Con la legge Dopo di Noi ancora più agevolazioni per i disabili

Noi di M’Agevola ci siamo già occupati della legge “Dopo di Noi” nel marzo di quest’anno.

La legge Dopo di Noi, approvata a Giugno in via definitiva dal Parlamento, tratta di alcune agevolazioni tributarie atte a garantire un adeguato sostegno ai portatori di handicap di grave entità (come definiti dall’art. 3 della legge n. 104 del 1992) privi del sostegno familiare.

In particolare: vincoli di destinazione di beni immobili o di beni mobili iscritti in pubblici registri, mediante atto in forma pubblica, composti da beni sottoposti a vincolo di destinazione e disciplinati con contratto di affidamento fiduciario, la cui finalità esclusiva sia quella di perseguire l’inclusione sociale, la cura e l’assistenza di uno o più disabili gravi beneficiari.
L’operazione porterà a risparmiare diverse migliaia di euro a cui si aggiunge l’applicazione ai trasferimenti in questione di imposte di registro, ipotecarie e catastali in misura fissa e l’esenzione dall’imposta di bollo di tutti gli atti, i documenti, le istanze, i contratti, nonché le copie anche se dichiarate conformi, gli estratti, le certificazioni, le dichiarazioni e le attestazioni posti in essere o richiesti.

Non solo i genitori del disabile potranno usufruire delle agevolazioni riconosciute della legge Dopo di Noi, ma anche soggetti estranei al perimetro familiare che vogliano donare o mettere a disposizione risorse economiche o beni per le esigenze delle persone con gravi disabilità, per l’educazione e assistenza morale e materiale per tutta la sua vita; con la garanzia che qualora il disabile passi a miglior vita prima dei soggetti che abbiano stipulato il negozio giuridico, il ritrasferimento dei beni e di diritti reali in favore degli stipulanti avvenga senza aggravio fiscale (cioè con esenzione dall’imposta sulle successioni e donazioni).

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Come usufruire dell’agevolazione

Per poter fruire dell’agevolazione il negozio giuridico deve rispettare precise condizioni:

  • deve essere stipulato necessariamente per atto pubblico procedendo all’identificazione in modo univoco dei soggetti coinvolti e i ruoli, con la descrizione delle funzionalità e bisogni dei disabili beneficiari;
  • deve contenere l’indicazione delle attività assistenziali necessarie a garantire la cura e la soddisfazione dei bisogni degli stessi soggetti, comprese le attività volte a ridurne il rischio di trasferimento in qualche istituto;
  • è necessario altresì provvedere all’individuazione degli obblighi del trustee, cioè l’amministratore/gestore, che può essere sia una persona di fiducia individuata dallo stesso disabile, sia un’organizzazione non lucrativa di utilità sociale (ONLUS), che operi prevalentemente nel settore della beneficenza. Il gestore dovrà, in sostanza, garantire l’attuazione del progetto di vita e gli obiettivi di benessere del disabile assistito;
  • il negozio giuridico deve altresì identificare il termine finale di durata del trust o del vincolo di destinazione o del fondo speciale nella data di morte del disabile e definire la destinazione del patrimonio residuo, poiché l’agevolazione prevista dall’ordinamento cessa con la morte del disabile.

Si registrano altre agevolazioni: in caso di conferimento di immobili o di diritti reali sugli stessi immobili, nei trust o nei fondi speciali, i comuni possono stabilire per i soggetti passivi aliquote ridotte, franchigie o esenzioni ai fini dell’imposta municipale propria, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
Senza contare che, inoltre, a decorrere dal periodo di imposta 2016 viene introdotta la deducibilità dal reddito complessivo del soggetto privato delle erogazioni liberali, delle donazioni e degli altri atti a titolo gratuito effettuati nei confronti dei trust o dei fondi speciali sopra descritti, entro il duplice limite del 20% del reddito complessivo dichiarato e di 100 mila euro annui.
Queste novità dovranno essere oggetto di attuazione attraverso un decreto del Ministro dell’economia e delle finanze da emanare, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del “Dopo di Noi”.