Riforma del pubblico impiego: ecco tutte le novità sulla stabilizzazione degli statali

Tutti i lavoratori subordinati e parasubordinati dell’amministrazione pubblica potranno fare domanda per ottenere un contratto di lavoro a tempo indeterminato, sfruttando la nuova norma sulla stabilizzazione degli statali.

I lavoratori precari possono ambire al posto fisso grazie all’attuazione dei decreti legislativi della riforma Madia. Le novità abbracciano una grande platea di lavoratori, in particolare prendono corpo le modifiche del Testo Unico sul pubblico impiego del 2001, nello specifico quello che andremo a verificare è il decreto legislativo n. 75 del 25 maggio 2017 della Legge Madia, la riforma della Pubblica Amministrazione. Ci riferiamo nello specifico all’articolo 20 della suddetta legge che chiarisce i requisiti necessari per la stabilizzazione statale dei lavoratori precari.

A chi è diretta la stabilizzazione statale?

Sono circa 50 mila i lavoratori coinvolti in questo progetto di stabilizzazione, che hanno prestato regolare servizio presso una Pubblica Amministrazione e che verranno inseriti con contratto a tempo indeterminato, purché in possesso dei seguenti requisiti:

  • in servizio successivamente alla data di entrata in vigore della legge n.124 del 2015 (8 agosto 2015) con contratti a tempo determinato presso l’Amministrazione che procede all’assunzione;
  • reclutato a tempo determinato, in relazione alle medesime attività svolte, tramite concorso, presso Amministrazioni pubbliche diverse da quella che procede all’assunzione;
  • maturato, al 31 dicembre 2017, alle dipendenze dell’Amministrazione che procede all’assunzione almeno 3 anni di servizio, anche non continuativi, negli ultimi 8 anni.

Di cosa tratta la stabilizzazione statale?

È previsto un piano straordinario diretto ai lavoratori precari che parte dal 2018 fino al 2020.

Le disposizioni innanzi riportate, non sono previste per il settore sanità e per gli enti di ricerca, dove gli anni di anzianità non vengono considerati come requisito d’accesso ai contratti indeterminati, mentre, per le Provincie si terrà conto dell’anzianità regolarmente maturata nell’ente dove ha prestato servizio il lavoratore.

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La stabilizzazione statale coinvolge come abbiamo visto, anche i lavoratori che non lavorano, purché in possesso del requisito essenziale espressamente indicato nel decreto, ossia l’aver prestato servizio presso una Pubblica Amministrazione da almeno 3 anni, anche non continuativi negli ultimi 8 anni, e il cui rapporto lavorativo dovrà risultare cessato dopo il 28 agosto 2015.

La stabilizzazione statale dei precari entrati senza selezione pubblica è possibile?

La stabilizzazione nella Pubblica Amministrazione coinvolge anche i lavoratori precari che hanno ottenuto l’accesso al lavoro senza pubblica selezione. In questo caso i lavoratori precari dovranno superare un concorso, e per loro sarà opportunamente messa a disposizione una riserva posti pari al 50% di quelli disponibili.

Considerando, che tutte le domande di stabilizzazione sono finalizzate all’ottenimento di un contratto di lavoro a tempo indeterminato, cioè al cosiddetto “posto fisso”, il consiglio è quello di consultare un professionista esperto nel settore che vi guidi nei rapporti con la Pubblica Amministrazione.

Approfondisci l’articolo 20 del Decreto Madia.

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