Il Reddito di cittadinanza è compatibile con la proprietà della casa

Di Maio chiarisce che anche i proprietari e i possessori di casa percepiranno il reddito di cittadinanza, ma in misura ridotta.

L’approvazione del reddito di cittadinanza, a favore dei cittadini rimasti senza reddito, non dovrebbe tardare ad arrivare. Anche se ancora ci sono da definire diversi dettagli, il quadro fondamentale di questa misura assistenziale sembra essere già delineata.

Tuttavia, di tanto in tanto saltano fuori alcune indiscrezioni, talvolta confermate, altre volte smentite. Nei giorni scorsi si era diffusa la voce secondo la quale i proprietari e i possessori di casa sarebbero stati esclusi dal diritto a percepire il reddito di cittadinanza, ma la smentita del Ministro del Lavoro e vicepremier, Luigi Di Maio, colui che fortemente ha voluto questa misura, ha precisato che in realtà il diritto spetterà, ma il credito erogato potrebbe essere ridotto.

Considerato che questa misura servirà soprattutto ad aiutare i cittadini a sostenere le spese di prima necessità (tra le quali rientrano anche i canoni di affitto dell’abitazione), coloro che hanno già una casa di proprietà (o che comunque ne hanno il possesso) – non dovendo pagare l’affitto – non avrebbero diritto ad un sussidio della stessa entità. Si spiegherebbe e si giustificherebbe così questa scelta.

Requisiti per ottenere il reddito di cittadinanza

Per avere diritto a questa misura assistenziale occorre essere maggiorenni, disoccupati o inoccupati, o con un reddito inferiore alla soglia di povertà (stabilita dall’ISTAT). Il sussidio è previsto anche per i cittadini stranieri che risultino residenti in Italia da almeno 10 anni.

Come funzionerà il reddito di cittadinanza?

Di Maio, qualche settimana fa, ha dichiarato che questa misura non potrà essere utilizzata per qualsiasi spesa. Il Vicepremier del M5S aveva parlato di una distinzione tra “spese morali” e “spese immorali”, espressione poco felice che ha creato qualche dubbio. Più verosimilmente la distinzione dovrebbe essere tra spese per beni essenziali, utili, culturali e spese per beni di lusso e per svago. Ad esempio, il credito non potrà essere utilizzato per comprare una Playstation, uno smartphone, gioielli, ecc…

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Per avere questo tipo di controllo sulle spese, il sussidio non verrà erogato come assegno o bonifico, ma consisterà in un credito caricato su una carta, tipo “social card” o “card cultura giovani”, introdotte dai governi precedenti.

La misura avrà una durata limitata nel tempo e per conservare il diritto a percepire questo sussidio si dovrà accettare di svolgere lavori di pubblica utilità, seguire corsi di formazione e riqualificazione e non potranno essere rifiutate più di tre proposte di lavoro effettuate dai centri per l’impiego.

Nel frattempo i percettori del reddito di cittadinanza dovranno impegnarsi attivamente a cercare un’occupazione.

Il credito mensile ammonterà a 780 euro, almeno per coloro che non abitano in una casa di proprietà e che quindi dovranno pagare l’affitto. Non è stato ancora chiarito quanto percepiranno, invece, i proprietari di casa.

Chi farà dichiarazioni false per potere ricevere il sussidio, rischierà fino a 6 anni di carcere.

Secondo le intenzioni del Governo, la misura sarà operativa a partire dal 1° aprile 2019, successivamente all’attuazione della riforma dei centri per l’impiego, salvo proroghe.

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