Sismabonus: cos’è, come funziona e a chi è rivolto

Aggiornamento del 20 dicembre 2017

Con la circolare n. 53 del 19 Dicembre 2017, l’Inail rimanda al 30 Maggio 2018 i pagamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria, senza applicazione di sanzioni e interessi, da parte dei contribuenti che operano nelle aree colpite dagli eventi sismici del 2016 e 2017.


 

Stanziati 280 milioni di euro per aiutare le popolazioni colpite dal sisma.

I recenti terremoti che hanno scosso il Centro Italia hanno spinto il Governo ad approvare un decreto di 53 articoli che contiene tutti gli interventi necessari per favorire la ricostruzione e sostenere economicamente le popolazioni colpite dal sisma. Si tratta del cosiddetto sismabonus, inserito nella Legge di bilancio 2017, con il quale si cercherà di aiutare i terremotati grazie ad una cifra complessiva di quasi 280 milioni di euro.

A chi è rivolto il sismabonus?

Il decreto sisma bonus è rivolto a 131 comuni di Abruzzo, Marche, Umbria e Lazio; per quanto riguarda Teramo, Rieti, Ascoli Piceno, Macerata, Fabriano e Spoleto, le misure del beneficio previste sono solo in misura parziale, perché in questi Comuni i danni sono minimi rispetto alla popolazione totale e non hanno intaccato l’aspetto economico-sociale della popolazione. Sono stati stanziati 35 milioni di euro per le imprese locali, e tra i beneficiari si citano anche:

  • le imprese agricole la cui sede principale non si trova nei territori colpiti, ma i cui fondi sono situati in tali territori;
  • 11 milioni destinati agli allevatori, per il sostegno dei settori del latte, della carne bovina dei settori ovicaprino, equino e suinicolo;
  • contributi Inail per la sicurezza degli immobili, destinati a coloro che decidono di realizzare dei progetti di investimento e formazione nei settori salute e sicurezza sul lavoro;
  • finanziamenti a tasso zero per le micro, piccole e medie imprese fino a 30 mila euro rimborsabili in 10 anni per ripristinare le attività danneggiate;
  • sempre per le PMI finanziamenti agevolati, a tasso zero e a copertura del 100% degli investimenti fino a 600 mila euro per la nascita di nuove attività.

Di cosa tratta il sismabonus?

Il sisma bonus contiene delle misure di intervento importanti come ad esempio:

  • la cosiddetta “busta paga pesante”, ossia la sospensione delle imposte sul reddito per i lavoratori dipendenti e i pensionati dal 1° gennaio al 30 settembre 2017;
  • per 6 mesi, la sospensione per il pagamento delle bollette di acqua, luce, gas, telefono, canone Rai e assicurazioni;
  • richiesta di contributi statali a prescindere dal domicilio fiscale della propria sede lavorativa;
  • contributi fino al 100% dei danni subiti, grazie a finanziamenti agevolati garantiti dallo Stato;
  • la sospensione del pagamento di Irpef, Ires, Imu e Tasi per i fabbricati distrutti o sgomberati da dicembre 2016 fino alla loro ricostruzione e agibilità;
  • un sistema centrale per l’approvazione degli appalti pubblici;
  • controlli di Anac e Corte dei Conti, insieme all’istituzione di un elenco speciale dei professionisti abilitati;
  • stop agli adempimenti fiscali e di bilancio;
  • sostegno al reddito dei lavoratori;
  • un contributo ai privati per i beni mobili danneggiati.

Per quanto riguarda, invece, l’assistenza abitativa alle popolazioni colpite dalle ripetute scosse di terremoto, il decreto prevede che il dipartimento della Protezione civile possa provvedere ad acquisire container e, in base alle indicazioni da parte dei Comuni, decidere le aree in cui installarli.

I contributi per danni fino al 100% possono inoltre essere suddivisi in due grandi categorie:

  • interventi «non direttamente assistenziali», cioè riguardanti edifici, rimborsi di danni e trasferimento della propria attività lavorativa;
  • interventi «assistenziali diretti», come quelli rivolti alla sistemazione delle abitazioni, per i traslochi e interventi di tipo sociale.

I contributi ottenuti saranno erogati sotto forma di credito di imposta che potrà essere utilizzato per pagare ad ogni scadenza il finanziamento agevolato per l’importo ottenuto.

Come fare per ottenere il sismabonus?

Il decreto, convertito dalla Camera, prevede la nascita di uffici speciali per la ricostruzione in ognuna delle Regioni colpite dal sisma, presso i quali sono presenti degli sportelli unici per le attività produttive (Suap) per tutti gli enti locali coinvolti.

Le detrazioni del sisma bonus, riconosciute fino al 31 dicembre 2021, possono quindi essere richieste agli appositi organi di competenza regionali; e per favorire il rientro nelle rispettive abitazioni, i soggetti, la cui casa ha subito dei danni di lieve entità, potranno richiedere il ripristino dell’agibilità dell’abitazione, dopo aver presentato un apposito progetto firmato da un professionista abilitato, che attesti che i danni alla casa siano conseguenti al sisma.

Per quanto riguarda invece la realizzazione e il ripristino di edifici e beni pubblici, il commissario straordinario può essere autorizzato a stipulare mutui venticinquennali. In particolare le Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria effettuano dei controlli sulle strutture ospedaliere nei territori interessati e delle verifiche tecniche per valutare il fabbisogno economico per migliorare la resistenza delle strutture ad eventuali scosse future. E sempre a proposito della ricostruzione pubblica, a poter appaltare i lavori possono essere le Regioni, attraverso gli uffici speciali per la ricostruzione dei territori di rispettiva competenza, il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ed anche le diocesi solo quando gli interventi sono finanziati da loro al 100%.

Un decreto che sembra quindi fornire, finalmente, una speranza alle popolazioni colpite dal terremoto e che si auspica sia in grado di aiutare al più presto le persone coinvolte a poter tornare a vivere una vita serena, all’interno di un’abitazione normale, riuscendo a risollevarsi grazie, anche e soprattutto, all’aiuto dello Stato.

Fonte: Governo

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