Banca e prestiti: come funziona il rischio di insolvenza?

Dalle analisi qualitative e quantitative, fino al rating e business plan. Prima di concedere un prestito, le banche valutano attentamente diversi aspetti di un’azienda.

Lo scenario economico europeo degli ultimi anni è tutt’altro che rassicurante. La crisi ha toccato gran parte delle nazioni e ha reso le imprese, specialmente quelle di piccola e media dimensione, sempre più vulnerabili e bisognose di fondi per poter mantenere la loro attività economica. Dall’altra parte, però, le banche sono sempre più restie a concedere finanziamenti ed evitare il cosiddetto “rischio di credito”, cioè la possibilità che si manifesti la diminuzione del valore di una posizione creditizia a seguito di un prestito. Per tale motivo, appunto, accedere a un credito non è sempre facile. Le banche stimano dei rischi di insolvenza prima di cedere denaro alle imprese.

Quali sono i criteri di valutazione adottati per calcolare il rischio di insolvenza?

Creare una perfetta sinergia tra banche e imprese è la base per costruire un’economia solida di un Paese. Del resto, trasparenza d’informazione, percezione del rischio e capacità di gestirlo sono gli obiettivi primari che il Comitato di Basilea (un’organizzazione internazionale istituita dai governatori delle Banche centrali dei dieci paesi più industrializzati che ha lo scopo di promuovere la cooperazione fra le banche centrali ed altre agenzie equivalenti per mantenere la stabilità monetaria e finanziaria) ha stabilito nel corso degli anni, con la volontà di trasferire questi concetti sia alle banche che alle imprese.

In sostanza, dunque, entrambe le parti devono impegnarsi per dar vita a un rapporto aperto e costruttivo, che possa mettere in moto l’economia nazionale. La banca deve valutare l’operatività di un’azienda, il ruolo sul mercato, il livello di competitività e i processi di sviluppo. In altre parole, ha l’obbligo di effettuare un’attenta analisi prima di concedere dei prestiti.

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Come funziona, quindi, il rischio di insolvenza che la banca deve essere in grado di valutare? Quali sono gli elementi che l’istituto di credito analizza?
Le sfere controllate dalla banca sono di natura qualitativa e quantitativa.
Parliamo di analisi qualitativa, quando l’azienda viene esaminata nella sua condizione generale di business, cioè viene definita la sua posizione sul mercato, indicati i suoi punti di forza e di debolezza, studiato il ciclo di vita e quando viene valutata la concorrenza. Per sviluppare questa fase, la banca può decidere di sottoporre l’imprenditore alla compilazione di un questionario, in cui ad ogni risposta viene assegnato un punteggio.
Per analizzare l’aspetto quantitativo di un’impresa, la banca valuta, invece, i bilanci aziendali degli ultimi tre anni. Si tratta di uno strumento utilizzato per conoscere il risultato di esercizio, il fatturato, il reddito operativo e il patrimonio netto di un’impresa. In tal modo, gli istituti di credito capiscono se l’azienda ha costruito un’entità economica solidale, riesce a investire il capitale in maniera ottimale e, naturalmente, entrano in contatto con la redditività aziendale.

Il rating

Un altro metodo di valutazione è il rating che racchiude gli aspetti qualitativi e quantitativi di un’azienda. Il rating traduce la capacità di un’impresa nel restituire un determinato prestito. Si esprime con un voto in lettere che indica l’affidabilità di un’azienda nel sanare un debito contratto. La scala di valutazione oscilla dalla tripla A, che indica la massima affidabilità, alla D, che esprime la scarsa capacità di un’impresa nel sanare un ipotetico debito.

I principali aspetti analizzati dalle agenzie di rating sono:

  • il grado di solvibilità del prestito;
  • la natura del finanziamento;
  • le garanzie;
  • le valutazioni sul capitale, sul settore e sull’allocazione dei rischi.
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Non bisogna, infine, sottovalutare un altro elemento saliente e decisivo durante il processo di valutazione delle banche prima della concessione del prestito: il famigerato business plan. In questa fase, la banca giudica l’idea di business, la fattibilità, lo sviluppo imprenditoriale, i punti di forza e di debolezza, la capacità di un’azienda nel valutare concretamente profitti e rischi.

Capiamo bene, quindi, quanto sia spesso difficile accedere al credito. Analisi, valutazioni e assegnazione di punteggi, meglio noti come scoring, determinano se un’azienda è in grado o meno di restituire un’eventuale prestito. In base a questo risultato, che determina il rischio di insolvenza, la banca decide di accogliere o respingere la richiesta di credito.

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