Dopo aver visto, come funziona la NASpI, quali requisiti occorre avere, come calcolarla, vediamo di capire ora quanto dura l’indennità e come la si può perdere.
La durata della NASpI è pari alla metà delle settimane di contribuzione negli ultimi 4 anni, in altre parole, se nei 4 anni precedenti l’inizio della disoccupazione il signor Tizio è sempre stato occupato, versando contributi per 208 settimane (4 anni per 52 settimane), avrà diritto a 104 settimane (2 anni) di indennità per gli eventi di disoccupazione nel 2015 e 2016. Nel calcolo delle settimane di contribuzione non sono computati i periodi già considerati per l’erogazione di altre prestazioni di disoccupazione.
A partire dal 2017, la durata della NASpI sarà, limitata a un massimo di 78 settimane (1,5 anni circa).
È possibile, invece, perdere la disoccupazione se il disoccupato:
- svolge un’attività lavorativa autonoma o subordinata (a tempo indeterminato o tempo determinato maggiore a 6 mesi) con un reddito annuale uguale o superiore ai 4.800 Euro annui per lavoro autonomo, e 8.000 Euro annui per redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati a lavoro dipendente;
- non si presenta senza giustificato motivo, alla convocazione del servizio competente nell’ambito dell’erogazione di misure di politica attiva per il lavoro;
- rifiuta un’offerta di lavoro a tempo pieno e indeterminato o determinato o di lavoro in somministrazione (a prescindere dalla durata) se si svolgono in un luogo che non dista più di 50 chilometri dalla residenza del lavoratore, o comunque che è raggiungibile mediamente in 80 minuti con i mezzi di trasporto pubblici.
Ovviamente, tale limite riguarda solo il periodo in cui viene erogato l’ammortizzatore sociale:. Una volta scaduto, colui che dovesse rifiutare l’offerta di lavoro non dovrebbe restituire ciò che ha già ottenuto.
Fonte: Circolare Inps n. 142/2015
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