Legge Bilancio 2017: novità agevolazioni fiscali per rientro lavoratori dall’estero

Ampliate e aumentate le agevolazioni fiscali per il rientro lavoratori e dei ricercatori dall’estero con l’approvazione della Legge di Bilancio 2017.

Il nostro è un Paese di emigranti, da tempo immemore. I nostri connazionali, spesso per opportunità, ma molto più spesso per necessità, lasciano l’Italia in cerca di un futuro migliore, di condizioni lavorative migliori oppure di un’opportunità che il nostro Paese forse non riesce a offrire.

Il legislatore italiano ha tentato a più riprese di arginare questo fenomeno, prevedendo delle agevolazioni fiscali per i lavoratori che decidessero di tornare in Italia.

Con l’approvazione legge di Bilancio per il 2017, sono state apportate delle novità in materia e riguardano il rientro dei ricercatori residenti all’estero e dei lavoratori (dipendenti e autonomi) rimpatriati. Scopriamo quali sono.

Agevolazioni fiscali per il rientro dei ricercatori

Le agevolazioni fiscali per il rientro in Italia dei ricercatori erano state introdotte già nel 2010, ma ora, con la Legge di Bilancio 2017 sono state riformulate e stabilizzate.

Secondo la legge, possono beneficiare di questi incentivi i cittadini, sia italiani che stranieri, purché abbiano svolto attività di ricerca fuori dall’Italia per almeno due anni. Una delle condizioni necessarie è, inoltre, il trasferimento della residenza fiscale nel nostro Paese.

L’agevolazione consiste nell’esclusione dal calcolo del reddito da lavoro (sia autonomo o che dipendente) del 90% degli importi percepiti per attività di ricerca in senso stretto o di docenza che il ricercatore svolgerà in Italia una volta rientrato.

L’agevolazione verrà applicata a partire dal periodo di imposta in cui il beneficiario trasferisce la residenza fiscale in Italia e per i successivi tre periodi di imposta, purché mantenga la residenza nel nostro Paese.

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Agevolazioni fiscali per il rientro dei lavoratori rimpatriati

Importanti novità sono previste anche per quanto concerne il rientro dei lavoratori rimpatriati. Con l’approvazione dell’ultima Legge di Bilancio, in particolare, le agevolazioni sono state estese anche ai lavori autonomi, mentre in precedenza (legge del 2015) erano riservate ai soli lavoratori dipendenti destinati ad occupare, rientrando in Italia, ruoli dirigenziali o di alta specializzazione.

A beneficiare di questi incentivi possono essere anche i cittadini di stati stranieri, laureati, che abbiano svolto lavoro autonomo o dipendente fuori dall’Italia negli ultimi due anni, o che abbiano studiato all’estero negli ultimi due anni conseguendo una laurea o una specializzazione.

Le agevolazioni, già operative dall’ 1 gennaio 2017, consistono nella riduzione del reddito imponibile del 50%, per i periodi di imposta compresi tra il 2017 e il 2020. In precedenza la riduzione era solo del 30%, ma per coloro che hanno usufruito di questa riduzione per l’anno d’imposta 2016, è prevista la riduzione al 50% per gli anni di imposta rimanenti, ossia dal 2017 al 2020.

Le agevolazioni fiscali per rientro di lavoratori e ricercatori rappresentano senz’altro una grossa occasione per il loro rientro in patria, almeno dal punto di vista fiscale. Il successo di queste misure, almeno per quanto riguarda i ricercatori, sarà legato anche dalle opportunità professionali che la ricerca offre agli scienziati italiani nel nostro Paese.

Ad ogni modo, per qualsiasi dubbio di natura fiscale, si suggerisce di non esitare a contattare un professionista.

Fonte: Legge di Bilancio 2017

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