Prescrizione bollo auto 2018: che succede se passa la legge di stabilità?

Che succede se passa l’emendamento alla legge di stabilità che estende da 3 a 10 anni il termine?

Ultimamente si parla molto di prescrizione bollo auto 2018, con i forti dubbi che ha generato un emendamento alla legge di bilancio, il quale estende da 3 a 10 anni il periodo di prescrizione per il bollo. Ma deviamo meglio di cosa si tratta.

Il bollo auto (o tassa automobilistica) è un tributo regionale legato alla proprietà di autoveicoli, moto o ciclomotori. È sufficiente che il mezzo sia iscritto al PRA (Pubblico Registro Automobilistico) affinché scatti l’obbligo di pagare la tassa.

Il bollo va pagato annualmente, anche se il veicolo non viene utilizzato, non essendo possibile sospenderlo. L’esenzione, totale o parziale, è prevista solo per i veicoli storici e i veicoli d’epoca (che varia da regione a regione), veicoli a basse emissioni inquinanti o per chi usufruisce di particolari benefici fiscali (vedi legge 104/92 a favore dei portatori handicap). Un contribuente si libera dall’obbligo di pagare il bollo con la vendita, la radiazione, la rottamazione o con la denuncia di furto del veicolo.

Che succede se non pago il bollo auto?

Se non ho ancora pagato il bollo alla data di scadenza, scattano delle sanzioni e degli interessi di mora, la cui entità varia a seconda del ritardo nel pagamento.

Entro i primi 14 giorni è possibile esercitare il ravvedimento operoso “veloce”, che consiste nel pagamento, oltre che del bollo, di una piccola sanzione, pari allo 0,1% per ogni giorno effettivo di ritardo, oltre agli interessi legali giornalieri dello 0,2% annuo.

Se il debito si protrae per oltre un anno, il conto inizia ad essere molto salato, in quanto la sanzione sale al 30% dell’importo del bollo, oltre agli interessi legali che aumentano all’1% fisso per ogni semestre di ritardo.

Se trascorrono più di tre anni è prevista anche la radiazione del veicolo dal PRA.

I controlli fiscali

Non si sa con certezza se e quando l’autorità fiscale svolgerà dei controlli nei confronti di chi è in ritardo con il pagamento del bollo, ma fino a quando non decorre il periodo di prescrizione, il Fisco può in qualsiasi momento avviare la procedura per il recupero delle somme.

La prima fase è costituita dall’invio di un avviso bonario di pagamento, che informa il contribuente del mancato pagamento, invitandolo a regolarizzare la posizione entro 30 giorni dal ricevimento dell’avviso, e che in mancanza si procederà con l’iscrizione a ruolo, la quale comporta l’invio di una cartella di pagamento.

Se il bollo non viene pagato nemmeno dopo l’avviso bonario e viene quindi notificata la cartella di pagamento, si avranno 60 giorni di tempo per versare la somma indicata, comprensiva di bollo, interessi, mora e spese amministrative.

Se trascorre anche questo termine senza che sia stato ancora saldato questo debito, l’ente di riscossione potrà procedere all’esecuzione coatta (fermo amministrativo del veicolo e misure di recupero forzoso del credito).

Se si ritiene di non dover pagare il bollo (magari perché si ha diritto all’esenzione o perché si ritiene che la procedura di recupero del credito sia stata avviata sulla base di un errore dell’amministrazione), è possibile proporre ricorso alla Commissione tributaria contro la cartella di pagamento, entro 60 giorni dal ricevimento della cartella. In tal caso non esitate a contattare un avvocato per valutare tempestivamente come procedere.

Che cos’è la prescrizione bollo auto?

La prescrizione altro non è che l’estinzione del credito (in questo caso la tassa automobilistica) per effetto del decorso del tempo.

Al momento il termine di prescrizione del bollo è di 3 anni, ma è stato inserito un emendamento alla legge di stabilità che, se approvato, porterebbe il termine a 10 anni della prescrizione del bollo auto dal 2018.

Se approvata, la norma sarebbe retroattiva e quindi varrebbe anche per le cartelle di pagamento già notificate.

L’Agenzia Entrate Riscossione, che sostituisce Equitalia, avrebbe molto più tempo per recuperare le somme non versate dei contribuenti.

Da quando decorre il termine per la prescrizione del bollo auto?

La prescrizione inizia a decorrere dal 1 gennaio dell’anno successivo a quello in cui è scaduto il termine per il pagamento del bollo. Ad esempio, se il 30 settembre di quest’anno è scaduto il bollo, e se il termine di prescrizione dovesse restare di 3 anni, l’ente di riscossione avrà tempo per recuperare il credito fino al 31 dicembre 2020.

Se invece verrà approvato l’attuale testo della legge di bilancio 2018, che – come ricordato – contiene l’emendamento che estende a 10 anni il termine di prescrizione, l’ente di riscossione avrà tempo fino al 31 dicembre 2027.

La prescrizione, inoltre, può essere interrotta dalla notifica dell’avviso di accertamento o della cartella di pagamento. Il termine ricomincerà a decorrere da zero proprio dal giorno della notifica di questi atti. Da qui si inizierà a conteggiare il termine di prescrizione.

Il 31 dicembre 2017 andranno in prescrizione i bolli e le cartelle relative al 2014, a meno che nel frattempo non diventerà legge l’emendamento che estende la prescrizione a 10 anni.

Come si può comprendere c’è una situazione di incertezza e sono tantissimi i contribuenti che sperano in una vicina prescrizione e che invece potrebbero rimanere delusi dalla legge di stabilità 2018.

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