Donne e impresa, finanziamenti agevolati per stimolare l’imprenditoria femminile

Fino a dicembre del 2017 le donne che vogliono immergersi nel mondo imprenditoriale, possono richiedere dei prestiti con tassi vantaggiosi.

Parlare di pari opportunità in Italia è ancora una nota dolente. Non sempre, infatti, le donne percepiscono gli stessi stipendi degli uomini o hanno medesimi vantaggi lavorativi. A questo, si aggiunge la difficoltà di conciliare la maternità con la carriera.

Se da una parte, quindi, le donne devono affrontare ostacoli quotidiani per raggiungere una posizione lavorativa appagante, dall’altra cresce sempre di più la voglia di mettersi in proprio e creare una propria impresa. Le prospettive sono legate certamente al guadagno, ma soprattutto all’esigenza di realizzarsi sia professionalmente che personalmente.

Su questa linea si colloca il protocollo d’intesa per lo sviluppo e la crescita dell’imprenditorialità femminile. Si tratta di finanziamenti erogati per stimolare l’imprenditoria femminile e incentivare la partecipazione delle donne alla vita sociale ed economica del Paese.

A chi si rivolge il protocollo che stimola lo sviluppo dell’imprenditoria femminile 2017?

L’accordo è stato sottoscritto per la prima volta il 4 giugno del 2014, tra il Dipartimento per le pari opportunità, il Ministero per lo sviluppo economico, l’associazione bancaria italiana (ABI), le Cooperative Italiane, la Confapi, la Confindustria e Rete Impresa Italia. Il protocollo è stato prolungato sino a dicembre 2017.

Possono richiedere i prestiti agevolati le lavoratrici autonome, comprese le libere professioniste, e le piccole e medie imprese, di qualsiasi settore. Le piccole e medie Imprese per accedere ai finanziamenti devono essere costituite da una sostanziale partecipazione femminile; in particolare, devono avere i seguenti requisiti:

  • nell’impresa individuale il titolare deve essere una donna;
  • nella società di persone e nelle cooperative almeno il 60% dei soci deve essere formato da donne;
  • nelle società di capitali, le donne devono avere almeno i 2/3 del capitale sociale e gli organi di amministrazione devono essere costituti per almeno i 2/3 da donne.
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Di cosa tratta il protocollo che incentiva lo sviluppo dell’imprenditoria femminile 2017?

Le banche e gli intermediari finanziari sono soggetti predominanti nell’attuazione del protocollo, perché costituiscono il cosiddetto plafond economico da destinare all’imprenditoria femminile.

I passi da seguire sono molto semplici: ciascun intermediario finanziario pubblica sui canali online l’ammontare della somma che vuole destinare, lo comunica all’ABI che, a sua volta, diffonde l’importo sul proprio sito, creando così un elenco bacino degli intermediari finanziari aderenti e i relativi plafond. Le donne imprenditrici e le libere professioniste devono consultare, dunque, tale lista e rivolgersi agli intermediari finanziari per accedere al prestito e ottenere tassi vantaggiosi.

La concessione finanziaria agisce su tre linee di intervento:

  • “Investiamo nelle donne”, cioè finanziamenti mirati a realizzare nuovi investimenti, materiali o immateriali, per lo sviluppo dell’attività di impresa o della libera professione;
  • “Donne in startup”, finanziamenti concessi per creare nuove imprese o avviare la libera professione;
  • “Donne in ripresa”, investimenti erogati per favorire la ripresa di Piccole e Medie Imprese e delle lavoratrici autonome, che attraversano un periodo di crisi a causa della depressione economica.

È prevista, inoltre, la possibilità di richiedere, per una sola volta, la sospensione del rimborso del finanziamento. Tale procedura, meglio conosciuta come “sospensione donna”, prevede di alleggerire la restituzione del rimborso del finanziamento per un massimo di 12 mesi. In queste circostanze, il tasso di interesse rimane invariato ed è applicato secondo gli accordi stabiliti nel contratto originale. La sospensione può essere applicata se si verificano i seguenti eventi:

  • maternità dell’imprenditrice o della lavoratrice autonoma;
  • grave malattia dell’imprenditrice, della lavoratrice autonoma o dei coniugi, conviventi e figli anche adottivi;
  • malattia invalidante di un genitore, di un parente o affini entro il terzo grado di parentela dell’imprenditrice o della lavoratrice autonoma.
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La richiesta deve essere accompagnata dal certificato medico e, nel caso in cui coinvolga gli altri membri della famiglia, occorre apportare anche lo stato di famiglia.

Questa procedura si applica nelle società di persone o di capitali soltanto nel caso in cui la donna svolga un ruolo importante nella gestione dell’azienda. Nelle cooperative, invece, le donne possono accedere alla sospensione quando fanno parte della gestione amministrativa e nessun altro socio può svolgere temporaneamente le stesse funzioni.

Come accedere ai finanziamenti agevolati concessi per incrementare l’imprenditoria femminile 2017?

Come abbiamo già detto, le imprese o le libere professioniste per accedere ai prestiti agevolati devono rivolgersi direttamente agli intermediari finanziari. È possibile consultare l’elenco dei partecipanti e inoltrare la domanda. Le banche e gli organi finanziari si sono impegnati, inoltre, a istituire un numero telefonico per fornire servizi di consulenza alle imprese femminili e hanno creato sul proprio sito una sezione dedicata alle imprese femminili e alle lavoratrici autonome.

Realizzarsi professionalmente, avere un lavoro appagante ed essere soddisfatte personalmente. Sono tanti i motivi che spingono una donna a diventare imprenditrice. Se anche tu hai da sempre avuto questo sogno nel cassetto o vuoi cambiare radicalmente lavoro, non perdere l’occasione di veder fiorire la tua impresa. Consulta un professionista e richiedi il tuo prestito con tassi vantaggiosi.

Fonte: Protocollo d’Intesa per lo sviluppo e la crescita dell’imprenditorialità e dell’autoimpiego femminili

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