La legge Buona scuola si arricchisce di ulteriori otto decreti

Le novità principali riguardano Esami di Stato, potenziamento del diritto allo studio, promozione dell’inclusione scolastica per studenti disabili e revisione del sistema di istruzione 0-6 anni.

Tra le istituzioni più importanti di una democrazia organizzata vi è indubbiamente quella scolastica. La scuola è il luogo dove ogni individuo si confronta, si arricchisce culturalmente e caratterialmente, dove fare nuove esperienze. Ed è indispensabile che debba essere quanto più “accogliente” possibile sia in termini di infrastrutture che a livello formativo.

Quest’ultimo obiettivo è quello che intende realizzare la legge La Buona scuola, che opera su due fronti diversi: docenti (prevedendo un piano di assunzioni e formazione ad hoc) e studenti (prevedendo un’offerta formativa più ricca).

Di cosa tratta la legge Buona Scuola?

La legge, che ha avviato il suo percorso nel 2014, si è arricchita di ulteriori otto decreti che sono stati definiti “La Buona Scuola bis” (Decreto legislativo 13 aprile 2017) e sono entrati in vigore il 31 maggio scorso.

Gli otto decreti riguardano:

Sistema di formazione iniziale e di accesso all’insegnamento nella scuola secondaria di I e II grado

Un provvedimento affrontato ampiamente in un nostro recente articolo, che stabilisce l’abolizione dell’abilitazione per l’insegnamento.

Promozione dell’inclusione scolastica delle studentesse e degli studenti con disabilità

Questo punto vede il rafforzamento del ruolo delle famiglie e delle istituzioni al tema dell’inclusione. Si dispone innanzitutto l’arricchimento del percorso formativo degli insegnanti anche sul tema dell’inclusione. La formazione riguarderà anche il personale scolastico, compreso quello ATA.

Un elemento di innovazione, che evidenzia la centralità dell’alunno in questa riforma, è la possibilità che, nel caso in cui si riscontri un rapporto positivo tra docente di sostegno ed alunno con disabilità, la famiglia possa richiedere la riconferma dell’insegnante.

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Revisione dei percorsi dell’istruzione professionale

Scopo del provvedimento è ridurre sempre di più il divario tra mondo scolastico e mondo del lavoro. Il decreto intende dare una chiara identità agli istituti professionali, innovare e rendere più flessibile la loro offerta formativa. I percorsi pertanto durano 5 anni (biennio più triennio) e gli indirizzi passano da 6 a 11.

Conseguita la qualifica triennale si potrà scegliere di proseguire gli studi passando al quarto anno dei percorsi di Istruzione Professionale o dei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale e conseguire un diploma professionale tecnico. Lo stanziamento per l’attuazione delle modifiche è di 48 milioni di euro.

Istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino a sei anni

Questo rappresenta una svolta del sistema perché i servizi per l’infanzia entrano a pieno titolo nella sfera educativa. Viene istituito infatti per la prima volta un Sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino a 6 anni, per permettere a tutti i bambini pari opportunità di educazione, istruzione, cura, relazione e gioco.

Per garantire una maggiore qualità del sistema educativo sarà prevista la qualifica universitaria come titolo di accesso per il personale, Inoltre sarà istituita una soglia massima per la contribuzione da parte delle famiglie. Per finanziare il nuovo Sistema viene creato un Fondo specifico (239 milioni all’anno a regime).

Diritto allo studio

Viene garantito prevedendo più risorse da destinare a studenti e famiglie, grazie anche al potenziamento della carta IOSTUDIO. Sono previsti specifici finanziamenti per sostenere il welfare studentesco: 30 milioni vengono destinati per il 2017 alla copertura di borse di studio per gli studenti delle scuole secondarie di II grado per l’acquisto di materiale didattico, per trasporti, per accedere a beni di natura culturale. Altri 10 milioni (all’anno, fino al 2019/2020) vengono stanziati per l’acquisto di sussidi didattici nelle scuole che accolgono alunni con disabilità. Ancora altri 10 milioni vengono investiti, a partire dal 2019, per l’acquisto da parte delle scuole di libri di testo e di altri contenuti didattici.

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Promozione e diffusione della cultura umanistica

Musica e danza, teatro e cinema, pittura, scultura, grafica delle arti decorative e design, scrittura creativa entrano a far parte del Piano dell’offerta formativa delle scuole di ogni ordine e grado. Il Piano viene finanziato con 2 milioni all’anno a partire dal 2017 e per la prima volta il 5% dei posti di potenziamento dell’offerta formativa sarà dedicato allo sviluppo dei temi della creatività.

Riordino della normativa in materia di scuole italiane all’estero

È previsto innanzitutto l’aumento del numero degli insegnati (da 624 a 674), i quali saranno selezionati dal MIUR e dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI). Gli insegnati potranno restare all’estero per 12 anni (prima erano 9) suddivisi in due periodi di 6 anni scolastici che dovranno essere intervallati da un periodo di 6 anni nelle scuole italiane del nostro Paese.

Adeguamento della normativa in materia di valutazione e certificazione delle competenze degli studenti e degli Esami di Stato.

Con questo decreto cambiano gli esami di Stato di scuola secondaria di primo e secondo grado. Si riducono il numero delle prove scritte (da 5 a 3 nella scuola di primo grado e da 3 a 2 in quella di secondo grado) e resta il colloquio orale.

Le prove Invalsi diventano requisito fondamentale per essere ammessi all’esame ma non verranno più svolti nel periodo delle prove ufficiali bensì durante l’anno scolastico, così come l’alternanza scuola – lavoro.

All’esame di maturità si può essere ammessi con tutti sei eccetto nel comportamento, poiché l’insufficienza comporta la non ammissione all’esame. È previsto anche un curriculum dello studente allegato al diploma del nuovo esame di maturità dove verranno indicate le discipline del piano di studi, i livelli di apprendimento delle prove a carattere nazionale e le conoscenze e competenze acquisite durante il percorso di studi.

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La riforma fa ben sperare in un nuovo sistema scolastico costruttivo e concreto. Di certo non mancano le critiche, ma cerchiamo di essere positivi e di far sì che gli sforzi fatti dal Governo e dalle istituzioni possano avere un riscontro positivo. E comunque per cambiare c’è sempre tempo. Buona scuola a tutti, verrebbe da dire!

Scarica i D.L. 13 Aprile 2017 n.59-66 che disciplinano la legge Buona Scuola.

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