Affitto a studenti fuori sede: quali regole sull’ospitalità di amici e parenti?

Tanti gli studenti che ogni anno cambiano città per frequentare l’università, ma cosa prevede il contratto di locazione? Ospitare qualcuno per un breve periodo è consentito?

Da Catania a Milano, da Roma a Palermo. Tanti gli studenti universitari che, ogni anno, si trasferiscono in altre città per intraprendere un percorso formativo che sia quanto più vicino alle proprie ambizioni. Cercare una stanza è la prima “missione” di uno studente fuori sede, a questo si aggiunge la sfida di condividere l’appartamento con altri giovani e, soprattutto, fare i conti con la convivenza. Ma quando la mancanza di casa è troppo forte e si ha bisogno di mamma e papà, o quando il vecchio amico di infanzia decide di fare una sorpresa e venirci a trovare nella nuova città, possiamo ospitarli?

Affitto a studenti, cosa prevede il contratto di locazione?

Il contratto di locazione per gli studenti fuori sede può essere stipulato quando la residenza del giovane universitario è diversa rispetto alla città in cui si trova l’Ateneo. Così come stabilisce il Decreto Ministeriale del 16 gennaio 2017, l’appartamento deve essere nello stesso Comune della facoltà frequentata dallo studente, sede e corso universitario devono essere specificati nel contratto di locazione.

Parliamo di contratti che devono avere una durata minima di 3 mesi e una massima di 3 anni e richiedono una registrazione all’Agenzia delle Entrate. L’imposta di registro viene inoltre divisa al 50% tra il titolare dell’appartamento e il giovane universitario.

Affitto a studenti, si possono ospitare amici e parenti?

Come abbiamo già detto, tante possono essere le motivazioni per cui uno studente universitario ha l’esigenza di ospitare amici o parenti. È naturalmente buona norma chiedere prima il consenso degli altri coinquilini, perché questo comporta la condivisione degli spazi comuni, dalla stanza da bagno alla cucina, con la persona da ospitare. Ma cosa prevede invece la legge?

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Molti i casi in cui la Cassazione si è espressa sulla questione, affermando che non esiste alcun divieto nell’ospitare una persona per brevi periodi. Qualsiasi clausola posta nel contratto, che vieta l’ospitalità di una persona, è da considerarsi nulla. In questi casi vige, appunto, il principio di solidarietà, considerato un pilastro nella nostra società.

Dall’ospitalità al subaffitto: non tutto è possibile!

Se la mamma, con la sua mega valigia piena di cibo che ricorda tanto il sapore di casa, può essere ospitata nella camera in affitto, le regole sono ben diverse per il subaffitto. Recuperare un po’ di denaro fa certamente gola, soprattutto quando rientriamo nella nostra città natia per le vacanze di Natale o estive. In questo caso, però, la norma è molto ferrea: il subaffitto, nel caso in cui il contratto di locazione è stipulato per gli universitari, non è consentito.

Regole diverse da quelle presenti nel classico contratto di locazione, dove il subaffitto di una stanza è possibile, salvo disposizioni diverse presenti nello stesso contratto, mentre per quello dell’intero immobile occorre il consenso scritto da parte del proprietario.

Insomma, sì alla mamma e papà con le loro scorte di cibo, ma dimenticate pure il subaffitto se avete un contratto di locazione per studenti universitari fuori sede.

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