslochi, trasporti e spedizioni.

Hanno durata minore, 6 mesi, i diritti riservati agli albergatori per esigere le spese per vitto ed alloggio.

Come si calcola la prescrizione di un debito?

Il calcolo è abbastanza semplice, inizia dal giorno in cui è possibile fare valere il credito e termina quando è trascorso l’ultimo giorno previsto (compreso i festivi).

Attenzione perché si devono prendere in considerazione anche le eventuali interruzioni, che possono avvenire per diversi motivi in relazione ad ogni fattispecie e che permettono alla durata di ricominciare. Basta comunicare tramite una lettera raccomandata, al proprio debitore, la richiesta di adempiere a quelli che sono i suoi obblighi, in modo da interrompere il tempo della prescrizione e prendere il pagamento.

Fonte: art 2934-2969 codice civile

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