Detrazioni sul canone di affitto, come ottenerle

Sono tantissime le agevolazioni fiscali che potranno essere ottenute da coloro che hanno un reddito basso oppure che si trovano in particolari condizioni.
Ecco tutto quello che bisogna sapere sulle detrazioni affitto per poter riuscire ad ottenere le suddette senza che vi possano essere problemi.

Le detrazioni affitto classiche

Sono diverse le detrazioni affitto che sono state promosse per il 2016 e che permetteranno, alle famiglie ed anche ai lavoratori ed ai giovani, di avere una riduzione della spesa che, mensilmente, si trovano a dover sostenere.
La prima situazione è quella che vede protagoniste le famiglie che hanno un reddito abbastanza basso e che quindi necessitano di una riduzione del suddetto affitto per poter riuscire ad affrontare anche le altre spese ritenute importanti.
In questo caso, le detrazioni affitto possono essere definite anche classiche in quanto viene preso in considerazione il reddito delle famiglie.
La detrazione è divisa in due gruppi:

  • La prima riguarda quella che ha, come protagoniste, le famiglie che non hanno un reddito superiore ai 15.499,71 euro, alle quali spetterà una detrazione pari a 300 euro, che andranno sottratte dall’Irpef;
  • Nel caso in cui le famiglie ottengono un reddito superiore a quella cifra, ma che non raggiunge 30.987,41 euro spetterà una detrazione che raggiunge i 150 euro, ovvero la metà rispetto al precedente.

Le agevolazioni per i giovani

Per i giovani, compresi tra i venti ed i trent’anni, vi sono delle particolari detrazioni che risultano essere molto vantaggiose e che potranno essere sfruttate in maniera differente.
Bisogna ovviamente effettuare delle precisazioni prima di parlare delle detrazioni: i giovani devono infatti vivere in una casa che risulti essere differente da quella dei genitori.
Il contratto deve essere a nome del giovane, il quale deve compiere i trentuno anni dopo la realizzazione del contratto, oppure averne venti ed un giorno, in modo tale che possa rientrare in una delle due categorie.
Bisogna inoltre sottolineare il fatto che, per ottenere questa detrazione, non è necessario che il giovane sia sposato o conviva con altre persone: la legge stabilisce soltanto che, egli, deve essere il titolare del contratto d’affitto.
Importante anche la soglia del reddito che bisogna non superare: sia che il giovane viva da solo o con altre persone, il reddito complessivo del nucleo non deve superare la somma totale di 15.493,71 euro all’anno.
In questo caso, la detrazione che si potrà ottenere sarà pari a circa 991,60 euro all’anno ed inoltre è importante ricordare che, le agevolazioni fiscali per questa categoria di persone, avranno una durata massima che non deve superare i tre anni.

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Lavoratori dipendenti e agevolazioni fiscali

Anche i lavoratori dipendenti che si trovano a doversi trasferire appunto per motivi legati alla loro professione, potranno ottenere questa particolare detrazione, la quale deve essere oggetto del rispetto di una serie di caratteristiche che non bisogna scordarsi.
In primo luogo vi è la data del trasferimento: essa non deve essere superiore ai tre anni rispetto all’inoltro della domanda.
Bisogna anche prendere in considerazione la distanza: questa deve trovarsi fuori dalla regione nella quale si trova la sede di lavoro nuova o comunque ad almeno cento chilometri di distanza dalla precedente abitazione.
Inoltre è importante considerare anche un altro dato, che riguarda appunto il contratto: esso deve essere a nome del lavoratore che appunto si trova costretto a dover effettuare il trasferimento stesso per questioni lavorative.
Come nei due casi precedenti, a stabilire a quanto ammonterà la detrazione sarà il redditto che viene percepito dal lavoratore nel corso dell’anno.
Se questo non dovesse superare i 15.493,71, la detrazione Irpef sarà pari a circa 991,60 euro annuali.
Nel caso in cui il reddito rientri nella fascia compresa tra 15.493,71 e 30.987,41, la detrazione sarà pari alla metà rispetto quella che contraddistingue la prima detrazione.
In tutte e due i casi, la documentazione deve essere inviata non appena si sottoscrive il contratto d’affitto.

Il contratto concordato e le agevolazioni

Ultima situazione, grazie alla quale è possibile poter riuscire ad ottenere una detrazione di tipo fiscale, risulta essere quella che vede protagonista un contratto di tipo concordato.
Proprietario del locale e inquilino devono quindi raggiungere ad un accordo e l’inquilino deve essere il contraente.
In questo caso, le fasce di reddito prese in considerazione sono sempre le stesse, ma cambiano gli importi delle due detrazioni: si parla di 495,80 euro per reddito non superiore ai 15.493.71 mentre, se il reddito non è superiore ai 30.987,41 euro, la detrazione che sarà possibile ottenere risulterà essere pari a 247,90 euro.

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In tutti i casi è importante seguire una semplice procedura per poter ottenere le detrazioni sull’affitto. Bisognerà infatti presentare tutta la documentazione relativa al contratto e al reddito al Comune di Residenza e all’INPS, in maniera tale che sia possibile poter ottenere un calcolo preciso della detrazione nella quale si rientra.

Importante ovviamente prendere in considerazione anche il fattore tempo: il contratto appena stipulato, oppure rinnovato, deve essere inviato entro i tre anni dalla data di creazione.
In caso contrario, bisognerà attendere il nuovo rinnovo del contratto stesso oppure stipularne uno nuovo, cambiando di conseguenza la propria residenza non appena esso viene realizzato.

Info: INPS

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