Etichettatura degli alimenti: dal 9 maggio entra in vigore la nuova disciplina sulle sanzioni e sugli alimenti non preimballati

Previste, per i trasgressori, sanzioni che vanno da un minimo di 500 euro ad un massimo di 40 mila euro.

Quando andiamo a fare la spesa al supermercato o dal fruttivendolo sotto casa, la prima domanda che ci facciamo è: “da dove arriva questo prodotto?” e poi ancora “quali sono gli ingredienti utilizzati?”, “contiene sostanze che potrebbero farmi allergia?”.

È inevitabile porsi delle domande, soprattutto a seguito dei numerosi scandali alimentari che hanno tenuto banco nel nostro bel Paese, come il vino al metanolo, la mucca pazza, e molti altri ancora.

Il consumatore è diventato quindi sempre più esigente quando acquista dei prodotti alimentari, facendo sempre più attenzione all’etichettatura degli alimenti disciplinata dal reg. (UE) n. 1169/2011 dove appunto vengono indicate le informazioni obbligatorie che devono essere apportate sulle etichette dei prodotti agroalimentari.

Se le indicazioni sull’etichettatura degli alimenti date dal regolamento non vengono rispettate, i responsabili incorrono in sanzioni ben stabilite dal nostro legislatore grazie alla nuova legge, il d.lgs. 231 del 15 dicembre 2017, che entrerà in vigore dal 9 maggio 2018.

Questo nuovo decreto legge stabilisce non solo un nuovo regime sanzionatorio nei confronti di chi non ottempera alle indicazioni del regolamento 1169/2011 ma introduce anche regole e sanzioni per ciò che riguarda sia l’indicazione del numero di lotto, sia l’etichettatura dei prodotti non preimballati.

Il decreto prevede quindi sanzioni pecuniarie amministrative (da un minimo di 500 euro ad un massimo di 40 mila euro) che variano in funzione dell’indicazione non seguita e vengono suddivise in:

  • sanzioni per la violazione delle disposizioni del Reg. (UE) 1169/2011;
  • sanzioni per la violazione delle disposizioni specifiche sulle indicazioni obbligatorie sugli alimenti preimballati;
  • sanzioni per le violazioni sulle indicazioni obbligatorie;
  • obblighi e sanzioni in caso di mancato rispetto della normativa per ciò che riguarda alcuni aspetti dell’etichettatura e della vendita di alimenti.

Quest’ultimo punto è la principale novità del decreto, oltre alle sanzioni, poiché si disciplina l’etichettatura degli alimenti non preimballati. Il decreto stabilisce infatti che i prodotti non preimballati (compresi quelli imballati nello stesso punto vendita) devono essere accompagnati dalle seguenti informazioni obbligatorie:

  • la denominazione dell’alimento;
  • l’elenco degli ingredienti (salvo i casi di esenzione) con anche la quantità netta di ciascuno di essi;
  • le sostanze che provocano allergie ed intolleranze, come indicate dall’allegato II del reg. (UE) n. 1169/2011;
  • le modalità di conservazione, per i soli prodotti rapidamente deperibili;
  • la data di scadenza, per le sole paste fresche;
  • il titolo alcolometrico volumico effettivo, per le sole bevande con più dell’1,2% alc. vol.
  • il Paese di origine;
  • la percentuale di glassatura (ossia, ghiaccio), per i prodotti congelati con presenza di ghiaccio;
  • l’indicazione “decongelato”, per gli alimenti congelati e venduti dopo lo scongelamento (salvo i casi di esenzione, in particolare qualora il prodotto scongelato sia utilizzato come ingrediente).

Queste indicazioni possono essere riportate sul recipiente che contiene gli alimenti o su un cartello (anche digitale) che è agevole da visionare per il consumatore.

Purtroppo però queste indicazioni non si applicano agli alimenti fabbricati o commercializzati negli altri Stati membri dell’Unione Europea.

Se i prodotti non preimballati si servono negli esercizi di somministrazione (bar, gelaterie, ecc) per il consumo immediato bisogna indicare:

  1. le sostanze che provocano allergie ed intolleranze (è data possibilità di indicare sul menu o in appositi cartelli la dicitura “possibile presenza di sostanze che provocano allergie ed intolleranze” e chiedere al personale l’elenco dettagliato degli stessi)
  2. l’indicazione “decongelato” (salvo i casi di esenzione).

Grazie a questo nuovo decreto quindi più attenzione al consumatore ma, a questo punto è il consumatore che deve fare più attenzione alle etichette!

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