Spazio alle energie rinnovabili: in Basilicata arrivano finanziamenti per l’efficientamento energetico delle imprese

L’obiettivo è di ridurre consumi ed inquinamento connessi alle attività economiche.

È ancora inspiegabile perché un paese come l’Italia, definito il “Paese del Sole” non produca l’energia necessaria allo sviluppo delle attività economiche, solo o per lo più da fonti rinnovabili. È vero comunque che non siamo del tutto indifferenti alla materia, poiché sia il privato, per proprio tornaconto economico, che il pubblico si muovono verso l’innovativa direzione dello sfruttamento delle energie rinnovabili.

Un esempio pubblico da rendere noto è l’operazione della Regione Basilicata, la quale ha pubblicato un avviso intitolato proprio “Efficienza energetica delle imprese”. In attuazione dell’azione 4B.4.2.1 del PO FESR 2014-2020.

La misura ha l’obiettivo principale di ridurre i consumi e le correlate emissioni inquinanti e climalteranti degli impianti produttivi mediante la razionalizzazione dei cicli produttivi, l’utilizzo efficiente dell’energia e la produzione in sede di energia da fonti rinnovabili per l’autoconsumo.

Chi sono i destinatari dei finanziamenti per efficientamento energetico delle imprese nelle Regione Basilicata?

Possono accedere alle agevolazioni le Grandi imprese e le PMI, a patto che intendano realizzare l’investimento in sedi operative ubicate o da ubicarsi nel territorio della regione Basilicata e che siano già costituite e iscritte nel Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura territorialmente competente, alla data di inoltro della candidatura telematica.

Di cosa trattano i finanziamenti per l’efficientamento energetico delle imprese?

Sono ammissibili ad agevolazione le seguenti tipologie di intervento:

  • Tipologia 0 – diagnosi energetica e spese tecniche per le sole PMI;
  • Tipologia A – Interventi di efficienza energetica;
  • Tipologia B – Interventi di installazione di impianti da fonti rinnovabili.
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Per quanto riguarda i settori ammessi al finanziamento è possibile visionare il bando per il dettaglio ma in maniera sintetica possiamo dire quali settori NON sono ammessi all’agevolazione e cioè:

  • settori della pesca e dell’acquacoltura;
  • settore della produzione primaria di prodotti agricoli;
  • settore della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, quando l’importo dell’aiuto è fissato in base al prezzo o al quantitativo di tali prodotti acquistati da produttori primari o immessi sul mercato dalle imprese interessate e quando l’aiuto è subordinato al fatto di venire parzialmente o interamente trasferito a produttori primari;
  • settori con attività connesse all’esportazione verso paesi terzi o Stati membri, ossia aiuti direttamente collegati ai quantitativi esportati, alla costituzione e gestione di una rete di distribuzione o ad altre spese correnti connesse con l’attività d’esportazione;
  • se gli aiuti sono subordinati all’impiego di prodotti nazionali rispetto a quelli di importazione.

Le spese ritenute ammissibili sono quelle connesse all’investimento materiale e quelle per la consulenza; queste ultime devono avere un limite massimo dell’8% dell’importo totale del programma di investimento ammissibile ad agevolazione solo per le PMI (micro, piccole e medie imprese) ad esclusione delle Grandi Imprese, con un importo massimo di 60 mila euro.

La dotazione finanziaria complessiva è pari a circa 29 milioni di euro, 9 milioni di euro circa per le grandi imprese e 20 milioni di euro a favore delle PMI. Alle imprese è concesso un contributo conto impianti così articolato:

  • per le Grandi Imprese un aiuto non superiore al 30% delle spese ammesse ad agevolazione fino ad un contributo massimo di 500 mila euro e massimo di 800 mila euro per le grandi imprese energivore (cioè che consumano tanta energia elettrica);
  • per le Medie Imprese un aiuto non superiore al 40% della spesa ammesse ad agevolazione fino ad un contributo massimo di 400 mila euro e massimo di 600 mila euro per le imprese energivore;
  • per le Piccole Imprese un aiuto non superiore al 50% delle spese ammesse ad agevolazione fino ad un massimo di 300 mila euro e massimo di 500 mila euro per le imprese energivore;
  • per le Micro Imprese un aiuto non superiore al 50% delle spese ammesse ad agevolazione fino ad un massimo di 200 mila euro e massimo di 400 mila euro per le imprese energivore.
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L’impresa deve garantire che almeno una quota del 25% dell’investimento candidato deve essere priva di qualsiasi forma di sostegno pubblico, quindi deve derivare da proprio capitale.

Come può essere presentata la domanda per beneficiare dei finanziamenti per efficientamento energetico imprese?

La procedura di presentazione delle domande di agevolazione è a sportello telematico il quale rimarrà aperto fino al 30 novembre 2017. I soggetti richiedenti devono avere una casella di posta elettronica certificata e dovranno inviare la domanda solo ed esclusivamente tramite collegamento al sito istituzionale della Regione Basilicata.

Alla domanda, redatta secondo lo schema allegato al bando, dovrà essere inclusa la diagnosi energetica secondo quanto previsto dal bando e copia del documento del legale rappresentante dell’impresa candidata.

Essendo il mondo delle energie rinnovabili non ben conosciuto da tutti, il nostro consiglio è di farvi aiutare da un professionista per la presentazione della vostra candidatura.

Approfondisci l’azione 4B.4.2.1 del POR FESR Basilicata.

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