Regime forfettario 2019 possibile fino a 65 mila euro all’anno

Con l’approvazione di Legge di Bilancio e Decreto Fiscale, cadono alcuni limiti del regime forfettario 2019 ed il limite di reddito annuo per beneficiarne è esteso a 65 mila euro.

Novità in vista per il regime forfettario 2019, ossia per quel regime fiscale rivolto a piccole imprese, artigiani e professionisti con un fatturato annuale non particolarmente elevato, il quale permette di semplificare la gestione della propria attività e i relativi adempimenti fiscali.

Con l’approvazione definitiva della Legge di bilancio 2019 e del Decreto fiscale 2019 innanzitutto viene innalzato a 65 mila euro il limite di compensi annuali per poter aderire al regime forfettario con aliquota fissa al 15%, mentre dal 2020 dovrebbe entrare in vigore il regime forfettario, con aliquota al 20%, per chi supera il limite di 65 mila euro all’anno, rimanendo comunque nel limite di 100 mila euro.

Agevolazioni speciali sono previste per le start-up, con un’aliquota del 5%, per la durata di 5 anni, ma è stato introdotto un doppio limite di età. L’agevolazione, infatti, è riservata agli under 35 e agli over 55.

Queste misure richiedono comunque il via libera dell’Unione Europea, dal momento che l’IVA rappresenta un tributo di rilevanza comunitaria.

Chi può aderire al regime forfettario 2019

Posso aderire a questo regime fiscale i piccoli imprenditori, gli artigiani, i liberi professionisti che nell’anno precedente (il 2018) abbiano ricevuto ricavi o compensi per la propria attività per un ammontare non superiore a 65 mila euro.

Sono stati eliminati alcuni dei precedenti requisiti e limiti, come i limiti di valore per i beni strumentali e i limiti di spesa da lavoro dipendente, ma sono previste delle cause di esclusione, indipendentemente dagli introiti.

Non potranno avvalersi del Regime forfettario per il 2019 i soggetti che hanno optato per regimi speciali Iva o Regimi forfettari di determinazione del reddito (ad esempio soggetti che svolgono attività di vendita di sali e tabacchi, di agricoltura e pesca agenzie di viaggio, agriturismi, venditori porta a porta ecc…); i soggetti non residenti in Italia o in uno degli Stati membri dell’Unione europea (salvo che risieda in un Paese che abbia sottoscritto specifici accordi con l’Italia) che producano nel territorio italiano almeno il 75% dei redditi complessivi; i soggetti che svolgono in via esclusiva determinate attività (come cessioni di fabbricati, di mezzi di trasporto nuovi); i soggetti titolari di partita Iva che partecipano anche a società di persone, imprese familiari, società a responsabilità limitata, associazioni in partecipazione; i soggetti che esercitano l’attività prevalentemente nei confronti di datori di lavoro (o soggetti assimilati) con cui sono in corso (o lo erano nei due precedenti periodi d’imposta) rapporti di lavoro.

Regime forfettario 2019: in cosa consiste?

Questo regime fiscale, rispetto a quello ordinario, è particolarmente semplificato e consiste nel pagamento di una imposta sostitutiva, unica, che comprende IVA, IRAP, IRPEF e degli altri tributi previsti in base all’attività svolta. Questa imposta sostitutiva viene ottenuta moltiplicando il reddito imponibile, determinato a sua volta attraverso un coefficiente di redditività, per un’aliquota fissa del 15%.

Il coefficiente di redditività varia a seconda del tipo di attività svolta, da una percentuale minima del 40%, fino ad un massimo dell’88%.

Ad esempio, un commerciante ambulante di alimentari e bevande ha ricavato 20 mila euro nell’anno 2018. In base alla sua attività, il coefficiente di redditività sarà del 54%, per cui il suo reddito imponibile sarà dato dal 54% di 20 mila euro, ossia 11,800 mila euro. A questa cifra va applicata l’aliquota del 15%. Il risultato darà la cifra che costituirà l’imposta sostitutiva da pagare, vale a dire 1,770 mila euro.

Scegliendo questo regime si rinuncia a deduzioni e detrazioni (spese mediche, carichi di famiglia, ecc…) che potrebbero, eventualmente, portare ad avere un reddito imponibile più basso rispetto a quello ottenuto con l’applicazione del coefficiente previsto dal regime forfettario e magari al pagamento di minori imposte.

Regime forfettario 2019: altre agevolazioni

La scelta del regime forfettario determina delle ulteriori agevolazioni consistenti nell’esenzione da determinati adempimenti fiscali. Infatti non sarà obbligatorio registrare le fatture emesse, gli acquisti e i corrispettivi, né tenere e conservare documenti e registri, fatta eccezione per le fatture di acquisto, le bollette doganali e i corrispettivi, che dovranno essere certificati e conservati.

Inoltre, non è necessario effettuare la dichiarazione annuale IVA e la relativa comunicazione, né effettuare ritenute d’acconto sui compensi. È anche prevista l’esclusione dagli studi di settore.

In pratica il contribuente che ha scelto questo regime fiscale dovrà solamente presentare la dichiarazione dei redditi.

Infine, sono previste riduzioni della contribuzione previdenziale del 35%.

Conviene il regime forfettario 2019?

Questo regime fiscale è sicuramente conveniente per coloro che abbiano da poco avviato un’attività e non riescono a prevedere quali saranno gli introiti della propria attività o che comunque sanno già di non superare un determinato fatturato.

Certamente bisogna tener conto che un imprenditore, un professionista, un artigiano che non ha familiari a carico, non godrebbe delle relative deduzioni e/o detrazioni, mentre chi ha famiglia dovrebbe valutare molto attentamente questo aspetto.

Di certo il regime forfettario rappresenta un modo per partire senza avere troppe preoccupazioni, ma per sapere se sia più conveniente aderire all’uno piuttosto che all’altro regime fiscale bisognerebbe fare un po’ di conti, preferibilmente con l’aiuto di un professionista, in modo da effettuare una previsione accurata su introiti e tassazione.

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