Premi di Produttività, cosa cambia con la manovra che reintroduce la decontribuzione

La Manovra Correttiva interviene in materia di premi di produttività, reintroducendo una decontribuzione pari al 20% per il datore di lavoro, mentre per il lavoratore vi è uno sgravio totale in presenza di un’intesa sindacale.

Tra le varie misure della Manovra Correttiva varata a fine aprile, il D.L. 50/2017, c’è anche quella relativa alla decontribuzione dei premi di produttività per i contratti collettivi aziendali e territoriali in cui è prevista la collaborazione paritetica dei lavoratori. Il datore di lavoro potrà usufruire di un abbattimento in materia di aliquota contribuiva pari al 20% su un valore massimo di 800 euro dell’aliquota su indennità, vecchiaia e pensione per i superstiti, mentre per il lavoratore è prevista una decontribuzione totale; è ridotta sempre del 20% anche l’aliquota contributiva ai fini del calcolo della pensione. Questi sgravi si applicano esclusivamente ai contratti stipulati dopo il 24 aprile 2017, cioè dopo l’entrata in vigore della manovra.

Come accedere alla detassazione dei premi di produttività?

Lo scopo di questa manovra è quello di promuovere forme di collaborazione e partecipazione dei lavoratori tali da determinare un incremento della competitività dei sistemi produttivi; i lavoratori devono intervenire ed esprimere opinioni che, in quello specifico contesto, siano considerate di pari livello, importanza e dignità di quelle espresse dai responsabili aziendali che vi partecipano con lo scopo di favorire un impegno “dal basso che consenta di migliorare le prestazioni produttive e la qualità del prodotto e del lavoro”, così com’è stato scritto nella circolare dell’Agenzia Entrate n. 28/E/2016.

Possiamo affermare in modo semplice che l’art. 4 del decreto stabilisce che il coinvolgimento paritetico è valido quando i contratti collettivi siano formati da gruppi di lavoro indirizzati al miglioramento o all’innovazione di aree produttive o sistemi di produzione. A tal proposito sono esclusi:

  • gruppi di semplice consultazione, addestramento o formazione;
  • costituzione di strutture permanenti di consultazione e monitoraggio degli obiettivi etc.
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Quali sono i vantaggi dei premi di produttività per il lavoratore?

Oltre quello sopra descritto è prevista anche l’applicazione di un’aliquota del 10%, sostitutiva di IRPEF e addizionali regionali e comunali, applicabili ai lavoratori del settore privato con un reddito fino a 80 mila euro, fino a un premio massimo di 3 mila euro; il premio di risultato deve essere previsto da contratti collettivi nazionali, territoriali o aziendali. La provvigione retributiva che rientra ai fini della tassazione riguarda la parte variabile dello stipendio, relativa a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione misurabili e verificabili sulle somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa.

Approfondisci il Decreto Legge 50/2017

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