Nuova legge sul cinema e audiovisivo: ecco la riforma

È stata finalmente approvata dalla Camera, in via definitiva, dopo decenni di attesa, la nuova legge sul cinema e audiovisivo che entrerà in vigore il 1°gennaio 2017.

L’attesissima riforma, porta con sé moltissime novità, prima tra tutte l’istituzione di un “Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo” che non potrà superare la soglia dei 400 milioni annui; il fondo si autofinanzierà tramite le imposte, del settore, IRES e IVA.
Gli incentivi aumentano, con la nuova legge, ancor di più verso chi volesse rivalutare sale cinematografiche chiuse o dismesse, ma anche verso coloro che vogliono investire nella realizzazione di nuove sale.
Altra importante novità sono gli incentivi e le agevolazioni fiscali, tramite il potenziamento del credito d’imposta, che arriva fino ad un massimo del 30%, per:

  • le imprese di distribuzione cinematografica e audiovisiva;
  • le imprese di esercizio cinematografico;
  • le industrie tecniche e di postproduzione, inclusi i laboratori di restauro;
  • la promozione di opere italiane ed europee nelle sale cinematografiche;
  • le imprese non appartenenti al settore cinematografico e audiovisivo (settore del gaming).

La nuova legge sul cinema e audiovisivo, alla sezione III, introduce i contributi automatici per lo sviluppo, la produzione e la distribuzione delle opere cinematografiche e audiovisive; per accedervi è necessario che ogni impresa cinematografica richieda l’apertura di una posizione contabile presso il Ministero.
Altro tipo di agevolazione sono i contributi selettivi, che il Ministero concede per la scrittura, lo sviluppo, la produzione e la distribuzione nazionale e internazionale di opere cinematografiche e audiovisive. Nella sezione V del decreto legge, vengono elencate le attività per le quali possono essere erogati i contributi ministeriali, ovvero attività che :

  • favoriscono lo sviluppo della cultura cinematografica e audiovisiva in Italia;
  • promuovano le attività di internazionalizzazione del settore;
  • promuovano, anche a fini turistici, l’immagine dell’Italia attraverso il cinema e l’audiovisivo;
  • sostengano la realizzazione di festival, rassegne e premi di rilevanza nazionale ed internazionale;
  • promuovano le attività di conservazione, restauro e fruizione del patrimonio cinematografico e audiovisivo;
  • sostengano la programmazione di film d’essai ovvero di ricerca e sperimentazione;
  • sostengano l’attività di diffusione della cultura cinematografica, svolta dalle associazioni nazionali di cultura cinematografica, dalle sale delle comunità ecclesiali e religiose nell’ambito dell’esercizio cinematografico.

Le ultime due novità, non di natura finanziaria, sono l’istituzione del Consiglio superiore del cinema e dell’audiovisivo, che svolge compiti di consulenza e supporto nella elaborazione ed attuazione delle politiche di settore nonché nella predisposizione di indirizzi e criteri generali relativi alla destinazione delle risorse pubbliche per il sostegno alle attività cinematografiche e dell’audiovisivo. E l’ultima, forse la più attesa, l’abolizione della censura di Stato, che lascia (in prima istanza) liberi i professionisti di scegliere i propri criteri morali e, forse, anche i nostri.

Info: Gazzetta Ufficiale

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