Cartella di pagamento non notificata: va pagata?

60 giorni a disposizione per agire contro una cartella esattoriale, ecco cosa fare se non si sa di averla.

Secondo quanto dichiarato dall’Agenzia delle Entrate sul proprio sito internet, la cartella di pagamento è un atto che l’agente della riscossione invia ai contribuenti per la riscossione di crediti vantati da enti pubblici quali ad esempio Comuni, INPS, Agenzia delle Entrate. All’interno delle cartelle sono specificate le somme che devono essere versate, le istruzioni relative ad un corretto pagamento, la possibilità di pagamenti dilazionati, il nome del responsabile del procedimento e la notifica. Le somme vengono definite a seguito di controlli e vengono iscritte al ruolo. Quest’ultimo è un semplice elenco che contiene i nominativi dei debiti e le relative somme che ognuno di esse deve versare all’ente. Qualora entro 60 giorni i debiti non vengano saldati, si dovranno pagare degli interessi e nel peggiore dei casi procedere al pignoramento o al fermo amministrativo dei beni di possesso del proprietario-debitore. L’avviso viene fatto con le famose “buste verdi”, delle raccomandate recapitate all’indirizzo di residenza e/o domicilio dell’interessato.

Cosa succede se la cartella non risulta mai stata notificata?

L’Agenzia delle Entrate precisa che in caso di irreperibilità del destinatario, la procedura prevede che la notifica venga depositata nella Casa Comunale, affisso l’avviso di deposito in busta chiusa e sigillata alla casa di abitazione del contribuente ed invio di una seconda raccomandata con avviso di ricevimento. Può succedere però che nonostante tutto, dopo parecchio tempo l’Agenzia delle Entrate si accorga di una cartella di pagamento mai firmata. Se il debitore sostiene di non aver mai ricevuto la notifica, e di essere a conoscenza della sua situazione debitoria, per caso, a seguito di una richiesta di estratto di ruolo stampatogli dall’Agenzia delle Entrate, può fare ricorso al giudice. Occorre in ogni caso agire entro 60 giorni dal rilascio del certificato di iscrizione al ruolo e rivolgersi a:

  • Commissione provinciale tributaria: nel caso di contributi ed imposte;
  • Giudice di pace: per cartelle relative a contravvenzioni stradali;
  • Tribunale ordinario, sezioni lavoro: per mancati pagamenti INPS o INAIL.
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Sarà poi compito dell’agente alla riscossione dimostrare la notifica della cartella di pagamento. Dovrà infatti produrre la relativa notifica e l’avviso di ricevimento a mezzo servizio postale. Quest’ultima deve essere firmata dal destinatario, deve contenere la cartella esattoriale con il relativo numero seriale trascritto nell’avviso di ricevimento. Se dovesse essere presente una firma che però il debitore disconosce in quel caso si procede a una “querela di falso” dinnanzi al Tribunale ordinario.

È possibile opporsi anche ad un pignoramento?

È possibile fare opposizione contestando il diritto del creditore di procedere all’esecuzione forzata. Dobbiamo però distinguere due casi: quello in cui l’esecuzione è già cominciata da quello in cui non lo è.

  • nel caso in cui l’esecuzione forzata è stata solo annunciata, il debitore dovrà fare opposizione davanti ad un giudice competente per materia. Se ci sono gravi motivi, il giudice potrà sospendere la richiesta e inviare a nuovo giudizio.
  • nel caso in cui si è dato avvio all’esecuzione forzata, il contribuente può limitarsi a dedurre il mancato ricevimento della cartella, spetta all’Agenzia delle Entrate dimostrare il contrario. Verrà comunque fatto uno specifico ricorso al giudice che ha disposto l’esecuzione stessa, il quale giudicherà sulle prove ad esso fornite, attraverso le udienze che verranno.

Solo la Commissione Tributaria però potrà annullare le cartelle esattoriali, a seguito degli accertamenti e sentite le sentenze dei giudici coinvolti nei vari procedimenti.

Nel caso di errore di notifica di una cartella esattoriale?

La Cassazione è stata molto chiara in merito a questo argomento, infatti un errore di notifica costituisce un vizio nella normale procedura, ciò comporta la nullità dell’atto. Tra gli errori frequenti ci sono:

  • errori nella relazione di notifica;
  • consegna a soggetto sbagliato;
  • consegna nel posto diverso da quello della residenza;
  • notifica effettuata da un soggetto non autorizzato;
  • omessa indicazione del luogo in cui è avvenuta la notifica;
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In presenza di tali errori non occorre fare opposizione contro la cartella esattoriale, ma direttamente contro l’estratto di ruolo o il successivo pignoramento.

In ogni caso, il consiglio è sempre quello di farsi seguire da un buon legale che valuti il da farsi e soprattutto eviti l’aggravarsi della situazione debitoria.

Approfondisci la sentenza della Cassazione n.19704 del 2015.

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